La manifestazione
LA TRAGEDIA
Muore il marito, la moglie lo segue
Corrado Benzio
Si può morire per la perdita dell'uomo che si ama da 66 anni e più? Si può. La storia che raccontiamo, col consenso della famiglia, racconta di questo lungo, grande amore iniziato sotto le bombe fra Bruno Del Giudice e Silla Verona
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MONTIGNOSO. Si può morire per la perdita dell'uomo che si ama da 66 anni e più? Si può. La storia che raccontiamo, col consenso della famiglia, racconta di questo lungo, grande amore iniziato sotto le bombe fra Bruno Del Giudice e Silla Verona.
Bruno Del Giudice, figura notissima a Montignoso e non solo come ex partigiano ma anche come animatore della vita politica e culturale, scompare i primi giorni di febbraio.
Lascia sei figli, la prima nata nel 1944 quando da queste parti passava la Linea Gotica, e lascia nel dolore la moglie Silla Verona.
Bruno Del Giudice aveva 86 anni, portati benissimo fino a quattro mesi fa. Quando in seguito ad un incidente stradale abbastanza banale viene sottoposto ad una tac al cervello. L'esame rivela un tumore.
Sarà quello che lo porterà nella tomba. Uomo forte, Bruno, ma rattristato, rabbuiato dalla malattia della moglie, da tempo allettata.
Del Giudice è uomo coriaceo, forte nelle sue convinzioni. Era pensionato, dopo tanti anni di lavoro da operaio e altrettanti anni di lavoro da militante del Partito comunista italiano. Il suo soprannome era «Zeppa». Uomo di fortissime convinzioni, aveva fatto parte del comitato che aveva promosso un monumento, poi realizzato, per le vittime civili della guerra.
Il tramonto del Partito comunista, la caduta del Muro non aveva intaccato le sue convinzioni. Si era inscritto a Rifondazione Comunista.
Con la moglie Silla, scomparsa a 84 anni, si erano conosciuti in tempi perigliosi. Era il 1944, lui ha combattuto per la libertà e si sono sposati nel 1946, quando l'Italia era ormai liberata e diventata una Repubblica, dopo che il 2 giugno il referendum istituzionale aveva mandato in esilio Umberto II.
Sessantaquattro anni di matrimonio e sei figli non sono cose di tutti giorni, neppure nel dopoguerra italiano.
Ma anche il finale di questa storia d'amore non è cosa di tutti i giorni. Alla morte del marito, Silla si lascia andare, smette praticamente di mangiare. Si indebolisce e dopo una settimana dalla morte del marito, anche lei dice addio alla vita.
E' morta per il dolore dicono gli amici e i parenti. «E' morta di crepacuore dopo l'addio del suo Bruno» ci segnala una vicina che ci chiama al telefono.
La famiglia lo sa. Viene fatto il funerale e Silla Verona viene sepolta accanto al marito, perchè la loro unione non venga interrotta.
«Credo che scriverlo faccia piacere a tutti» ci dice la figlia che abita a Montignoso in via Corniolo. Lo pensiamo anche noi e lo abbiamo scritto.
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