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E ora spunta una tassa sul porto turistico

Alessandra Vivoli
Una veduta del porto di Marina di Carrara
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Una veduta del porto di Marina di Carrara

Il porto turistico è ancora (solo) sulla carta. O meglio nel protocollo d'intesa siglato dai due sindaci di Massa e di Carrara, e approvato dai due consigli comunali. Ma finisce già al centro delle polemiche: perché una parte delle risorse derivate dalla gestione dovrà essere sborsata per salvaguardare il litorale. Come una tassa in più da pagare alle amministrazioni

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CARRARA. Il porto turistico è ancora (solo) sulla carta. O meglio nel protocollo d'intesa siglato dai due sindaci di Massa e di Carrara, e approvato dai due consigli comunali. Ma finisce già al centro delle polemiche: perché una parte delle risorse derivate dalla gestione dovrà essere sborsata per salvaguardare il litorale. Come una tassa in più da pagare alle amministrazioni.

Il progetto è ancora sulla carta. Ed è ancora presto - assicura il presidente dell'Autorità portuale Luigi Guccinelli - anche per assegnare la progettazione: «L'avvio ufficiale del procedimento è fissato al 31 marzo 2010, quindi prima di allora non possiamo muoverci, anche se stiamo già facendo alcune verifiche. Trattandosi di un'opera così importante abbiamo bisogno di tempo e non di decisioni affrettate».

Ma, intanto, la gestione del porticciolo fa già discutere. Perché (nell'articolo 9 del protocollo) è messo nero su bianco che: «una parte delle risorse che deriveranno dalla gestione del porto dovranno essere utilizzate per il mantenimento del riequilibrio del litorale apuano dal confine con la provincia della Spezia fino al confine con la provincia di Lucca».

Insomma una cura anti erosione per cui dovranno sborsare parte dei loro proventi la società di gestione del nuovo porto turistico. Con il rischio - secondo alcuni - di andare «fuori mercato» e cioè di dover applicare prezzi più alti rispetto ai vicini, anzi molto vicini come il futuro porticciolo di Marinella.

«Ma dove lo troveremo un privato che viene qui a sborsare 4 o 5 milioni l'anno per salvaguardare il litorale? - si chiede Gianni Musetti della Destra - Il rischio è che quei soldi poi finiscano per pagarli i comuni e, di fatto, i cittadini». «Mi sembra che tutto il progetto del porto turistico - continua Musetti - sia solo uno specchietto per le allodole per fare andare avanti il piano regolatore dello scalo commerciale: l'Autorità portuale aveva bisogno solo dell'intesa fra i due comuni interessati. Adesso ha carta bianca per un maxi progetto, ma sul porto commerciale».

Per il sindaco di Massa Roberto Pucci il problema legato alla «tassa» anti erosione non esiste. Anzi il protocollo ha messo nero su bianco un importante provvedimento tampone per salvaguardare il litorale. E a tutela dell'intero comparto turistico locale, quello che esiste già.

«Nessuna tassa occulta - spiega Pucci - chi gestirà il porto turistico è come se dovesse pagare un affitto aggiuntivo che, naturalmente, sarà calcolato in base a quello che uno ci metterà dentro quel porto».
Il sindaco di Massa cerca di fare chiarezza. «L'idea, e mi sembra sia stata già ampliamente spiegata, non è quella di fare un porto dormiente, solo per l'ormeggio delle barche - mette in evidenza - ma un vero e proprio centro commerciale sul mare, con bar, ristoranti, negozi e discoteche. Insomma proprio come tutti i porticcioli turistici che si vendono in giro per il mondo».

Dello stesso avviso anche Dino Sodini, presidente di Cna: «Non credo che ci sia il pericolo di andare fuori mercato, perché stiamo parlando di un sistema porto che comprende anche il residenziale e gli alberghi e non di un mero ricovero per le barche - sottolinea Sodini - È da questo sistema che dovrà essere calcolato il contributo economico a favore del ripascimento, per tutelare l'intero litorale».

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