Sicurezza
AMBIENTE
Lavori anti-commissario
Cinzia Carpita /
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La riunione in Comune sul problema delle polveri sottili«Noi abbiamo fatto finora tutto il possibile», dice il sindaco Zubbani. «Invece no», rispondono i cittadini e i loro legali. Comincia sulle spine l'incontro fra amministrazione comunale e comitati che protestano contro le polveri sottili trasportate in città dai camion del marmo. Poi le parti trovano punti di incontro: innanzi tutto, migliorare l'impianto di lavaggio di Torano. Il Comune ha studiato accorgimenti che saranno attuati nel giro di un mese
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CARRARA. «Noi abbiamo fatto finora tutto il possibile», dice il sindaco Zubbani. «Invece no», rispondono i cittadini e i loro legali. Comincia sulle spine l'incontro fra amministrazione comunale e comitati che protestano contro le polveri sottili trasportate in città dai camion del marmo. Poi le parti trovano punti di incontro: innanzi tutto, migliorare l'impianto di lavaggio di Torano. Il Comune ha studiato accorgimenti che saranno attuati nel giro di un mese.
«Dall'ordinanza del giudice Bartolini a oggi - dice Zubbani - riteniamo di non avere sottovalutato il problema delle polveri e di avere fatto il possibile con le risorse economiche e umane che erano a disposizione.
Il sindaco ha al suo fianco il direttore generale Marco Tonelli, il vice sindaco Zanetti, gli assessori Vannucci e Dell'Amico, i tecnici Fini, Altieri e Criscuolo, il capitano dei vigili urbani Menconi, gli avvocati Iaria e Fantoni. Dall'altra parte del tavolo, i rappresentanti dei cittadini e di Legambiente (Paola Antonioli e Giusepe Sansoni), gli avvocati Pasquali e Macchiarini.
Il sindaco ricorda che la via dei marmi eliminerà il traffico pesante da Carrara ovest, ma che l'amministrazione intende operare per evitare che nasca un'emergenza polveri dalla parte opposta della città. Per cui nell'opera della viabilità marmifera sono inclusi interventi contro l'impatto ambientale (per 5 milioni di euro). «Non abbasseremo la guardia di fronte alle polveri. Il tema centrale delle amministrazioni deve essere quello dell'ambiente e della qualità della vita dei cittadini».
Macchiarini ha osservato che l'incontro poteva essere fatto prima, evitando l'eventualità che il giudice (il 26 c'è la convocazione dal dottor Pulvirenti) nomini un tecnico per conotrallare l'applicazione dell'ordinanza Bartolini. «Da quella, - ha detto Macchiarini - i cittadini hanno aspettato un anno e mezzo. Secono noi il Comune ha fatto poco o niente». L'ordinanza dà 11 prescrizioni al Comune.
Ieri sono state ripercorse una ad una: il Comune ha detto cosa ha fatto, cosa si può fare, e i cittadini hanno fatto richieste.
I dossi. La prescrizione dei dossi, dove transitano i camion, secondo il Comune non è attuabile perché in contrasto con il codice stradale.
L'impianto di lavaggio. Sul fatto che il giudice Bartolini avesse disposto che entro tre mesi doveva essere realizzato un nuovo impianto di lavaggio, l'amministrazione sostiene che non c'erano i tempi né le possibilità tecniche a Torano. Il nuovo impianto sorgerà sì, ma a Miseglia bassa, presso la galleria Santa Croce, quando saràpronta la via dei marmi. La delegazione di cittadini chiede che il nuovo impianto non lavi solo la ruote dei camion, ma sia studiato per lavare l'intero mezzo, compresi i camion dei blocchi e i fuoristrada che scendono dalle cave. Il Comune valuterà la fattibilità, ma ritiene anche opportuna una pulizia dei camion dei blocchi appena escono dalle cave.
Per l'impianto a Torano, l'amministrazione farà entro 20-30 giorni alcune migliorie, fra cui il potenziamento dei getti di acqua e una pulizia più frequente del tunnel. I cittadini chiedono che non vengano lavate solo le ruote, e che quindi all'uscita del tunnel ci siano un paio di persone con lance idriche. Anche su questo punto l'amministrazione darà risposte.
L'avvocato Pasquali taglia la testa al toro: «Basta che i camion siano ben lavati». Punto 4: i cittadini chiedono che sui camion sia visibile un contrassegno che certifici che i cassoni sono a tenuta stagna. E (punto 5) verifiche «sistematiche» sul transito dei mezzi pesanti. «Le autorizzazioni complessive sono 950», dice Tonelli, e Zubbani sottolinea: «Non ci sono stati viaggi in più».
«Dall'ordinanza del giudice Bartolini a oggi - dice Zubbani - riteniamo di non avere sottovalutato il problema delle polveri e di avere fatto il possibile con le risorse economiche e umane che erano a disposizione.
Il sindaco ha al suo fianco il direttore generale Marco Tonelli, il vice sindaco Zanetti, gli assessori Vannucci e Dell'Amico, i tecnici Fini, Altieri e Criscuolo, il capitano dei vigili urbani Menconi, gli avvocati Iaria e Fantoni. Dall'altra parte del tavolo, i rappresentanti dei cittadini e di Legambiente (Paola Antonioli e Giusepe Sansoni), gli avvocati Pasquali e Macchiarini.
Il sindaco ricorda che la via dei marmi eliminerà il traffico pesante da Carrara ovest, ma che l'amministrazione intende operare per evitare che nasca un'emergenza polveri dalla parte opposta della città. Per cui nell'opera della viabilità marmifera sono inclusi interventi contro l'impatto ambientale (per 5 milioni di euro). «Non abbasseremo la guardia di fronte alle polveri. Il tema centrale delle amministrazioni deve essere quello dell'ambiente e della qualità della vita dei cittadini».
Macchiarini ha osservato che l'incontro poteva essere fatto prima, evitando l'eventualità che il giudice (il 26 c'è la convocazione dal dottor Pulvirenti) nomini un tecnico per conotrallare l'applicazione dell'ordinanza Bartolini. «Da quella, - ha detto Macchiarini - i cittadini hanno aspettato un anno e mezzo. Secono noi il Comune ha fatto poco o niente». L'ordinanza dà 11 prescrizioni al Comune.
Ieri sono state ripercorse una ad una: il Comune ha detto cosa ha fatto, cosa si può fare, e i cittadini hanno fatto richieste.
I dossi. La prescrizione dei dossi, dove transitano i camion, secondo il Comune non è attuabile perché in contrasto con il codice stradale.
L'impianto di lavaggio. Sul fatto che il giudice Bartolini avesse disposto che entro tre mesi doveva essere realizzato un nuovo impianto di lavaggio, l'amministrazione sostiene che non c'erano i tempi né le possibilità tecniche a Torano. Il nuovo impianto sorgerà sì, ma a Miseglia bassa, presso la galleria Santa Croce, quando saràpronta la via dei marmi. La delegazione di cittadini chiede che il nuovo impianto non lavi solo la ruote dei camion, ma sia studiato per lavare l'intero mezzo, compresi i camion dei blocchi e i fuoristrada che scendono dalle cave. Il Comune valuterà la fattibilità, ma ritiene anche opportuna una pulizia dei camion dei blocchi appena escono dalle cave.
Per l'impianto a Torano, l'amministrazione farà entro 20-30 giorni alcune migliorie, fra cui il potenziamento dei getti di acqua e una pulizia più frequente del tunnel. I cittadini chiedono che non vengano lavate solo le ruote, e che quindi all'uscita del tunnel ci siano un paio di persone con lance idriche. Anche su questo punto l'amministrazione darà risposte.
L'avvocato Pasquali taglia la testa al toro: «Basta che i camion siano ben lavati». Punto 4: i cittadini chiedono che sui camion sia visibile un contrassegno che certifici che i cassoni sono a tenuta stagna. E (punto 5) verifiche «sistematiche» sul transito dei mezzi pesanti. «Le autorizzazioni complessive sono 950», dice Tonelli, e Zubbani sottolinea: «Non ci sono stati viaggi in più».
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