Il Tirreno

IL GIALLO

Qualcuno la spinse a uccidersi coi farmaci

Alessandra Vivoli
Un’ambulanza e il pm Federico Manotti
◗
Un’ambulanza e il pm Federico Manotti

C'è una svolta nelle indagini sulla morte della giovane madre di Avenza, trovata senza vita (nel gennaio scorso) nel letto della sua camera da letto dalla figlia di nove anni. Qualcuno potrebbe avere spinto la donna al suicidio: facendole assumere una dose massiccia di farmaci con cui si stava curando una grave forma di depressione

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. C'è una svolta nelle indagini sulla morte della giovane madre di Avenza, trovata senza vita (nel gennaio scorso) nel letto della sua camera da letto dalla figlia di nove anni. Qualcuno potrebbe avere spinto la donna al suicidio: facendole assumere una dose massiccia di farmaci con cui si stava curando una grave forma di depressione.

La svolta nelle indagini.
Una morte improvvisa e drammatica. Che si era subito tinta di giallo.
La magistratura aveva voluto vederci chiaro (il procuratore titolare dell'inchiesta è il pm Federico Manotti) e aperto un'inchiesta.
Fino a pochi giorni fa si trattava di un fascicolo di indagini «generali». Adesso, per dirla in termini tecnici, c'è un'ipotesi di reato: e cioè l'istigazione al suicidio.
Insomma qualcuno potrebbe avere spinto la madre 32enne di Avenza a prendere una dose massiccia di farmaci, per non svegliarsi più.
Questa è la svolta che potrebbe davvero dare una nuova chiave di lettura al «giallo» di Avenza.
E ci si è arrivati, da parte della Procura, dopo accurate indagini che hanno, di fatto, passato al setaccio, tutti i rapporti famigliari e di vicinato della donna morta. Tanti sono i testimoni ascoltati: ed è proprio dai loro racconti che è venuto fuori un quadro familiare e di rapporti molto complesso. Reso ancora più delicato dalla presenza di una bambina di nove anni.

Una morte drammatica.
La vicenda risale al 23 gennaio scorso. Una giovane madre viene stata trovata morta nel letto, dalla figlia di nove anni che era andata nella sua stanza per svegliarla. Un dramma che aveva immediatamente aperto tanti interrogativi. La donna, infatti, risultava in cura al Centro di igiene mentale (Cim): venne così avanzata l'ipotesi di un'intossicazione letale da farmaci. E così vennero inseriti nella lista dei testimoni anche i medici che avevano in cura la donna: per cercare di fare chiarezza sulle prescrizioni e sulla possibilità - era anche questa al vaglio degli inquirenti - che avendo a disposizione i farmaci per l'intero week end la donna avesse potuto abusarne.
Ipotesi, fra l'altro, subito smontata dagli stessi operatori del Cim che avevano precisato come, anche nel fine settimana venissero distribuiti, giorno per giorno, i farmaci già nel giusto dosaggio.
Adesso, a poco più di un mese dalla morte della giovane madre le indagini sono arrivate alla svolta. Qualcuno potrebbe aver spinto la giovane madre ad uccidersi. L'ipotesi di reato è, infatti, istigazione al suicidio. Per il momento, da parte di ignoti.
Ma, intanto, si continuaa a scavare nell'ambiente familiare e nel vissuto della donna che, ormai da anni, convivevaa con una terribile forma di depressione. Quella per cui era in cura al Centro di igiene mentale e che, a poco a poco, l'aveva isolata da tutti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa