Il Tirreno

MOVIDA

In 4mila sul web per chiederepiù divertimento

Margherita Mazzarella
<strong>LA STRADA.</strong> Via Dante in cui si sta concentrando la movida nelle notti massesi
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LA STRADA. Via Dante in cui si sta concentrando la movida nelle notti massesi

Sale a 4mila il numero degli iscritti al gruppo di Facebook "Massa non è una città per giovani", nato per volontà di alcuni cittadini per portare all'attenzione della collettività e delle istituzioni appunto i problemi dei più giovani.
Che cercano stimoli e sano divertimento. Fino a una quindicina di giorni fa il gruppo aveva meno di 3mila simpatizzanti, che sono aumentati a dismisura, in seguito ad un primo incontro chiesto ed ottenuto da alcuni rappresentanti del gruppo virtuale col sindaco Pucci

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MASSA. Sale a 4mila il numero degli iscritti al gruppo di Facebook "Massa non è una città per giovani", nato per volontà di alcuni cittadini per portare all'attenzione della collettività e delle istituzioni appunto i problemi dei più giovani.

Che cercano stimoli e sano divertimento. Fino a una quindicina di giorni fa il gruppo aveva meno di 3mila simpatizzanti, che sono aumentati a dismisura, in seguito ad un primo incontro chiesto ed ottenuto da alcuni rappresentanti del gruppo virtuale col sindaco Pucci. Dopo aver incontrato i ragazzi e chiesto loro di redigere un vero e proprio progetto, con proposte e iniziative finalizzate a risvegliare la vita serale massese senza arrecare disagi a nessuno, il sindaco sembra sparito: nessuna risposta alle lettere inviate dai ragazzi, che ad una serie di progetti stanno lavorando. E nessun intervento in merito alle recenti novità che hanno interessato i gestori dei locali della discordia, quelli che durante l'estate sono stati nel mirino dei residenti del centro storico, in prima linea contro gli schiamazzi notturni. Colpiti da avvisi di garanzia per schiamazzi notturni appunto, i titolari dei locali in questione, tra l'altro tutti giovani imprenditori, lavorano con ancor meno entusiasmo, ed chiedono a gran voce il sostengo delle istituzioni cittadine. «Abbiamo bisogno del sostengo delle nostre istituzioni per lavorare, e anche per andare avanti nella nostra battaglia - ha detto uno dei responsabili del gruppo, Stefano Rossi - che non vuole essere una guerra contro qualcuno, ma piuttosto un tentativo di sensibilizzare prima di tutto i cittadini».

I ragazzi intendono tradurre dal virtuale alla vita reale i loro obiettivi condivisi da un numero sempre maggiore di utenti, tutti d'accordo nel dire che quello che sta succedendo nel centro storico di Massa non è che un freno all'inventiva ed alla voglia di fare dei ragazzi, oltre che all'entusiasmo dei tanti, tantissimi giovani massesi che finiranno per abbandonare del tutto la zona per divertirsi altrove. Una nota polemica, durante l'ultimo incontro dei membri del gruppo: «Se quello che è accaduto in via Dante, nel quartiere della Massa-bene, fosse accaduto in periferia - ha detto uno dei membri - non sarebbe stata emanata alcuna ordinanza e non sarebbe successo nulla: cerchiamo quindi di capire tutti insieme quanto c'è di socio economico e quanto di politico in questa vicenda».

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