Proteste
L'ANGOSCIA
Angoscia per una coppia in Cile
M.B. /
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Un’immagine del devastante terremoto in CileL'angoscia è durata oltre quattro ore, poi, finalmente, la telefonata tanto attesa a rassicurare i genitori: una coppia carrarese, in viaggio di nozze in Cile, sta bene, ed è al sicuro nella casa antisismica di un'amica che sta ospitando i due giovani
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CARRARA. L'angoscia è durata oltre quattro ore, poi, finalmente, la telefonata tanto attesa a rassicurare i genitori: una coppia carrarese, in viaggio di nozze in Cile, sta bene, ed è al sicuro nella casa antisismica di un'amica che sta ospitando i due giovani, atterrati in aereo a Santiago proprio alcune ore prima della scossa; erano provenienti dal Sud del Paese sudamericano.
Appena ieri mattina, nei notiziari (il primo lancio Ansa è stato delle 7,53) è stata data notizia della scossa catastrofica in Cile, è scesa l'angoscia nelle famiglie di Stefania Andreani e Andrea Lolo, i due giovani sposini partiti il 20 febbraio per il viaggio di nozze che avrebbe dovuto avere come tappe l'Antartide e il Sud del Cile, poi Santiago e infine l'Isola di Pasqua. La tappa di Santiago era stata in qualche modo inserita perché Stefania Andreani ha una carissima amica che ha studiato con lei a Roma e che vive nella capitale cilena. Entrambi i due giovani carraresi, infatti, dopo essersi laureati hanno trovato lavoro nella capitale: lei è dottoressa in lingue e letterature straniere, indirizzo turistico; lui ingegnere informatico.
Il problema è che dopo quei notiziari televisivi, i genitori hanno provato a mettersi in contatto via telefono e attraverso la Farnesina, ma nel comprensibile caos del dopo-scossa era impossibile avere rassicurazioni o comunque notizie sui loro cari. Ore di angoscia, terribile, con il fiato sospeso, fino alla telefonata liberatorio poco dopo le 14,30, quando finalmente Stefania e Andrea sono riusciti a trovare una linea libera e a rassicurare tutti: «Stiamo bene - hanno detto - abbiamo sentito un enorme boato, ci siamo spaventati, ma qui dove abita la nostra amica la situazione è tranquilla».
Ora, per il rientro, bisognerà aspettare che possa riaprire l'aeroporto di Santiago; probabilmente ci vorranno un paio di giorni, forse tre, visti i gravi danni riportati dall'infrastruttura a causa del sisma. L'importante è però che i due giovani carraresi stiano bene.
Appena ieri mattina, nei notiziari (il primo lancio Ansa è stato delle 7,53) è stata data notizia della scossa catastrofica in Cile, è scesa l'angoscia nelle famiglie di Stefania Andreani e Andrea Lolo, i due giovani sposini partiti il 20 febbraio per il viaggio di nozze che avrebbe dovuto avere come tappe l'Antartide e il Sud del Cile, poi Santiago e infine l'Isola di Pasqua. La tappa di Santiago era stata in qualche modo inserita perché Stefania Andreani ha una carissima amica che ha studiato con lei a Roma e che vive nella capitale cilena. Entrambi i due giovani carraresi, infatti, dopo essersi laureati hanno trovato lavoro nella capitale: lei è dottoressa in lingue e letterature straniere, indirizzo turistico; lui ingegnere informatico.
Il problema è che dopo quei notiziari televisivi, i genitori hanno provato a mettersi in contatto via telefono e attraverso la Farnesina, ma nel comprensibile caos del dopo-scossa era impossibile avere rassicurazioni o comunque notizie sui loro cari. Ore di angoscia, terribile, con il fiato sospeso, fino alla telefonata liberatorio poco dopo le 14,30, quando finalmente Stefania e Andrea sono riusciti a trovare una linea libera e a rassicurare tutti: «Stiamo bene - hanno detto - abbiamo sentito un enorme boato, ci siamo spaventati, ma qui dove abita la nostra amica la situazione è tranquilla».
Ora, per il rientro, bisognerà aspettare che possa riaprire l'aeroporto di Santiago; probabilmente ci vorranno un paio di giorni, forse tre, visti i gravi danni riportati dall'infrastruttura a causa del sisma. L'importante è però che i due giovani carraresi stiano bene.
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