Finanza
la tragedia di nazzano
Franco Ravani: sono disperato
Cinzia Carpita
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Il luogo dell’incidente sulla via Carriona«Sono costernato per il dolore che ho provocato alla famiglia del ragazzo. Ho un dolore enorme anch'io, piango con i miei familiari. Sono qui a casa, in lacrime, prostrato, distrutto». E' la voce, al telefono, di Franco Ravani, l'imprenditore che lunedì sera, guidando contromano su un tratto di Carriona, è finito con il suo Suv contro il motorino di Luca Dino Benedetti
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CARRARA. «Sono costernato per il dolore che ho provocato alla famiglia del ragazzo. Ho un dolore enorme anch'io, piango con i miei familiari. Sono qui a casa, in lacrime, prostrato, distrutto». E' la voce, al telefono, di Franco Ravani, l'imprenditore che lunedì sera, guidando contromano su un tratto di Carriona, è finito con il suo Suv contro il motorino di Luca Dino Benedetti, 38 anni, morto sul colpo.
Il giovane era operaio nella ditta di infissi e carpenteria "Giannelli Alberto & C sas" di via Guelfa 11 in città. Benedetti non aveva documenti di identità con sè al momento dell'incidente, per cui i vigili urbani hanno dovuto compiere una serie di accertamenti, finché sono risaliti alla famiglia. Luca viveva con la sorella Francesca di 33 anni e il cognato Andrea Bracaloni di 39, in viale Turigliano, un tratto di Aurelia, a circa duecento metri dal luogo del tragico impatto fra il motorino e il fuoristrada guidato da Franco Ravani: dopo i rilievi vigili urbani, a carico dell'imprenditore carrarese, una denuncia a piede libero. Dovrà rispondere delle accuse di omicidio colposo e guida in stato di ebbrezza (che non vuol dire ubriachezza). E' risultato positivo all'alcol-test (gli sarebbe stato riscontrato un tasso alcolemico superiore al limite di legge che è di 0,5 grammi per litro) a cui è stato sottoposto subito dopo l'incidente.
L'automobilista ha subito prestato soccorso al giovane, per il quale, però, non c'è stato nulla da fare. Il suo corpo, steso in via Carriona lunedì sera, è stato pietosamente coperto, in attesa del nulla osta per la rimozione, poi rilasciato dal magistrato, dottor Federico Manotti. Il magistrato esaminerà la relazione della polizia municipale sull'incidente e quella del medico legale dottor Maurizio Ratti che ieri ha eseguito un'ispezione esterna sul corpo di Benedetti, riscontrando gravi traumi e fratture, e ritenendole «compatibili» con l'urto avvenuto fra il motorino e il Suv.
Una notte orribile, quella di lunedì; e una mattina ancora più difficile quella di ieri: per l'automobilista, sotto choc. E per la famiglia di Luca Benedetti: ieri, i congiunti erano tutti all'obitorio, ed è lì che si è consumato il dolore più grande. Luca lascia le sorelle Francesca di 33 anni, Barbara di 39, il fratello Andrea di 36. Una famiglia unitissima, di quattro giovani che si erano stretti ancora più fra loro, dopo la morte dei genitori. Da allora, la zia è diventata per loro una seconda mamma, e ieri all'obitorio la donna si è disperata al punto da essere colta da un leggero malore, mentre gridava «Il mio Luca!".
Il giovane era operaio nella ditta di infissi e carpenteria "Giannelli Alberto & C sas" di via Guelfa 11 in città. Benedetti non aveva documenti di identità con sè al momento dell'incidente, per cui i vigili urbani hanno dovuto compiere una serie di accertamenti, finché sono risaliti alla famiglia. Luca viveva con la sorella Francesca di 33 anni e il cognato Andrea Bracaloni di 39, in viale Turigliano, un tratto di Aurelia, a circa duecento metri dal luogo del tragico impatto fra il motorino e il fuoristrada guidato da Franco Ravani: dopo i rilievi vigili urbani, a carico dell'imprenditore carrarese, una denuncia a piede libero. Dovrà rispondere delle accuse di omicidio colposo e guida in stato di ebbrezza (che non vuol dire ubriachezza). E' risultato positivo all'alcol-test (gli sarebbe stato riscontrato un tasso alcolemico superiore al limite di legge che è di 0,5 grammi per litro) a cui è stato sottoposto subito dopo l'incidente.
L'automobilista ha subito prestato soccorso al giovane, per il quale, però, non c'è stato nulla da fare. Il suo corpo, steso in via Carriona lunedì sera, è stato pietosamente coperto, in attesa del nulla osta per la rimozione, poi rilasciato dal magistrato, dottor Federico Manotti. Il magistrato esaminerà la relazione della polizia municipale sull'incidente e quella del medico legale dottor Maurizio Ratti che ieri ha eseguito un'ispezione esterna sul corpo di Benedetti, riscontrando gravi traumi e fratture, e ritenendole «compatibili» con l'urto avvenuto fra il motorino e il Suv.
Una notte orribile, quella di lunedì; e una mattina ancora più difficile quella di ieri: per l'automobilista, sotto choc. E per la famiglia di Luca Benedetti: ieri, i congiunti erano tutti all'obitorio, ed è lì che si è consumato il dolore più grande. Luca lascia le sorelle Francesca di 33 anni, Barbara di 39, il fratello Andrea di 36. Una famiglia unitissima, di quattro giovani che si erano stretti ancora più fra loro, dopo la morte dei genitori. Da allora, la zia è diventata per loro una seconda mamma, e ieri all'obitorio la donna si è disperata al punto da essere colta da un leggero malore, mentre gridava «Il mio Luca!".
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