Gioco
RICATTATO
«Soldi o rivelo tutto a tua moglie»
Corrado Benzio
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Il Tribunale di Massa e sopra ballerine in un localeUn incubo che troppi uomini non vorrebbero mai vivere. Ovvero l'amante (lasciata) che minaccia di raccontare tutto alla moglie. E' capitato ad un tecnico in trasferta a Massa per conto di una grossa ditta metalmeccanica
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MASSA. Un incubo che troppi uomini non vorrebbero mai vivere. Ovvero l'amante (lasciata) che minaccia di raccontare tutto alla moglie. E' capitato ad un tecnico in trasferta a Massa per conto di una grossa ditta metalmeccanica.
Una storia sfociata in un processo che però ha avuto davanti al giudice un epilogo inatteso. Molto inatteso per tutti.
Ma partiamo dall'inizio. La vicenda risale ad un paio di anni fa. Il tecnico arriva dal Nord a Massa per lavorare in una grossa ditta. E' un «trasfertista», come si dice in gergo. E ha un doppio vantaggio per farsi l'amante in loco. Primo a Massa è solo, avendo lasciato la famiglia a casa; secondo la «trasferta» gli permette di avere un discreto gruzzolo in più, rispetto allo stipendio.
Lui non è giovanissimo, viaggia intorno alla cinquantina (anzi la supera). La ragazza, di origine slava, sfiora i trenta.
Va tutto bene fino ad un certo punto. Lui vuole lasciarla e lei minaccia di spifferare tutto alla moglie. Chiede soldi, ma soprattutto non vuole lasciare l'uomo.
Il quale da una parte resiste alle richieste della donna e dall'altra cerca di tenere fuori dalla vicenda la sua famiglia: moglie e figli.
Questo tira e molla va avanti per un po', fino a che l'uomo - esasperato e spaventato - non si presenta ai carabinieri e denuncia la donna. Racconta tutto: fatti e circostante delle minacce e del tentativo di estorsione.
La vicenda passa alla Procura che chiede il rinvio a giudizio della donna. Sollievo per l'uomo che comunque è costretto a raccontare tutto alla moglie.
L'epilogo, in qualche modo sorprendente, della vicenda si ha venerdì scorso in Tribunale di Massa. A sostenere l'accusa c'è il pubblico ministero onorario dottor Pennisi.
Vengono ascoltati i testimoni, viene sentita la vittima e la presunta ricattatrice.
Il finale è a sorpresa - diciamo così - la donna viene assolta dal giudice monocratico. Motivo: le prove portate dall'uomo, al di là delle sue testimonianze personali, non erano poi così «probanti». Insomma quelle richieste di soldi ed altro - ma leggeremo meglio nelle motivazioni del giudice - erano più le pressioni di una donna verso il suo amante che non una vera forma di minacce ed estorsione.
Essendo questo l'epilogo della vicenda, omettiamo i nomi dei protagonisti, in particolare dell'imputata, poi mandata assolta.
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