Sicurezza
“Marmo, materia dell’arte”
La Fondazione boccia il librodi Romano Cagnoni e Sgarbi
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I Prigioni di Michelangelo a confronto con 2 blocchi sovrapposti e sopra, il Duomo di CarraraLa Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara ha bocciato il volume "Marmo, materia dell'arte" proposto dal grande fotoreporter noto in tutto il mondo Romano Cagnoni: l'ente presieduto dall'avvocato Alberto Pincione ha infatti respinto la proposta del libro dal forte impatto visivo, tutto giocato sul mondo del marmo
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CARRARA. La Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara ha bocciato il volume "Marmo, materia dell'arte" proposto dal grande fotoreporter noto in tutto il mondo Romano Cagnoni (e che avrebbe avuto testi dell'ex ministro Vittorio Sgarbi): l'ente presieduto dall'avvocato Alberto Pincione ha infatti respinto la proposta del libro dal forte impatto visivo, tutto giocato sul mondo del marmo e le straordinarie analogie con i monumenti costruiti dall'uomo, e a giorni deciderà la prossima strenna natalizia. Sono rimaste in lizza tre proposte di altrettante monografie: su Thorvaldsen (il più grande scultore danese, con importanti testimonianze anche a Carrara), su Bienaimè (allievo dello stesso Thorvaldesn) o su Giovanni Antonio Cibei. Con il primo che parte con i favori del pronostico.
Puntualizza Alberto Pincione, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara: «Non ci sono dubbi, la proposta di Romano Cagnoni era molto interessante. Semplicemente, abbiamo preferito proseguire nella serie degli scultori già avviata da tempo; l'anno scorso ci occupammo di Michelangelo e Carrara, questa volta abbiamo ristretto il campo a tre proposte su cui decideremo nei prossimi giorni. Ma nulla vieta che in futuro si possa riprendere in considerazione l'idea di Cagnoni».
Romano Cagnoni, da parte sua, allarga le braccia: «Francamente, sono sbalordito di questa decisione. Da sempre sono affascinato dalle cave, mio padre era di Arni, un paese tutto di cavatori; basti ricollegarsi a "Caro Marmo", che poi è stato pubblicato in tutto il mondo. In questo mio nuovo progetto, a cui lavoro da anni, ho messo a confronto le forme dell'arte e le forme delle cave; certe chiese e certe sculture che sembrano delle cave, e viceversa. Io tengo molto a Carrara, pur di farlo pubblicare avrei accettato un compenso basso, anche perché poi avrei valorizzato il mio lavoro con i diritti all'estero. Fra l'altro, fu proprio il presidente Alberto Pincione a dirmi che ci sarebbe voluta una persona nota per scrivere i testi; ho pensato a Vittorio Sgarbi, e ho una sua lettera in cui si dice disponibilissimo. Insomma, era tutto a posto, c'era già anche l'editore di Milano pronto a stamparlo. Credo che sarebbe stato un libro che avrebbe contribuito molto all'immagine di Carrara. Invece qualche tempo fa mi è stato rispedito il menabò del libro che avevo consegnato alla Fondazione, prima ancora della decisione finale dell'ente su cosa pubblicare».
Ma altri si stanno già interessando a questo straordinario libro. Spiega infatti il grande fotografo: «In questi giorni ho in corso due mostre a Londra, alla Chelsea Art Club e al club The Blacks a Soho. Così ho già fissato un appuntamento con l'editore internazionale Thames & Hudson, molto interessato all'argomento "Marmo, materia dell'arte"».
Già nell'introduzione ai capitoli si ha un'idea di cosa sarà questo libro. Scrive il fotoreporter: «Dalla scultura all'architettura e prima ancora dalla cava stessa, dove forme spontanee della natura già anticipano quelle di sculture ed edifici. Le trasformazioni delle cave, i picchi che scompaiono, gli stessi monti immobili nello sfondo. Cattedrali sulle montagne, superfici di sculture sulle facciate delle cave. I grandi edifici delle città fotografati come fossero cave. Facciate di chiese sul cui retro si mostrano scale in marmo che salgono verso gli angeli ricordano le scale su cui salgono verso l'alto i cavatori. Sculture le cui forme riportano casuali spaccature sulle cave».
Uno dei capitoli, ad esempio, si intitola "Sorprendenti analogie": fotografie di cave di marmo con una luce che sembra ormai senza tempo, messe a confronto e fatte reagire con quelle di opere artistiche fra le più celebri (il Campanile di Giotto o i Prigioni di Michelangelo, per esempio), scrive Cagnoni, «ci colpiscono e ci affascinano per le strepitose corrispondenze formali che rivelano fra loro». Si direbbe, pertanto, che Cagnoni qui riannodi quel filo invisibile che lega la proporzione aurea con cui cresce una conchiglia, alla diamantata purezza del marmo, alle sublimi geometrie di Brunelleschi, o al vigore vivente dei volumi scolpiti da Michelangelo.
Insomma, un grande omaggio al marmo, all'arte italiana, a Carrara, ma non sarà la nostra città a darlo alle stampe.
M.B.
Puntualizza Alberto Pincione, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara: «Non ci sono dubbi, la proposta di Romano Cagnoni era molto interessante. Semplicemente, abbiamo preferito proseguire nella serie degli scultori già avviata da tempo; l'anno scorso ci occupammo di Michelangelo e Carrara, questa volta abbiamo ristretto il campo a tre proposte su cui decideremo nei prossimi giorni. Ma nulla vieta che in futuro si possa riprendere in considerazione l'idea di Cagnoni».
Romano Cagnoni, da parte sua, allarga le braccia: «Francamente, sono sbalordito di questa decisione. Da sempre sono affascinato dalle cave, mio padre era di Arni, un paese tutto di cavatori; basti ricollegarsi a "Caro Marmo", che poi è stato pubblicato in tutto il mondo. In questo mio nuovo progetto, a cui lavoro da anni, ho messo a confronto le forme dell'arte e le forme delle cave; certe chiese e certe sculture che sembrano delle cave, e viceversa. Io tengo molto a Carrara, pur di farlo pubblicare avrei accettato un compenso basso, anche perché poi avrei valorizzato il mio lavoro con i diritti all'estero. Fra l'altro, fu proprio il presidente Alberto Pincione a dirmi che ci sarebbe voluta una persona nota per scrivere i testi; ho pensato a Vittorio Sgarbi, e ho una sua lettera in cui si dice disponibilissimo. Insomma, era tutto a posto, c'era già anche l'editore di Milano pronto a stamparlo. Credo che sarebbe stato un libro che avrebbe contribuito molto all'immagine di Carrara. Invece qualche tempo fa mi è stato rispedito il menabò del libro che avevo consegnato alla Fondazione, prima ancora della decisione finale dell'ente su cosa pubblicare».
Ma altri si stanno già interessando a questo straordinario libro. Spiega infatti il grande fotografo: «In questi giorni ho in corso due mostre a Londra, alla Chelsea Art Club e al club The Blacks a Soho. Così ho già fissato un appuntamento con l'editore internazionale Thames & Hudson, molto interessato all'argomento "Marmo, materia dell'arte"».
Già nell'introduzione ai capitoli si ha un'idea di cosa sarà questo libro. Scrive il fotoreporter: «Dalla scultura all'architettura e prima ancora dalla cava stessa, dove forme spontanee della natura già anticipano quelle di sculture ed edifici. Le trasformazioni delle cave, i picchi che scompaiono, gli stessi monti immobili nello sfondo. Cattedrali sulle montagne, superfici di sculture sulle facciate delle cave. I grandi edifici delle città fotografati come fossero cave. Facciate di chiese sul cui retro si mostrano scale in marmo che salgono verso gli angeli ricordano le scale su cui salgono verso l'alto i cavatori. Sculture le cui forme riportano casuali spaccature sulle cave».
Uno dei capitoli, ad esempio, si intitola "Sorprendenti analogie": fotografie di cave di marmo con una luce che sembra ormai senza tempo, messe a confronto e fatte reagire con quelle di opere artistiche fra le più celebri (il Campanile di Giotto o i Prigioni di Michelangelo, per esempio), scrive Cagnoni, «ci colpiscono e ci affascinano per le strepitose corrispondenze formali che rivelano fra loro». Si direbbe, pertanto, che Cagnoni qui riannodi quel filo invisibile che lega la proporzione aurea con cui cresce una conchiglia, alla diamantata purezza del marmo, alle sublimi geometrie di Brunelleschi, o al vigore vivente dei volumi scolpiti da Michelangelo.
Insomma, un grande omaggio al marmo, all'arte italiana, a Carrara, ma non sarà la nostra città a darlo alle stampe.
M.B.
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