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I big per la casa accoglienza

Serena Bongiorni
I big per la casa accoglienza

Una struttura per accogliere i genitori dei bambini ricoverati all'Opa: questo il progetto presentato ieri dall'associazione "Viva Federico", durante un incontro che ha riunito medici e volontari, prefetto e politici, insieme a ospiti big quali Marcello Lippi, Andrea Bocelli e Alessandro Petacchi. Tutti stretti intorno ai bambini malati e alle loro famiglie

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MASSA. Una struttura per accogliere i genitori dei bambini ricoverati all'Opa: questo il progetto presentato ieri dall'associazione "Viva Federico", durante un incontro che ha riunito medici e volontari, prefetto e politici, insieme a ospiti big quali Marcello Lippi, Andrea Bocelli e Alessandro Petacchi. Tutti stretti intorno ai bambini malati e alle loro famiglie.

"Viva Federico": la storia. Federico è un bambino bello e vivace che oggi ha sette anni e mezzo. All'età di tre anni gli viene diagnosticato un male rarissimo: un tumore al cervello. Il bambino viene ricoverato al Meyer di Firenze e sottoposto ad un intervento per l'asportazione di questo maledetto intruso, di cui però rimane un piccolo residuo, un brandello praticamente intoccabile vista la delicatissima posizione. Si prospetta quindi la possibilità che Federico debba sottoporsi ad un altro intervento all'Hospital Centre di Boston per debellare completamente il tumore, ma il preventivo dell'operazione è altissimo: 150mila euro. E' in questo momento che il padre di Federico, Alessandro Ferretti, consigliato da amici e persone che hanno a cuore la vita di Federico, nel marzo 2007 dà vita all'associazione Onlus "Viva Federico", con lo scopo di reperire i fondi. Tante le iniziative organizzate con questo intento, anche grazie al supporto di nomi noti come Marcello Lippi, Andrea Bocelli e Alessandro Petacchi, che organizzano partite di calcetto e di tennis (anche con il campione Ivan Ljubicic, la cui presenza nel luglio 2008 fece raccogliere più di 30mila euro in una sola serata) e aste di beneficenza.

Il progetto "Tutti a casa di Federico"
. Fortunatamente il denaro raccolto in tutti questi anni non è servito a Federico, che oggi sta bene e pratica diversi sport, e speriamo davvero non gli debba servire mai. «Proprio per questo - spiega Giovanni Baudone, rappresentante dell'associazione - c'è l'intenzione di utilizzare queste risorse per trasformare il vecchio rudere che si trova davanti all'ospedale in un centro di accoglienza per le famiglie dei bambini ricoverati all'interno dell'Opa». E il padre di Federico: «So bene cosa significhi partire con un figlio in quelle condizioni, arrivare in una città nuova e dover cercare casa - racconta Ferretti - abbiamo dovuto far così quando Federico era ricoverato al Meyer». Ma adesso questo nobile progetto potrebbe permettere a tante famiglie di stare vicino ai loro bambini. Il progetto, curato dall'architetto Alberto Bocelli, fratello del tenore, che ha lavorato gratuitamente, è già pronto. «Demoliremo l'edificio e lo ricostruiremo fedelmente - spiega l'architetto - ricavando quante più unità abitative possibili». La struttura sorgerà su due piani e si comporrà sia di piccole camere con bagno per singoli genitori che di mini appartamenti per le famiglie più numerose, a cui si aggiungerà poi una sala comune in cui i genitori potranno ritrovarsi. Il progetto conclusivo passa adesso nelle mani dell'associazione "Un cuore, un mondo" che ne curerà la gestione, con l'auspicio che si possano presto iniziare i lavori per realizzare una struttura di tale rilevanza.

Alla presentazione è intervenuta anche l'assessore Lina Coppa che, rispondendo all'appello di Andrea Bocelli, a snellire la burocrazia, promette che l'amministrazione si muoverà per velocizzare le pratiche: «Il progetto c'è e adesso sta a noi agire, perché questa iniziativa sia un importante esempio di integrazione e di supporto per le famiglie».

Collaborazione anche da parte del prefetto Giuseppe Merendino, il quale si dichiara «orgoglioso di un progetto che lenisce la sofferenza delle famiglie ma che richiede la collaborazione di tutti, dallo Stato alle associazioni, dalla politica ai comuni cittadini».

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