Sicurezza
LA CRISI SOTTO LE APUANE
Crolla il fatturato delle piccole impreseCantieristica a picco
Crolla il fatturato dell'artigianato apuano. Le piccole aziende del territorio hanno ridotto il loto volume di affari del 16,5% nel corso 2009 (rispetto al 2008). Malissimo la cantieristica navale, che lascia sul terreno il 28,6% del fatturato, ma anche l'edilizia: meno 16,8% e il settore marmo e graniti: meno 17,7%
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MASSA CARRARA.Crolla il fatturato dell'artigianato apuano. Le piccole aziende del territorio hanno ridotto il loto volume di affari del 16,5% nel corso 2009 (rispetto al 2008).
Malissimo la cantieristica navale, che lascia sul terreno il 28,6% del fatturato, ma anche l'edilizia: meno 16,8% e il settore marmo e graniti: meno 17,7%.
I primi spiragli di ripresa? Nel 2011 anche se qualche segnale positivo, secondo gli esperti della congiuntura, dovrebbe già arrivare nel secondo semestre alla voce "previsioni" sul fatturato.
E' un analisi impietosa quella dell'Osservatorio regionale toscano sull'artigianato presentata nei giorni scorsi a Firenze e "letta" in chiave locale dalla Cna Apuana. La provincia di Massa Carrara risulta, per perdita di fatturato, la quarta peggiore in Toscana. Peggio hanno fatto solo Pistoia (-18,1%), Pisa e Firenze (-17,1%).
«L'unico segnale positivo - analizza Dino Sodini, presidente provinciale Cna - è che negli ultimi mesi dell'anno le variazioni sono state sensibilmente meno negative di quelle rilevate nella prima parte del 2009. Significa che il peggio è alle spalle. Ora possiamo solo risalire».
Ma Sodini sottolinea, ancora una volta, il restringimento della concessione del credito alle
imprese che aggrava il quadro di crisi: «Il 35% delle imprese, ha trovato difficoltà nell'accedere ai finanziamenti. Se non permettiamo alle imprese di ripartire e investire nella provincia resteranno solo campi».
Nei dati dell'Osservatorio artigianato ci sono anche segni più: quelli del saldo tra imprese nate e imprese chiuse nel 2009. Più 1,3% è il dato complessivo, pari a una crescita di 75 unità. Dato che sale a +3,5% nell'edilizia. Aumenta il numero di aziende attive, dunque, ma nno èp un segnale positivo. Anzi.
«Da un lato - analizza Antonio Chiappini, referente del settore edilizia di Cna - abbiamo una perdita importante dei fatturati (-16,8%) dopo anni di crescita; dall'altro un aumento del numero delle imprese. E' il risultato della crisi: quel 3,5% è rappresentato dal popolo delle partite Iva. Cioè da dipendenti espulsi da imprese più grandi e costretti a diventare imprenditori per sopravvivere. E' un dato significativo della metamorfosi del mercato».
Le difficoltà riguardano anche il comparto manifatturiero: -16,3% nel complesso con una pesante perdita del settore moda (-24,6%) e della metalmeccanica (-16,7%). Giù anche i servizi (- 16,5%).
Infine l'occupazione: l'artigianato ha perso in provincia il 3,5% dei posti di lavoro a livello generale, il 4,3% nel lapideo.
«Le imprese artigiane - conclude Paolo Ciotti, direttore provinciale Cna - si sono sempre caratterizzate per la capacità di mantenere gli impegni con i propri dipendenti perché ritenuti una risorsa e non un costo. Purtroppo stiamo assistendo ad una perdita di questa capacità, frutto dell'erosione delle risorse disponibili. La cassa integrazione è importante ma temiamo che non possa bastare se non ci arriveranno segnali di ripresa».
Malissimo la cantieristica navale, che lascia sul terreno il 28,6% del fatturato, ma anche l'edilizia: meno 16,8% e il settore marmo e graniti: meno 17,7%.
I primi spiragli di ripresa? Nel 2011 anche se qualche segnale positivo, secondo gli esperti della congiuntura, dovrebbe già arrivare nel secondo semestre alla voce "previsioni" sul fatturato.
E' un analisi impietosa quella dell'Osservatorio regionale toscano sull'artigianato presentata nei giorni scorsi a Firenze e "letta" in chiave locale dalla Cna Apuana. La provincia di Massa Carrara risulta, per perdita di fatturato, la quarta peggiore in Toscana. Peggio hanno fatto solo Pistoia (-18,1%), Pisa e Firenze (-17,1%).
«L'unico segnale positivo - analizza Dino Sodini, presidente provinciale Cna - è che negli ultimi mesi dell'anno le variazioni sono state sensibilmente meno negative di quelle rilevate nella prima parte del 2009. Significa che il peggio è alle spalle. Ora possiamo solo risalire».
Ma Sodini sottolinea, ancora una volta, il restringimento della concessione del credito alle
imprese che aggrava il quadro di crisi: «Il 35% delle imprese, ha trovato difficoltà nell'accedere ai finanziamenti. Se non permettiamo alle imprese di ripartire e investire nella provincia resteranno solo campi».
Nei dati dell'Osservatorio artigianato ci sono anche segni più: quelli del saldo tra imprese nate e imprese chiuse nel 2009. Più 1,3% è il dato complessivo, pari a una crescita di 75 unità. Dato che sale a +3,5% nell'edilizia. Aumenta il numero di aziende attive, dunque, ma nno èp un segnale positivo. Anzi.
«Da un lato - analizza Antonio Chiappini, referente del settore edilizia di Cna - abbiamo una perdita importante dei fatturati (-16,8%) dopo anni di crescita; dall'altro un aumento del numero delle imprese. E' il risultato della crisi: quel 3,5% è rappresentato dal popolo delle partite Iva. Cioè da dipendenti espulsi da imprese più grandi e costretti a diventare imprenditori per sopravvivere. E' un dato significativo della metamorfosi del mercato».
Le difficoltà riguardano anche il comparto manifatturiero: -16,3% nel complesso con una pesante perdita del settore moda (-24,6%) e della metalmeccanica (-16,7%). Giù anche i servizi (- 16,5%).
Infine l'occupazione: l'artigianato ha perso in provincia il 3,5% dei posti di lavoro a livello generale, il 4,3% nel lapideo.
«Le imprese artigiane - conclude Paolo Ciotti, direttore provinciale Cna - si sono sempre caratterizzate per la capacità di mantenere gli impegni con i propri dipendenti perché ritenuti una risorsa e non un costo. Purtroppo stiamo assistendo ad una perdita di questa capacità, frutto dell'erosione delle risorse disponibili. La cassa integrazione è importante ma temiamo che non possa bastare se non ci arriveranno segnali di ripresa».
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