Il dolore
IL GIALLO
La Procura: dubbi sui farmaci
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Il pm Federico ManottiUna morte drammatica, nella propria camera da letto. E tanti dubbi legati a una possibile errata prescrizione dei farmaci. Quelli che avrebbero dovuta farla star meglio e che potrebbero essere causa della sua morte. Sono questi i quesiti a cui adesso la magistratura, anche alla luce dell'autopsia che sarà effettuata oggi, vuole dare risposta
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CARRARA. Una morte drammatica, nella propria camera da letto. E tanti dubbi legati a una possibile errata prescrizione dei farmaci. Quelli che avrebbero dovuta farla star meglio e che potrebbero essere causa della sua morte.
Sono questi i quesiti a cui adesso la magistratura, anche alla luce dell'autopsia che sarà effettuata oggi, vuole dare risposta.
È ancora giallo sulla morte della giovane madre ritrovata dalla figlia di nove anni, ormai senza vita, nella propria stanza.
Una vicenda sconvolgente che ha gettato nella disperazione i famigliari e gli amici della donna, quelli che da anni vivevano con lei il grande disagio che l'aveva colpita, facendola diventare sempre più schiva.
La donna era in cura al Centro di igiene mentale. E il dubbio inquietante, quello che adesso sta vagliando la magistratura (il procuratore titolare dell'inchiesta è Federico Manotti), è proprio legato alla prescrizione dei tranquillanti che la donna assumeva.
Nel mirino sono finiti proprio i farmaci che la donna, in cura presso il Cim di Massa, assumeva ormai da tempo. E che, nella notte di venerdì, forse per un errato dosaggio, non l'avrebbero più fatta risvegliare.
La magistratura vuole fare chiarezza proprio su questo: capire cioè se c'è una qualche responsabilità nella prescrizione dei farmaci. Perché, a più di ventiquattr'ore dalla morte, la causa della morte non risulta chiara. Insomma un solo farmaco, anche un potente tranquillante, non avrebbe potuto - stando alle prime indagini - avere causato il decesso. Quindi resta il dubbio di una qualche responsabilità nella prescrizione dei medicinali. È su
questo si stanno concentrando le indagini.
Intanto ieri all'obitorio il dolore degli amici e dei parenti della giovane madre che lascia il marito e una figlia. Tutti la ricordano come una donna riservata, che usciva pochissimo di casa e, le rare volte che lo faceva, teneva sempre lo sguardo fisso a terra. Una giovane madre che da anni viveva un grande disagio: i vicini di casa la ricordano insieme alla sua bambina, qualche volta, nel giardino della palazzina in cui viveva. «La bimba ci chiamava per nome e ci salutava - raccontano - la madre era molto più riservata ma anche lei educata. Qui nel palazzo non ha mai avuto screzi con nessuno».
E sono stati in tanti ieri a volerle dare un saluto all'obitorio dove si trova il corpo in attesa dell'autopsia prevista per oggi. Due dolori strazianti, a pochi metri di distanza: la giovane madre abitava in linea d'aria a pochi metri dalla casa della 22enne morta all'alba di ieri in un incidente stradale. Gli amici e i parenti delle due donne si sono trovati vicini, uniti da un dolore annientante.
Quello per una giovane vita stroncata e per una madre che non potrà più abbracciare la sua bambina. Proprio quella piccola che era andata a svegliarla e l'ha trovata senza vita.
Nel caso della giovane mamma al dolore si aggiunge il giallo delle responsabilità. Perché adesso quello su cui l'inchiesta in corso vuole fare luce è proprio questo: capire se c'è stata una prescrizione errata che è costata la vita alla donna di Avenza.
A.V.
Sono questi i quesiti a cui adesso la magistratura, anche alla luce dell'autopsia che sarà effettuata oggi, vuole dare risposta.
È ancora giallo sulla morte della giovane madre ritrovata dalla figlia di nove anni, ormai senza vita, nella propria stanza.
Una vicenda sconvolgente che ha gettato nella disperazione i famigliari e gli amici della donna, quelli che da anni vivevano con lei il grande disagio che l'aveva colpita, facendola diventare sempre più schiva.
La donna era in cura al Centro di igiene mentale. E il dubbio inquietante, quello che adesso sta vagliando la magistratura (il procuratore titolare dell'inchiesta è Federico Manotti), è proprio legato alla prescrizione dei tranquillanti che la donna assumeva.
Nel mirino sono finiti proprio i farmaci che la donna, in cura presso il Cim di Massa, assumeva ormai da tempo. E che, nella notte di venerdì, forse per un errato dosaggio, non l'avrebbero più fatta risvegliare.
La magistratura vuole fare chiarezza proprio su questo: capire cioè se c'è una qualche responsabilità nella prescrizione dei farmaci. Perché, a più di ventiquattr'ore dalla morte, la causa della morte non risulta chiara. Insomma un solo farmaco, anche un potente tranquillante, non avrebbe potuto - stando alle prime indagini - avere causato il decesso. Quindi resta il dubbio di una qualche responsabilità nella prescrizione dei medicinali. È su
questo si stanno concentrando le indagini.
Intanto ieri all'obitorio il dolore degli amici e dei parenti della giovane madre che lascia il marito e una figlia. Tutti la ricordano come una donna riservata, che usciva pochissimo di casa e, le rare volte che lo faceva, teneva sempre lo sguardo fisso a terra. Una giovane madre che da anni viveva un grande disagio: i vicini di casa la ricordano insieme alla sua bambina, qualche volta, nel giardino della palazzina in cui viveva. «La bimba ci chiamava per nome e ci salutava - raccontano - la madre era molto più riservata ma anche lei educata. Qui nel palazzo non ha mai avuto screzi con nessuno».
E sono stati in tanti ieri a volerle dare un saluto all'obitorio dove si trova il corpo in attesa dell'autopsia prevista per oggi. Due dolori strazianti, a pochi metri di distanza: la giovane madre abitava in linea d'aria a pochi metri dalla casa della 22enne morta all'alba di ieri in un incidente stradale. Gli amici e i parenti delle due donne si sono trovati vicini, uniti da un dolore annientante.
Quello per una giovane vita stroncata e per una madre che non potrà più abbracciare la sua bambina. Proprio quella piccola che era andata a svegliarla e l'ha trovata senza vita.
Nel caso della giovane mamma al dolore si aggiunge il giallo delle responsabilità. Perché adesso quello su cui l'inchiesta in corso vuole fare luce è proprio questo: capire se c'è stata una prescrizione errata che è costata la vita alla donna di Avenza.
A.V.
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