Il Tirreno

Allarme mareggiate

Spiaggia sotto l'incubo dei rifiuti del Magra

Cinzia Carpita /
Le tonnellate di materiale portate dall’ultima mareggiata sulla spiaggia
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Le tonnellate di materiale portate dall’ultima mareggiata sulla spiaggia

Balneari, Amia e volontari: differenziate e portate al Cermec tonnellate di rifiuti arrivati con le piene. Tonnellate di rifiuti, fra legname, plastica, vetro e altro, portate dalla mareggiata dei mesi scorsi, sono state rimosse da una vera e propria task force.

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CARRARA. Quasi compiuta l'operazione "Spiaggia pulita": tonnellate e tonnellate di rifiuti, fra legname, plastica, vetro e altro, portate dalla mareggiata dei mesi scorsi, sono state rimosse da una vera e propria task force, composta dagli operatori degli stabilimenti balneari, dall'Amia, da una ditta incaricata e dalla Vab che ha tagliato i tronchi che si erano spiaggiati.

Il tutto è stato sottoposto a raccolta differenziata, e poi portato al Cermec per lo smaltimento. Didivendo quindi i rifiuti riciclabili da quelli non riutilizzabili.
«Un'operazione andata bene», dice l'assessore all'ambiente Roberto Dell'Amico. «La spesa, credo sia stata al di sotto di quella preventivata».
In un primo momento, a fine 2009, si era infatti parlato di circa duecentomila euro, ma come preventivo del tutto indicativo, vista la montagna di roba che copriva l'arenile. Il conteggio finale deve ancora essere fatto.

Ma anche il presidente dell'Amia, Gianenrico Spediacci, sebbene non abbia ancora il computo totale delle tonnellate di roba tolta dalla spiaggia, ritiene che il costo di tutta l'operazione-pulizia «dovrebbe essere abbondantemente al di sotto dei centomila euro. Il Comune aveva stanziato circa 50 mila euro per tutte le spese. Il materiale indifferenziato ha un costo di smaltimento di circa 145 euro a tonnellata, ma in questa circostanza, avendo diviso preventivamente i rifiuti, si è potuto risparmiare sui costi di conferimento, più della metà rispetto alla raccolta indifferenziata. Direi che abbiamo speso sui 40 euro alla tonnellata per la parte relativa al legname differenziato».

Ricapitolando: la plastica, il vetro, i metalli sono stati divisi gli uni dagli altri in spiaggia, grazie al lavoro dei balneari, e portati già "differenziati" al Cermec. Per quanto riuguarda il legno, i grandi tronchi sono stati tagliati dalla Vab (associazione di volontari) e portati via. Il legno più minuto (canne e pezzi vari), viene scosso dalla sabbia e questa poi verrà rispalmata sulla spiaggia.
In passato, a seguito di altre mareggiate, nei cumuli da portare al Cermec era rimasta anche la rena, aumentando il peso, il costo del conferimento, e complicando lo smaltimento.

La ditta incaricata questa volta, sta terminanto il lavoro sull'arenile. «C'è da pulire - spiega Spediacci - l'ultimo pezzo presso il Camping Carrara e poi si farà il vaglio dei cumuli di legnetti che domani (oggi per chi legge) saranno divisi dalla sabbia. Penso che finiremo in un paio di giorni. Agli operatori balneari non resterà che cicalare l'erenile. Come Amia abbiamo tenuto un uomo fisso da venti giorni, tutte le mattine in spiaggia per i controlli. Abbiamo fatto le cose come si deve, portando via il rifiuto "scosso" dalla sabbia.

La ditta specializzata che è stata incaricata (tramite gara) ha operato con ruspe e altri mezzi».
Ma Spediacci tocca anche il dente dolente: «Il problema, è tutto quello che arriva dal Magra. Ci dovrebbe essere maggiore controllo sul fiume: ci porta addosso la sporcizia delle piene, che con le mareggiate approda sulle nostre spiagge. Noi, più che pulire non possimao fare. Poi c'è anche ilproblema del lavarone, che la marea spinge contro la scogliera del porto, dove era l'idrovora. Nella spesa per la pulizia totale che è stiamo ultimando, è compresa anche la rimozione del lavarone che finisce al Cermec come rifiuto indifferenziato.

Questo sporco scuro, si è manifestato anche la scorsa estate, e come Amia abbiamo impegnato due persone fisse per tutta la stagione, per portarlo via. Diciamo che è stata "un'esperienza indimenticabile"».
E' una battuta, quella di Spediacci, per dire che non vorrebbe ritrovarsi alle prese con questo problema anche la prossima estate.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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