Il Tirreno

Il processo

Molestate dentro la scuola

<strong>L’ISTITUTO.</strong> I fatti sarebbero accaduti al convitto dell’alberghiero
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L’ISTITUTO. I fatti sarebbero accaduti al convitto dell’alberghiero

Una brutta storia che vede protagoniste due ragazzine e un educatore. Una storia che dal convitto dell'istituto alberghiero di Marina dove sarebbero avvenuti i fatti, nel maggio del 2008, finisce in un'aula di tribunale. Con un uomo, già nonno, a processo, accusato di atti sessuali nei confronti delle due studentesse, all'epoca dei fatti minorenni

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MASSA. Una brutta storia che vede protagoniste due ragazzine e un educatore. Una storia che dal convitto dell'istituto alberghiero di Marina dove sarebbero avvenuti i fatti, nel maggio del 2008, finisce in un'aula di tribunale. Con un uomo, già nonno, a processo, accusato di atti sessuali nei confronti delle due studentesse, all'epoca dei fatti minorenni.

Ieri, di fronte al collegio composto dai giudici Ermanno De Mattia, Maria Cristina Failla ed Antonia Aracri, durante la prima udienza, sono stati sentiti i testi del Pm Federico Manotti. Nel tentativo di ricostruire la vicenda. A fornire la propria versione dei fatti anche il preside dell'istituto, Paolo Battaglini e le due educatrici che, per prime, avrebbero raccolto le confidenze delle ragazze. Si tratta, in realtà, di due episodi distinti.

Uno, quello che per primo fu confidato, risalirebbe al 21 maggio del 2008 e proprio la scelta della ragazza, allora 15enne, di farsi avanti e raccontare l'accaduto avrebbe motivato una seconda alunna, di un anno più grande, a raccontare di essere stata oggetto, qualche tempo prima (forse una settimana) di "particolari attenzioni" da parte dell'educatore. L'istitutrice in servizio la sera del 21 maggio racconta in aula che la ragazza era stata autorizzata a spostarsi dall'ala femminile del convitto al corridoio: voleva tenere d'occhio l'esterno per vedere rientrare un'amica uscita con i genitori. La ragazzina avrebbe poi raccontato all'educatrice che durante uno di quegli spostamenti sarebbe stata chiamata dall'educatore nella sala della direzione: l'uomo le avrebbe consegnato le foto di una gita e poi avrebbe tentato di tirarla a sé e di baciarla. Non solo, secondo l'istitutrice che il pomeriggio successivo all'episodio, su indicazione del preside, le fa scrivere quanto è accaduto, la ragazza avrebbe anche raccontato che l'uomo le aveva chiesto dove abitasse e quale fosse il suo numero di telefono. La ragazza si confida con l'educatrice di turno e il giorno successivo tutto finisce in presidenza. E mentre i suoi genitori parlano con il dirigente scolastico e con l'educatrice, si fa avanti una seconda ragazza. Con una storia simile: spiega di essere andata nella sala direzione dove si trova un computer per farsi aiutare dall'educatore a scaricare musica dal pc al lettore mp3. L'uomo le avrebbe fatto notare che dai pantaloni si vedevano le mutandine, le avrebbe fatto domande sulla biancheria che indossava e poi avrebbe allungato le mani. A definire i contorni della vicenda saranno le testimonianze rese nelle prossime udienze dai testi della difesa e dalle due ragazzine che potranno fornire ulteriori particolari e raccontare la loro versione dei fatti.
C.S.

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