Proteste
sarzana
Multe per il lavoro in nero
Fabrizio Palagi
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Sala di un ristorante (foto d’archivio)Raffica di multe per contrastare il lavoro in nero nel campo della ristorazione: la Guardia di Finanza della Spezia ha effettauto un vasto controllo in Val di Magra per arginare quella che ormai è una autentica piaga del settore in questione. Ristoranti, pizzerie, birrerie, pub e quant'altro sono stati passati al setaccio dalle Fiamme Gialle
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SARZANA. Raffica di multe per contrastare il lavoro in nero nel campo della ristorazione: la Guardia di Finanza della Spezia ha effettauto un vasto controllo in Val di Magra per arginare quella che ormai è una autentica piaga del settore in questione. Ristoranti, pizzerie, birrerie, pub e quant'altro sono stati passati al setaccio dalle Fiamme Gialle dirette dal colonnello Antonio D'Agostino.
L'azione a contrasto del lavoro sommerso ha permesso di scoprire 13 persone non in regola impiegate in varie mansioni in locali della vallata, disseminati nei Comuni di Sarzana, Santo Stefano e Ameglia.
Nello scorso fine settimana, una task force composta da 15 pattuglie della Finanza, per complessivi 43 militari ha effettuato una serie ramificata di controlli, partiti da Spezia città e poi estesi nella vallata del Magra.
Birrerie, ristoranti, pizzerie e pub sono stati visitati durante l'orario di esercizio dai militari in borghese che, in diversi casi, hanno individuato lavoratori presenti sul posto non iscritti sul libro matricola dell'attività.
L'attività di controllo, protrattasi sino a tarda notte, ha portato alla scoperta di ben 13 lavoratori in nero nei 32 esercizi commerciali visitati.
Sono così fioccate le sanzioni amministrative, in alcuni casi molto pesanti, a carico dei titolari di locali in cui sono stati trovati lavoratori non in regola.
«Il fenomeno del lavoro "nero" nel settore della ristorazione - si legge in una nota della Finanza - pur non raggiungendo livelli estremi è ancora presente nella provincia della Spezia e si concentra più facilmente nelle attività che necessitano di manodopera nei periodi di maggiore afflusso della clientela, ossi nei weekend e nella stagione estiva. Sotto il profilo fiscale, il lavoratore non in regola, oltre alla sottrazione di imponibile all'erario dovuta all'omessa dichiarazione dei compensi percepiti, rappresenta una perdita di ritenuta d'acconto non versata dal datore di lavoro e un costo occulto che solitamente viene corrisposto con gli utili non tassati».
L'intervento, coordinato dal comando provinciale della Spezia in base alle direttive impartite dal comando regionale di Genova, è solo il primo di una serie di controlli che saranno reiterati lungo l'intero anno e indirizzati nei confronti di tutti i settori. Scopo delle Fiamme Gialle è di «contrastare, se non sconfiggere, un elemento di grave non-economia che limita la produttività e sfavorisce la concorrenza, oltre a incrementare il fenomeno dell'evasione fiscale ed esporre il lavoratore che, per necessità o per utilità, non è in regola, ai rischi derivanti dall'assenza di assicurazioni contro gli infortuni e dall'incertezza retributiva».
L'azione a contrasto del lavoro sommerso ha permesso di scoprire 13 persone non in regola impiegate in varie mansioni in locali della vallata, disseminati nei Comuni di Sarzana, Santo Stefano e Ameglia.
Nello scorso fine settimana, una task force composta da 15 pattuglie della Finanza, per complessivi 43 militari ha effettuato una serie ramificata di controlli, partiti da Spezia città e poi estesi nella vallata del Magra.
Birrerie, ristoranti, pizzerie e pub sono stati visitati durante l'orario di esercizio dai militari in borghese che, in diversi casi, hanno individuato lavoratori presenti sul posto non iscritti sul libro matricola dell'attività.
L'attività di controllo, protrattasi sino a tarda notte, ha portato alla scoperta di ben 13 lavoratori in nero nei 32 esercizi commerciali visitati.
Sono così fioccate le sanzioni amministrative, in alcuni casi molto pesanti, a carico dei titolari di locali in cui sono stati trovati lavoratori non in regola.
«Il fenomeno del lavoro "nero" nel settore della ristorazione - si legge in una nota della Finanza - pur non raggiungendo livelli estremi è ancora presente nella provincia della Spezia e si concentra più facilmente nelle attività che necessitano di manodopera nei periodi di maggiore afflusso della clientela, ossi nei weekend e nella stagione estiva. Sotto il profilo fiscale, il lavoratore non in regola, oltre alla sottrazione di imponibile all'erario dovuta all'omessa dichiarazione dei compensi percepiti, rappresenta una perdita di ritenuta d'acconto non versata dal datore di lavoro e un costo occulto che solitamente viene corrisposto con gli utili non tassati».
L'intervento, coordinato dal comando provinciale della Spezia in base alle direttive impartite dal comando regionale di Genova, è solo il primo di una serie di controlli che saranno reiterati lungo l'intero anno e indirizzati nei confronti di tutti i settori. Scopo delle Fiamme Gialle è di «contrastare, se non sconfiggere, un elemento di grave non-economia che limita la produttività e sfavorisce la concorrenza, oltre a incrementare il fenomeno dell'evasione fiscale ed esporre il lavoratore che, per necessità o per utilità, non è in regola, ai rischi derivanti dall'assenza di assicurazioni contro gli infortuni e dall'incertezza retributiva».
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