Proteste
Alcuni titolari sono caduti nel tranello
Raffica di e-mail truffaI codici di Cartasì a rischio
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Attenzione alle email che arrivano in posta elettronica: molte volte il rischio è di vedersi portare via i soldi dal conto«Essa è giunta alla nostra attenzione che il Banco Cartasi informazioni sul tuo conto deve essere aggiornato come parte del nostro continuo impegno per proteggere il tuo account e di ridurre i casi di frodi sul nostro sito web. Se si potesse si prega di prendere 5-10 minuti dalla vostra esperienza online e aggiornare i record
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MASSA. «Essa è giunta alla nostra attenzione che il Banco Cartasi informazioni sul tuo conto deve essere aggiornato come parte del nostro continuo impegno per proteggere il tuo account e di ridurre i casi di frodi sul nostro sito web. Se si potesse si prega di prendere 5-10 minuti dalla vostra esperienza online e aggiornare i record non saranno pubblicati nei prossimi numeri con il servizio on-line. Tuttavia, l'assenza di aggiornare i record si tradurrà in considerazione la sospensione. Si prega di aggiornare i record prima: Friday 15 January 2010». È il testo, decisamente sgrammaticato, di una email che in questi giorni sta circolando nella posta elettronica di numerosi massesi. Occhio, si tratta dell'ennesima truffa.
Il messaggio continuava con un'avvertenza: «Dopo aver aggiornato i record account, l'account di Banco Cartasì attività non verrà interrotto e continuerà normalmente». A chiudere il link che faceva accedere direttamente a un sito - falso - di Cartasì. Ed è qui che venivano richiesti numeri di codice pin, password e altri dati personali. E qualcuno c'è caduto, tanto da recarsi poi a fare denuncia in questura. E hanno scoperto che la truffa gira già da qualche mese in Toscana e in tutta Italia.
Il servizio clienti CartaSì ha spiegato che il fenomeno dura da due mesi, ma le forze dell'ordine da più di un anno stanno lavorando su centinaia di casi come quello che sta accadendo ultimamente con Cartasì. Il fenomeno del resto è difficile da debellare, perché i server da cui partono sono all'estero e si rigenerano continuamente. Il fenomeno si chiama phishing ed è una pratica illegale organizzata da persone che inviano agli ignari utenti messaggi email apparentemente simili a quelli di aziende note, come CartaSì o la propria banca, per cercare di carpire informazioni riservate e sensibili (codici di accesso, dati della carta di credito o personali). Il cliente è invitato con una scusa plausibile a cliccare per dare la conferma di autenticazione e a quel punto avrà consegnato nelle mani dei truffatori i dati necessari per procedere alla sottrazione di denaro.
Basta non avere gli occhi aperti ed ecco che cadere in una truffa come questa è un lampo. A un sessantenne tempo fa furono portati via circa tremila euro. L'uomo era stato avvisato dell'acquisto con una carta di un capo di abbigliamento. Credeva che a farlo era stata la moglie e così aveva immesso i suoi dati, visto che la merce risultava non essere stata pagata per un disguido. L'avvertenza è di non rispondere mai a email di questo genere. Se avete dubbi basta contattare la banca o il fornitore della carta.
Il messaggio continuava con un'avvertenza: «Dopo aver aggiornato i record account, l'account di Banco Cartasì attività non verrà interrotto e continuerà normalmente». A chiudere il link che faceva accedere direttamente a un sito - falso - di Cartasì. Ed è qui che venivano richiesti numeri di codice pin, password e altri dati personali. E qualcuno c'è caduto, tanto da recarsi poi a fare denuncia in questura. E hanno scoperto che la truffa gira già da qualche mese in Toscana e in tutta Italia.
Il servizio clienti CartaSì ha spiegato che il fenomeno dura da due mesi, ma le forze dell'ordine da più di un anno stanno lavorando su centinaia di casi come quello che sta accadendo ultimamente con Cartasì. Il fenomeno del resto è difficile da debellare, perché i server da cui partono sono all'estero e si rigenerano continuamente. Il fenomeno si chiama phishing ed è una pratica illegale organizzata da persone che inviano agli ignari utenti messaggi email apparentemente simili a quelli di aziende note, come CartaSì o la propria banca, per cercare di carpire informazioni riservate e sensibili (codici di accesso, dati della carta di credito o personali). Il cliente è invitato con una scusa plausibile a cliccare per dare la conferma di autenticazione e a quel punto avrà consegnato nelle mani dei truffatori i dati necessari per procedere alla sottrazione di denaro.
Basta non avere gli occhi aperti ed ecco che cadere in una truffa come questa è un lampo. A un sessantenne tempo fa furono portati via circa tremila euro. L'uomo era stato avvisato dell'acquisto con una carta di un capo di abbigliamento. Credeva che a farlo era stata la moglie e così aveva immesso i suoi dati, visto che la merce risultava non essere stata pagata per un disguido. L'avvertenza è di non rispondere mai a email di questo genere. Se avete dubbi basta contattare la banca o il fornitore della carta.
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