Il Tirreno

ROSSO

Il vino dove osano le aquile

Cinzia Carpita
Carlo Piccini e l’enologo in uno dei suoi vigneti
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Carlo Piccini e l’enologo in uno dei suoi vigneti

Debutta domani, in prima nazionale, il vino rosso "Gracchio 2008" dell'azienda carrarese "Vertici e Orizzonti" di Carlo Piccini: da vitigni autoctoni, il vino è invecchiato 12 mesi in barriques, dopo essere stato affinato nelle vasche di cemento di un'antica cantina ristrutturata a Castelpoggio: «La più alta di tutta la provincia, a 800 metri sul livello del mare», dice l'enologo e agronomo.

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CARRARA. Debutta domani, in prima nazionale, il vino rosso "Gracchio 2008" dell'azienda carrarese "Vertici e Orizzonti" di Carlo Piccini: da vitigni autoctoni, il vino è invecchiato 12 mesi in barriques, dopo essere stato affinato nelle vasche di cemento di un'antica cantina ristrutturata a Castelpoggio: «La più alta di tutta la provincia, a 800 metri sul livello del mare», dice l'enologo e agronomo.

Una srl: Piccini, 42 anni, amministratore, due dipendenti «giovani e carraresi». E alcuni stagionali per le varie fasi dell'attività dell'azienda nel cuore delle Apuane. «Dall'uccello simbolo di queste montagne, - dice - il gracchio corallino, ha preso il nome il mio vino, rosso come il suo becco. Un'etichetta tutta carrarina. Qua siamo partiti sfidando la crisi economica, e dal 2007 la cantina è operativa. Nata negli anni Cinquanta, era diventata un magazzino: quando l'ho vista ho capito subito le sue potenzialità e deciso di scommettere su quei 250 metri quadri».

E su quattro ettari e mezzo di uve dell'area del Candia, ma principalmente di Bonascola. Il rosso Gracchio, mille bottiglie numerate, nasce da tre vitigni autoctoni: la Bracciola tipica di Bonascola, e la Massareta, e il Vermentino. Imbottigliato a dicembre, il rosso Gracchio ha fatto il suo ciclo a Castelpoggio, «in botti di cemento (nelle cantine moderne sono di acciaio ma secondo me il cemento dà una particolarità in più al vino) che abbiamo restaurato, e con il vantaggio che il locale è interrato su tre lati, per cui ha una temperatura quasi costante per tutto l'anno. Ottimale per l'affinamento dei vini».
L'azienda di Piccini produce, fra l'altro, anche il bianco Alte Forme: l'annata successiva al vino Duemilasette, che è stato selezionato dall'Enoteca Italiana per partecipare ad una degustazione a Shangai, in Cina. «In via Forma Alta a Bonascola c'è un vigneto di 70 anni, dei conti Tenderini, ma pare che esista dal tempo dei romani: da quelle uve nasce un Candia particolare. Un fiore all'occhiello della nostra produzione dei bianchi».

Insomma, fra classico, vermentino e rosso, una piccola azienda che guarda oltre i mercati italiani, del bacino regionale fra Toscana, Liguria ed Emilia, per sfidare quelli esteri, come Inghilterra e Cina. Con una produzione 2010 prevista di 30.000 bottiglie. «Da quest'anno c'è una collaborazione con un importatore tedesco che dovrebbe farci approdare in Germania, Austria e Svizzera».
Carlo Piccini di vino si occupa da sempre: il liceo classico, una laurea in scienze agrarie, e un'altra in gestione del verde urbano e del paesaggio. La consulenza in alcune aziende vinicole e poi l'impresa. Che potrebbe diventare una dinasty, associando le tecnologie d'avanguarda alla tradizionde antica del fare il vino: «Mio figlio Edoardo ha solo 10 anni e non beve i vini, ma li sa già distinguere a naso».

Il Gracchio 2008 verrà presentato domani alle 21 al ristorante Zenzero di viale Colombo a Marina: Piccini introdurrà la degustazione di rossi della nostra zona, ("Vermentino rosè 2008", "Perla Nera 2008", "Il Gracchio 2008", "Cinqueterre Sciacchetrà 2007") abbinati ai piatti preparati dai due fratelli Davide e Matteo Cargiolli.

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