Finanza
Volontaria accusa una agente municipale
«Vigilessa maleducata»
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Vigili urbaniLa segnalazione arriva da una volontaria di un'associazione che in questo periodo sta vendendo uova di cioccolato per racimolare un po' di soldi da devolvere in beneficenza. La donna è indignata per il comportamento di una vigilessa, anzi più che per il comportamento per il linguaggio usato dalla agente municipale
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MASSA. La segnalazione arriva da una volontaria di un'associazione che in questo periodo sta vendendo uova di cioccolato per racimolare un po' di soldi da devolvere in beneficenza. La donna è indignata per il comportamento di una vigilessa, anzi più che per il comportamento per il linguaggio usato dalla agente municipale. Ecco come racconta l'episodio la signora: «Sabato scorso mi trovavo come volontaria in uno dei tanti gazebo della nota associazione italiana per la vendita delle uova della speranza. Nel pomeriggio due vigili (un uomo e una donna) si sono avicinati per i consueti e giustissimi controlli chiedondo la licenza. È stato spiegato agli agenti che l'aveva con sé il coordinatore, in quel momento assente. Mentre il vigile è stato molto comprensivo al riguardo, la vigilessa ha esordito con " vi è andata bene perchè io invece vi avrei fatto un.... mazzo così"». In realtà la parola usata, come ha specificato la volontaria è stata un'altra e decisamente più colorita.
«Nel rispetto delle principali regole dell'educazione, del ruolo svolto dalla vigilessa, della divisa che indossava e delle persone che, quel giorno, hanno dedicato con il cuore parte del loro tempo al volontariato per dare a tutti la speranza che un male sociale che può colpire chiunque, nessuno escluso, possa un giorno essere sconfitto». E conclude: «Non ho aggiunto parola, ma mi sono chiesta dove è andata a finire l'educazione. Sopratutto da parte di chi dovrebbe pretenderla». Uno sfogo di una persona che si dice rammaricata.
«Nel rispetto delle principali regole dell'educazione, del ruolo svolto dalla vigilessa, della divisa che indossava e delle persone che, quel giorno, hanno dedicato con il cuore parte del loro tempo al volontariato per dare a tutti la speranza che un male sociale che può colpire chiunque, nessuno escluso, possa un giorno essere sconfitto». E conclude: «Non ho aggiunto parola, ma mi sono chiesta dove è andata a finire l'educazione. Sopratutto da parte di chi dovrebbe pretenderla». Uno sfogo di una persona che si dice rammaricata.
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