La manifestazione
gli investimenti
Parte Gesco, 115 nuovi posti
Claudio Figaia
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Una veduta aerea del comparto ex OlivettiMa per l'asilo aziendale non c'è spazio: al suo posto alberi da abbattere Bertazzoni: vogliamo sostegni pubblici
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MASSA. Un investimento di 38 milioni per le strututre (più 1,2 per la bonifica dall'amianto), 35 aziende pronte ad insediarsi su 90mila metri quadrati e dare lavoro a circa 450 pesone (con 115 nuovi posti di lavoro stimati). È il comparto Gesco, ossia la re-industrializzazione a misura della piccola impresa.
Un'operazione partita 7 anni fa e solo ora in fase di decollo. Sette anni trascorsi in buona parte per ottenere autorizzazioni e permessi: un esempio di quanto i tempi della politica e dell'amministrazione viaggino fuori sincrono dai bisogni dell'impresa.
Così la visita di ieri del candidato alla presidenza della Regione Enrico Rossi al nuovo comparto nella ex Olivetti si è trasformato in un test per i programmi del centrosinistra per tagliare questi tempi infiniti.
«La rinascita di quest'area - ha detto Rossi - è la dimostrazione che la crisi non ha spezzato la voglia di fare dei toscani. Gli artigiani massesi hanno avuto coraggio. Serve però un patto tra istituzioni, imprese e lavoratori per fare uno scatto in avanti: la ripresa deve essere l'opportunità per riprendere a correre». E i percorsi autorizzativi ha aggiunto poi, devono essere drasticamente ridotti: «Mi sono proposto di mettere a punto un sistema che garantisca tutte le autorizzazioni entro sei mesi. È il nostro obiettivo».
Quanto all'appello di Ezio Bertazzoni, presidente di Confartigianato (che ha promosso e gestito l'operazione) - «Gesco non ha beneficiato finora di alcun contributo pubblico, ora chiediamo di accedere a specifiche provvidenze» - Rossi ha ribadito la volontà della Regione di «sostenere i progetti seri e meritevoli come questo o come la re-industrializzazione di Eaton».
La notizia è, comunque, che il comparto Gesco sta per partire. E sarà una cosa nuova per il territorio. Per la formula - una specie di condominio di imprese - e per i servizi di cui sarà dotato.
Suddivisa in piccoli lotti di 3-400 metri quadrati, l'area ex Olivetti prevede la realizzazione di una mensa aziendale a che servirà non solo gli addetti dell'area ma anche altre realtà della zona industriale. Ci saranno poi un centro di stoccaggio del materiale di risulta delle lavorazioni di ogni azienda (per evitare impropri depositi presso i capannoni), un regolamento per le consegne, la circolazione dei mezzi e la pulizia dell'area; e ci sarà un servizio di guardianaggio costante.
Il comparto sarà, cioè, gestito con modalità condominiali con il consorzio Gesco nelle vesti di "amministratore".
E ancora: ci sarà un largo impiego di pannelli solari e fotovoltaici, mentre l'intera area sarà dotata di una rete di fibre ottiche.
Il progetto prevede anche un asilo aziendale, che però, «attualmente non ha ancora una localizzazione nel comparto industriale», ha detto Bertazzoni a sottolineare che i problemi non finiscono mai. Pare che dove laddove dovrebbe sorgere l'asilo ci sono sei alberi che non possono essere abbattuti senza autorizzazione. E che la questione non sia ancora risolta.
Un'operazione partita 7 anni fa e solo ora in fase di decollo. Sette anni trascorsi in buona parte per ottenere autorizzazioni e permessi: un esempio di quanto i tempi della politica e dell'amministrazione viaggino fuori sincrono dai bisogni dell'impresa.
Così la visita di ieri del candidato alla presidenza della Regione Enrico Rossi al nuovo comparto nella ex Olivetti si è trasformato in un test per i programmi del centrosinistra per tagliare questi tempi infiniti.
«La rinascita di quest'area - ha detto Rossi - è la dimostrazione che la crisi non ha spezzato la voglia di fare dei toscani. Gli artigiani massesi hanno avuto coraggio. Serve però un patto tra istituzioni, imprese e lavoratori per fare uno scatto in avanti: la ripresa deve essere l'opportunità per riprendere a correre». E i percorsi autorizzativi ha aggiunto poi, devono essere drasticamente ridotti: «Mi sono proposto di mettere a punto un sistema che garantisca tutte le autorizzazioni entro sei mesi. È il nostro obiettivo».
Quanto all'appello di Ezio Bertazzoni, presidente di Confartigianato (che ha promosso e gestito l'operazione) - «Gesco non ha beneficiato finora di alcun contributo pubblico, ora chiediamo di accedere a specifiche provvidenze» - Rossi ha ribadito la volontà della Regione di «sostenere i progetti seri e meritevoli come questo o come la re-industrializzazione di Eaton».
La notizia è, comunque, che il comparto Gesco sta per partire. E sarà una cosa nuova per il territorio. Per la formula - una specie di condominio di imprese - e per i servizi di cui sarà dotato.
Suddivisa in piccoli lotti di 3-400 metri quadrati, l'area ex Olivetti prevede la realizzazione di una mensa aziendale a che servirà non solo gli addetti dell'area ma anche altre realtà della zona industriale. Ci saranno poi un centro di stoccaggio del materiale di risulta delle lavorazioni di ogni azienda (per evitare impropri depositi presso i capannoni), un regolamento per le consegne, la circolazione dei mezzi e la pulizia dell'area; e ci sarà un servizio di guardianaggio costante.
Il comparto sarà, cioè, gestito con modalità condominiali con il consorzio Gesco nelle vesti di "amministratore".
E ancora: ci sarà un largo impiego di pannelli solari e fotovoltaici, mentre l'intera area sarà dotata di una rete di fibre ottiche.
Il progetto prevede anche un asilo aziendale, che però, «attualmente non ha ancora una localizzazione nel comparto industriale», ha detto Bertazzoni a sottolineare che i problemi non finiscono mai. Pare che dove laddove dovrebbe sorgere l'asilo ci sono sei alberi che non possono essere abbattuti senza autorizzazione. E che la questione non sia ancora risolta.
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