Il dolore
ARRESTO
Manager e pizzini per la droga sgominata gang internazionale
Un pusher-manager alla guida e pizzini per comunicare: undici arresti tra Pisa, Prato, Massa e Firenze. Una vera e propria multinazionale del crimine, attenta alle leggi di mercato, che comunicava con un linguaggio in codice e non disdegnava i 'pizzini' per evitare intercettazioni
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Una vera e propria multinazionale del crimine, attenta alle leggi di mercato, che comunicava con un linguaggio in codice e non disdegnava i 'pizzini' per evitare intercettazioni. Sono le caratteristiche dell'organizzazione criminale albanese, attiva in Italia, Albania, Spagna e Olanda, smantellata dal comando provinciale della guardia di finanza di Firenze con l'operazione 'Santo Graal': 35 le ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguite (34 albanesi e una donna toscana), oltre al sequestro di 227 kg di sostanze stupefacenti (eroina, cocaina e marijuana), con un valore sul mercato di oltre 20 milioni.
Sequestrate, inoltre, 4 pistole, 176 cartucce, 8 automezzi e 17 mila euro in contanti: 32 sono stati gli arresti effettuati in Italia, 3 i mandati di arresto europeo. Le regioni italiane coinvolte sono Toscana (11 arresti, tra Firenze, Prato, Pisa e Massa), Lombardia (9), Veneto (6), Marche (3), Puglia (2), Emilia Romagna (1).
Le indagini, dirette dal sostituto procuratore Pietro Suchan della Dda di Firenze, partite nel maggio del 2007, hanno portato anche all'arresto in flagranza di reato di 36 corrieri della droga (quasi tutti albanesi), più uno denunciato a piede libero.
Le ordinanze di custodia sono state emesse dal gip Pietro Ferrante. "Un'organizzazione molto pericolosa che operava secondo logiche manageriali tipiche di un'impresa, ovviamente un'impresa criminale - ha spiegato il generale Gaetano Mastropierro, comandante provinciale della guardia di finanza -; dava grande attenzione alla domanda e alla offerta, ai ricavi, alla raccolta di risorse finanziarie o ai rapporti con l'estero, usava internet e aveva magazzini e luoghi di stoccaggio. Stimiamo che in questi anni abbia importato 400-500 kg di droga, con ricavi per oltre 50 milioni".
"A capo c'era un solo uomo - ha aggiunto Mastropierro -, arrestato in Albania, che dava le direttive come un moderno dirigente d'azienda. L'eroina arrivava dall'Albania, la cocaina da Spagna e Olanda. Gli arrestati svolgevano apparentemente una vita normale, molti erano operai: uno era anche titolare di una piccola impresa nel pisano".
"Cogliamo l'occasione - ha concluso il colonnello Giuseppe Grassi, comandante del nucleo provinciale di polizia tributaria - per ribadire la massima attenzione al problema dell'eroina, ormai venduta sul mercato anche a 20-30 euro al grammo".
Sequestrate, inoltre, 4 pistole, 176 cartucce, 8 automezzi e 17 mila euro in contanti: 32 sono stati gli arresti effettuati in Italia, 3 i mandati di arresto europeo. Le regioni italiane coinvolte sono Toscana (11 arresti, tra Firenze, Prato, Pisa e Massa), Lombardia (9), Veneto (6), Marche (3), Puglia (2), Emilia Romagna (1).
Le indagini, dirette dal sostituto procuratore Pietro Suchan della Dda di Firenze, partite nel maggio del 2007, hanno portato anche all'arresto in flagranza di reato di 36 corrieri della droga (quasi tutti albanesi), più uno denunciato a piede libero.
Le ordinanze di custodia sono state emesse dal gip Pietro Ferrante. "Un'organizzazione molto pericolosa che operava secondo logiche manageriali tipiche di un'impresa, ovviamente un'impresa criminale - ha spiegato il generale Gaetano Mastropierro, comandante provinciale della guardia di finanza -; dava grande attenzione alla domanda e alla offerta, ai ricavi, alla raccolta di risorse finanziarie o ai rapporti con l'estero, usava internet e aveva magazzini e luoghi di stoccaggio. Stimiamo che in questi anni abbia importato 400-500 kg di droga, con ricavi per oltre 50 milioni".
"A capo c'era un solo uomo - ha aggiunto Mastropierro -, arrestato in Albania, che dava le direttive come un moderno dirigente d'azienda. L'eroina arrivava dall'Albania, la cocaina da Spagna e Olanda. Gli arrestati svolgevano apparentemente una vita normale, molti erano operai: uno era anche titolare di una piccola impresa nel pisano".
"Cogliamo l'occasione - ha concluso il colonnello Giuseppe Grassi, comandante del nucleo provinciale di polizia tributaria - per ribadire la massima attenzione al problema dell'eroina, ormai venduta sul mercato anche a 20-30 euro al grammo".
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