Il Tirreno

AMBIENTE

E ora l'erosione arriva a Poveromo

E ora l'erosione arriva a Poveromo

Erano considerati gli stabilimenti fortunati, quelli che non dovevano fare i conti con l'erosione. Se sceglievi di trascorrere le tue giornate di relax in un bagno di Poveromo non dovevi temere di ritrovarti con i piedi in acqua appena il mare si increspa

3 MINUTI DI LETTURA





MARINA. Erano considerati gli stabilimenti fortunati, quelli che non dovevano fare i conti con l'erosione. Se sceglievi di trascorrere le tue giornate di relax in un bagno di Poveromo non dovevi temere di ritrovarti con i piedi in acqua appena il mare si increspa. Perché di sabbia da quelle parti ce n'era parecchia.

Certo, anche in quel tratto di litorale qualche cambiamento rispetto ai decenni scorsi c'era stato, ma davvero poca roba se confrontato con la situazione di Ronchi. Così, una settimana fa, a Poveromo i balneari hanno strabuzzato gli occhi quando si sono trovati davanti ad un muro di sabbia alto un metro e 70 centimetri. Le prime difficoltà sono arrivate a Natale quando il brutto tempo non ha dato tregua. Poi qualche giorno fa una mareggiata e improvvisamente lo scalino ha fatto la sua comparsa sull'arenile.

È bastato un po' di vento venerdì scorso per finire il lavoro. E adesso da quelle parti sei metri di spiaggia se ne sono andati, inghiottiti dalle onde. L'erosione ha ferito anche il bagno Irene, al centro delle cronache per il passaggio nelle mani di imprenditori russi. Anche all'Arsella, della famiglia Giovannoni, le cose non vanno a gonfie vele: «Siamo in difficoltà, davanti allo stabilimento si alza una vera e propria scogliera. Neanche fossimo a Dover - ironizza il proprietario».

Irene Tarabella, figlia dei titolari dello stabilimento "La bussola" fa parte del comitato antierosione voluto dall'associazione di categoria Riviera Apuana. Irene si sta laureando in difesa del suolo e del territorio. Guarda il litorale, quindi, con cognizione di causa. E parla con estrema precisione. Da vero tecnico. «Il fenomeno erosivo da queste parti era limitato - precisa - sempre contenuto al di sotto del metro all'anno. Il mare si portava via centimetri di sabbia e non di più. Adesso la mareggiata ha eroso circa 6 metri di arenile. E ha alzato uno scalino di 1 metro e 70 centimetri, cosa mai accaduta prima.

Lavori nel mirino. Nessuno lo dice a chiare lettere, ma l'idea è chiara: «Si fanno i lavori a levante e il mare erode a ponente». Così mentre si piazzano i geotubi a Ronchi, il mare volge "lo sguardo" verso Poveromo e Cinquale. Tanto più che - molti balneari lo lasciano intendere - i lavori antierosione procedono con lentezza. «Nella nostra zona - spiega Irene Tarabella - è previsto un geotubo, anche se non sappiamo con precisione in quale punto dovrebbe essere collocato. Ci siamo fatti avanti chiedendo che venga posto a difesa di questo tratto di litorale almeno un secondo tubo». Perché la paura è che il mare vada a colpire dove le opere di difesa non ci sono e che, così facendo, l'erosione si sposti in direzione Viareggio.

Una ditta si fa avanti. Adesso per tutti i balneari, anche per quelli di Ronchi, la priorità è iniziare i lavori a mare. E velocizzare i cantieri. Qualcuno vocifera che di problemi ce ne siano stati, tanto che si sarebbe addirittura fatta avanti un'impresa locale. Un'azienda che non aveva i numeri per partecipare al bando di gara europeo, ma che probabilmente ritiene di poter dare un contributo alla velocizzazione dei lavori. Insomma, dopo le polemiche e gli stop, i cantieri sono al lavoro - parola dell'assessore provinciale ai lavori pubblici Loris Rossetti - ma adesso anche Poveromo bussa alla porta dell'amministrazione. Anche da quella parti il rischio è quello di affrontare l'estate in ginocchio.
C.S.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa