La manifestazione
SMOTTAMENTO
A Casette frana la montagna
Rossana Lazzini
◗
VECCHIA. Una vecchia frana non ancora rimossaLa fragilità idrogeologica del nostro territorio e soprattutto di quello montano è nota. Ne abbiamo avuto conferma nei mesi scorsi, quando sotto il peso dell'acqua, i versanti hanno ceduto. Un po' dovunque e suscitando preoccupazione. Adesso sono gli abitanti di Casette, uno dei paesi più popolosi della nostra montagna, ad essere arrabbiati
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MASSA. La fragilità idrogeologica del nostro territorio e soprattutto di quello montano è nota. Ne abbiamo avuto conferma nei mesi scorsi, quando sotto il peso dell'acqua, i versanti hanno ceduto. Un po' dovunque e suscitando preoccupazione.
Adesso sono gli abitanti di Casette, uno dei paesi più popolosi della nostra montagna, ad essere arrabbiati. Venerdì pomeriggio, infatti, a seguito della pioggia, il terreno è franato. Lo smottamento ha fatto cadere in strada una grossa radice che, soltanto per pura fatalità, non ha colpito un giovane che in quel momento stava passando con il motorino. «Da tempo - raccontano alcuni abitanti di Casette - abbiamo segnalato all'amministrazione e a quello che consideriamo il nostro assessore di riferimento, Lina Coppa (che è di Casette ndr) questa delicata situazione, ma nessuno ha mai fatto niente.
Più volte abbiamo cercato di far capire che questa situazione era pericolosa e che alcune piante e radici dovevano essere rimosse altrimenti potevano diventare pericolose in caso di frana. Invece - continuano - la risposta è stata quella che non c'era nessuna situazione di pericolo e questo è il risultato. Qualcuno avrebbe potuto farsi molto male».
Gli abitanti di Casette si sentono presi in giro. «Abbiamo documentato il pericolo con fotografie, abbiamo segnalato la situazione più volte e come risposta l'amministrazione ha mandato personale a tagliare le uniche piante che non erano pericolanti». Ieri mattina il materiale era stato rimosso dalla careggiata, anche se il fango e i detriti di una vecchia frana, poco lontana, ancora rimangono sulla strada. E i residenti temono che ulteriori piogge possano causare nuovi smottamenti e chiedono all'amministrazione un intervento veloce per evitare altre situazioni di pericolo.
«Ci sono altri punti del paese che sono pericolosi e a rischio e se qualcuno non interviene potrebbero esserci ancora danni. Speriamo che l'amministrazione non abbia intenzione di aspettare che qualcuno si faccia male prima di intervenire».
Ancora una volta la pioggia ha messo in evidenza la fragilità di questo territorio, ma i cittadini sono convinti che con un minimo di attenzione in più certi problemi potrebbero essere risolti. «Perché bisogna sempre arrivare alle situazioni di emergenza prima di intervenire? Noi più volte abbiamo chiesto all'amministrazione di rimuovere questa grande radice per evitare quello che poi è successo.
Se una volta tanto avessero dato ascolto ai cittadini almeno questo non sarebbe accaduto, la frana magari ci sarebbe stata ugualmente, ma almeno la radice non avrebbe rischiato di cadere addosso ad una persona».
Ora i cittadini di Casette sperano che l'amministrazione intervenga al più presto. E non solo nella zona dello smottamento, ma anche in altri tratti della strada che presentano le stesse criticità. «Speriamo che dopo questo episodio - concludono - l'amministrazione comprenda l'urgenza di intervenire in paese.
Noi non possiamo più aspettare».
Adesso sono gli abitanti di Casette, uno dei paesi più popolosi della nostra montagna, ad essere arrabbiati. Venerdì pomeriggio, infatti, a seguito della pioggia, il terreno è franato. Lo smottamento ha fatto cadere in strada una grossa radice che, soltanto per pura fatalità, non ha colpito un giovane che in quel momento stava passando con il motorino. «Da tempo - raccontano alcuni abitanti di Casette - abbiamo segnalato all'amministrazione e a quello che consideriamo il nostro assessore di riferimento, Lina Coppa (che è di Casette ndr) questa delicata situazione, ma nessuno ha mai fatto niente.
Più volte abbiamo cercato di far capire che questa situazione era pericolosa e che alcune piante e radici dovevano essere rimosse altrimenti potevano diventare pericolose in caso di frana. Invece - continuano - la risposta è stata quella che non c'era nessuna situazione di pericolo e questo è il risultato. Qualcuno avrebbe potuto farsi molto male».
Gli abitanti di Casette si sentono presi in giro. «Abbiamo documentato il pericolo con fotografie, abbiamo segnalato la situazione più volte e come risposta l'amministrazione ha mandato personale a tagliare le uniche piante che non erano pericolanti». Ieri mattina il materiale era stato rimosso dalla careggiata, anche se il fango e i detriti di una vecchia frana, poco lontana, ancora rimangono sulla strada. E i residenti temono che ulteriori piogge possano causare nuovi smottamenti e chiedono all'amministrazione un intervento veloce per evitare altre situazioni di pericolo.
«Ci sono altri punti del paese che sono pericolosi e a rischio e se qualcuno non interviene potrebbero esserci ancora danni. Speriamo che l'amministrazione non abbia intenzione di aspettare che qualcuno si faccia male prima di intervenire».
Ancora una volta la pioggia ha messo in evidenza la fragilità di questo territorio, ma i cittadini sono convinti che con un minimo di attenzione in più certi problemi potrebbero essere risolti. «Perché bisogna sempre arrivare alle situazioni di emergenza prima di intervenire? Noi più volte abbiamo chiesto all'amministrazione di rimuovere questa grande radice per evitare quello che poi è successo.
Se una volta tanto avessero dato ascolto ai cittadini almeno questo non sarebbe accaduto, la frana magari ci sarebbe stata ugualmente, ma almeno la radice non avrebbe rischiato di cadere addosso ad una persona».
Ora i cittadini di Casette sperano che l'amministrazione intervenga al più presto. E non solo nella zona dello smottamento, ma anche in altri tratti della strada che presentano le stesse criticità. «Speriamo che dopo questo episodio - concludono - l'amministrazione comprenda l'urgenza di intervenire in paese.
Noi non possiamo più aspettare».
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