Il Tirreno

20MILA EURO

Casa rovinata dai pini: «Il comune paghi»

<strong>PINI NEL MIRINO</strong>. Chiesti 20mila euro al Comune come risarcimento
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PINI NEL MIRINO. Chiesti 20mila euro al Comune come risarcimento

Tutto ruota intorno ad alcuni alberi di pino. Alberi che al Comune potrebbero costare cari. La storia comincia in via Pontinia e finisce in una delibera con cui il Comune si costituisce in giudizio: in parole semplici accetta di presentarsi davanti al Tribunale di Massa. Con la speranza di non pagare gli oltre 20mila euro di danni richiesti da una cittadina

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MASSA. Tutto ruota intorno ad alcuni alberi di pino. Alberi che al Comune potrebbero costare cari.

La storia comincia in via Pontinia e finisce in una delibera con cui il Comune si costituisce in giudizio: in parole semplici accetta di presentarsi davanti al Tribunale di Massa.

Con la speranza di non pagare gli oltre 20mila euro di danni richiesti da una cittadina. Insomma al centro di tutto sono alcuni pini che si trovano appunto in via Pontinia, una traversa di via Aurelia Ovest, a Castagnola. Gli alberi sono di proprietà del Comune e secondo la donna, che cita in giudizio l'amministrazione, proprio quegli alberi sarebbero la causa di parecchi danni alla sua abitazione. Per rimettere a nuovo la sua casa la signora avrebbe sborsato quasi 21mila euro (20mila e 926 euro e 5 centesimi).

E adesso chiede al Comune, che dei pini è il proprietario, di ridarle tutti quei soldi. Non solo, pretende anche rivalutazione ed interessi. Il Comune, di fronte alla richiesta, ha subito bussato alle porte della sua compagnia assicurativa. L'ente, infatti, è assicurato, come si legge nella delibera, «per il rischio di risarcimento danni da responsabilità civile verso terzi».

Ma è andata male, perché l'assicurazione ha risposto con un no secco, motivando il suo rifiuto al pagamento: «il fatto accaduto non si ritiene coperto da polizza assicurativa, trattandosi di danno non derivato da fatto accidentale». Insomma, secondo l'assicurazione, non sarebbe stata una casualità a danneggiare l'abitazione della donna. L'assicurazione, quindi, ha rifiutato di assumere la gestione diretta del contenzioso.

E la palla è passata al Comune che ha deciso di presentarsi di fronte al Tribunale con uno scopo preciso: definire le responsabilità, individuare il soggetto tenuto al risarcimento e l'entità del danno.

Il Comune quindi decide di non pagare, almeno per ora e preferisce presentarsi di fronte al Tribunale. Intanto spende mille e 224 euro come acconto per il legale che lo rappresenterà in giudizio.

Ha preferito, invece, risolvere in via stragiudiziale un altro contenzioso: una cittadina chiedeva all'amministrazione 516 euro. Aveva richiesto un certificato di stato di famiglia storico che le serviva per una dichiarazione di successione. Ma quel certificato conteneva un errore. E alla donna è toccato rettificare una serie di documenti. E ci ha rimesso diversi soldi: 447 euro per l'agenzia delle entrate e poco meno di 70 per quella del territorio. Il Comune, consapevole dell'errore materiale, ha preferito, in questo caso, trovare un accoro.

La donna ha accettato 800 euro, comprensivi anche di un parziale rimborso delle spese legali. Tribunale evitato in questo caso per il Comune.
C.S.

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