Proteste
LO SCONTRO POLITICO
Pucci: per l'Ici andrò dal giudice
Chiara Sillicani
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IL SINDACO. Disposto a passare alle vie legaliEra soltanto un'imposta per i massesi. Poco amata certo, come tutte le tasse. Ma adesso l'Ici è diventata qualcosa di più: è l'elemento intorno a cui si è acceso e si alimenta di giorno in giorno il dibattito politico. Massa Servizi (ergo Ariete) non avrebbe, infatti, controllato i pagamenti relativi al 2004. E ora non c'è più tempo: dopo 5 anni entra in gioco la prescrizione. E addio controlli
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MASSA. Era soltanto un'imposta per i massesi. Poco amata certo, come tutte le tasse. Ma adesso l'Ici è diventata qualcosa di più: è l'elemento intorno a cui si è acceso e si alimenta di giorno in giorno il dibattito politico. Massa Servizi (ergo Ariete) non avrebbe, infatti, controllato i pagamenti relativi al 2004. E ora non c'è più tempo: dopo 5 anni entra in gioco la prescrizione. E addio controlli.
E tra le tante voci, si alza quella del primo cittadino che sulla questione vuol far chiarezza. Una volta per tutte. Massa Servizi e soprattutto Ariete, suo socio minoritario, ma braccio operativo, potrebbero obiettare che gli accertamenti non sono stati fatti perché le condizioni lo impedivano: un procedimento di autotutela del Comune, una delibera di revoca dell'affidamento a Massa Servizi e una sentenza sfavorevole del Tar. E proprio su questa eventuale obiezione, Pucci mette i puntini sulle "i": «Certo - ribadisce - la prescrizione subentra dopo cinque anni, quindi nel 2009 per l'Ici evasa nel 2004, ma perché Ariete non si è occupata di fare gli accertamenti negli anni precedenti? Niente lo avrebbe impedito, si è invece mossa in extremis». E puntualizza che fino al 31 dicembre dello scorso anno Massa Servizi (che ancora esiste, con tanto di presidente e consiglio di amministrazione) «aveva la piena operatività». Ma la responsabilità per gli eventuali controlli non eseguiti sarebbe di Ariete: «se gli accertamenti non sono stati fatti, non c'è alcuna giustificazione per Ariete». Poi la frase più pesante: «tutti saranno chiamati a rispondere per le loro responsabilità. Anche in tribunale».
Parola del primo cittadino. Quindi quella di Pucci diventa una replica decisa a chi, Pd in primis, ha accusato l'amministrazione di non aver controllato l'operato di Ariete tramite Massa Servizi di cui il comune è socio maggioritario. «Massa Servizi non ha gli strumenti di controllo, non ha mai avuto un dipendente e questo per volontà di Ariete che si è sempre opposta al passaggio di impiegati a Massa Servizi». E racconta di quando nel 2001 non approvò un bilancio di Massa Servizi «proprio perché Ariete era contraria al trasferimento di personale». Poi a rafforzare il ruolo dominante del socio Ariete sarebbe arrivata la convenzione del 2005 con cui gli venivano ceduti tutti gli obblighi. E Massa Servizi sarebbe diventata, come dire, una scatola vuota incapace di tenere sotto scacco il suo braccio operativo. Poi un'importante precisazione: «A Gastoldi (amministratore delegato di Massa Servizi ed espressione di Ariete nel consiglio ndr) il 2 settembre è stata rinnovata la delega per i rapporti con il Comune, perché - è la domanda di Pucci - non si è fatto sentire, non ci ha informato o non ci ha sollecitato a fare quanto, comunque, competeva ad Ariete?».
E tra le tante voci, si alza quella del primo cittadino che sulla questione vuol far chiarezza. Una volta per tutte. Massa Servizi e soprattutto Ariete, suo socio minoritario, ma braccio operativo, potrebbero obiettare che gli accertamenti non sono stati fatti perché le condizioni lo impedivano: un procedimento di autotutela del Comune, una delibera di revoca dell'affidamento a Massa Servizi e una sentenza sfavorevole del Tar. E proprio su questa eventuale obiezione, Pucci mette i puntini sulle "i": «Certo - ribadisce - la prescrizione subentra dopo cinque anni, quindi nel 2009 per l'Ici evasa nel 2004, ma perché Ariete non si è occupata di fare gli accertamenti negli anni precedenti? Niente lo avrebbe impedito, si è invece mossa in extremis». E puntualizza che fino al 31 dicembre dello scorso anno Massa Servizi (che ancora esiste, con tanto di presidente e consiglio di amministrazione) «aveva la piena operatività». Ma la responsabilità per gli eventuali controlli non eseguiti sarebbe di Ariete: «se gli accertamenti non sono stati fatti, non c'è alcuna giustificazione per Ariete». Poi la frase più pesante: «tutti saranno chiamati a rispondere per le loro responsabilità. Anche in tribunale».
Parola del primo cittadino. Quindi quella di Pucci diventa una replica decisa a chi, Pd in primis, ha accusato l'amministrazione di non aver controllato l'operato di Ariete tramite Massa Servizi di cui il comune è socio maggioritario. «Massa Servizi non ha gli strumenti di controllo, non ha mai avuto un dipendente e questo per volontà di Ariete che si è sempre opposta al passaggio di impiegati a Massa Servizi». E racconta di quando nel 2001 non approvò un bilancio di Massa Servizi «proprio perché Ariete era contraria al trasferimento di personale». Poi a rafforzare il ruolo dominante del socio Ariete sarebbe arrivata la convenzione del 2005 con cui gli venivano ceduti tutti gli obblighi. E Massa Servizi sarebbe diventata, come dire, una scatola vuota incapace di tenere sotto scacco il suo braccio operativo. Poi un'importante precisazione: «A Gastoldi (amministratore delegato di Massa Servizi ed espressione di Ariete nel consiglio ndr) il 2 settembre è stata rinnovata la delega per i rapporti con il Comune, perché - è la domanda di Pucci - non si è fatto sentire, non ci ha informato o non ci ha sollecitato a fare quanto, comunque, competeva ad Ariete?».
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