Il Tirreno

FLASH MOB

Duecento dita puntate contro il Comune

Serena Bongiorni
<strong>LA FOLLA.</strong> Centinaia di ragazzi si sono incontrati sotto il teatro Guglielmi per il primo flash mob Per gli organizzatori è stato un grande successo
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LA FOLLA. Centinaia di ragazzi si sono incontrati sotto il teatro Guglielmi per il primo flash mob Per gli organizzatori è stato un grande successo

Cinque minuti di performance davanti al Teatro Guglielmi, con il dito puntato verso il Comune: il flash mob arriva anche a Massa e porta in piazza duecento persone, soprattutto giovani. Che si sono riuniti su Facebook

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MASSA. Cinque minuti di performance davanti al Teatro Guglielmi, con il dito puntato verso il Comune: il flash mob arriva anche a Massa e porta in piazza duecento persone, soprattutto giovani. Che si sono riuniti su Facebook (le adesioni alle 16 di ieri erano più di 480) e sono scesi in strada un po' per divertimento e un po' per protestare contro l'immobilismo della nostra città.

«Occorre arrivare almeno cinque minuti prima e passeggiare con fare indifferente: al primo fischio indosseremo gli occhiali da sole e ci bloccheremo in una posizione qualsiasi, al secondo cambieremo posizione e al terzo indicheremo tutti insieme il Comune, per poi infine disperderci». Ecco le direttive fornite dagli organizzatori del flash mob che ha preso vita ieri davanti al Teatro Guglielmi, mobilitando un gruppo di circa duecento persone riunite via Facebook.

Alle 17 e 25 al Teatro c'era già un gran movimento, complice anche il naturale via vai del sabato pomeriggio. Ma le telecamere nascoste e i continui fischi non potevano ingannare: stava per accadere qualcosa. Poi improvvisamente, ecco un fischio più forte e la performance prende vita. Un fiume di persone, giovani e soprattutto giovanissimi, ha indossato gli occhiali da sole e si è come congelato davanti agli occhi attoniti dei passanti, i quali increduli si sono ritrovati circondati, oppure hanno osservato il tutto dalle "tribune" laterali.

Al secondo fischio, il cambio di posizione e al terzo il dito puntato verso la sede dell'amministrazione, tutti immobili e silenziosi. Poi l'applauso finale, prima di disperdersi. Il tutto in meno di cinque minuti. «È stato un grande successo - Matteo Mazzoni, la mente dell'iniziativa, è entusiasta - su Facebook le adesioni erano 480 e oggi più della metà sono scesi in piazza». L'idea di Mazzoni, titolare della società di grafica e web design "No Idea", era quella di dar vita ad un flash mob apolitico, «ma poi c'è stato l'incontro con i ragazzi del gruppo Facebook "Massa non è una città per giovani", quindi abbiamo deciso di inserire anche una provocazione nei confronti dell'amministrazione, puntandole il dito contro».

Ci spiega meglio il significato del gesto Sergio Pucciarelli, uno degli organizzatori dell'evento e del gruppo Facebook: «Quelle dita puntate contro il Comune servono a ricordare ai nostri amministratori che li stiamo osservando e che è necessario collaborare con i giovani per risvegliare questa città, in cui la novità e l'iniziativanon sono viste di buon occhio». Un flash mob perchè «la nostra è una città statica, e noi siamo come un flash che l'attraversa», come recita lo slogan ideato dagli organizzatori, che promettono adesso di continuare su questa strada: «Siamo qui per aiutare l'amministrazione e per trasformare la nostra città - conclude Pucciarelli- affinchè non sia solo una città di divieti, ma un posto ricco di spazi per i giovani e per la loro creatività o intraprendenza».

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