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DEFUNTI

Disperdere le ceneri? Ora si può

C.F.
Una panoramica del cimitero comunale di Mirteto e sotto l’assessore ai Servizi sociali Gabriella Gabrielli
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Una panoramica del cimitero comunale di Mirteto e sotto l’assessore ai Servizi sociali Gabriella Gabrielli

Disperdere al vento le salme dei defunti? Da adesso si può, anche a Massa. Grazie all'approvazione del nuovo regolamento dei servizi cimiteriali che recepisce le normative nazionali e regionali sulla cremazione e il destino delle ceneri.
Il nuovo disciplinare è stato approvato venerdì in consiglio comunale, all'unanimità; la vecchia normativa risaliva al 1975

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MASSA. Disperdere al vento le salme dei defunti? Da adesso si può, anche a Massa. Grazie all'approvazione del nuovo regolamento dei servizi cimiteriali che recepisce le normative nazionali e regionali sulla cremazione e il destino delle ceneri.
Il nuovo disciplinare è stato approvato venerdì in consiglio comunale, all'unanimità; la vecchia normativa risaliva al 1975. Soddisfatta l'assessore al Sociale Gabriella Gabrielli, che sottolinea come ci sia stato «un grande lavoro della commissione consigliare e della giunta. Il voto a favore sia del centrodestra sia del Pd, conferma, mi sembra, la bontà di questo lavoro».

La novità principale del regolamento riguarda la dispersione delle ceneri.
I resti cremati dei nostri cari potranno essere dispersi in mare (a oltre mezzo miglio dalla costa), in montagna (a distanza di oltre 200 metri da centri abitati), nei fiumi e anche in aree private (giardini e campi) e in spazi appositi previsti all'interno dei cimiteri. Per fare questo, però, così come stabilisce la legge regionale in materia (del 2004), ci dovrà essere una disposizione testamentaria o una dichiarazione lasciata dal defunto.
Chi sceglierà, dunque di non inumare la salma del proprio congiunto ma di trasformarla in cenere, riceverà l'urna cineraria e potrà decidere di lasciarla nel cimitero (come le salme non incenerite), oppure di conservarla in casa, oppure di disperderne le ceneri: "Polvere eri, polvere ritornerai".

L'altra novità riguarda l'accoglimento nei cimiteri cittadini di non massesi. Stabilito il principio generale che il cimitero riceve cadaveri «senza distinzione di origine, cittadinanza e religione», il regolamento prevede che possano essere seppelliti nei camposanti massesi anche le persone che vivevano e risiedevano fuori Comune, ma che a Massa avevano il coniuge e i parenti di primo e secondo grado.
Per quanto riguarda il forno crematorio - argomento delicato, visto che è attorno a quell'impianto che si è materializzato lo scandalo delle cremazioni - il nuovo regolamento stabilisce che a Mirteto possono essere cremati a che cadaveri, resti mortali e ossa provenienti da altri Comuni sprovvisti di impianto di cremazione «nei limiti della capacità dell'impianto».

Il regolamento detta poi una serie di prescrizioni di controllo evidentemente mirate a evitare il ripetersi di quanto accaduto negli anni scorsi, quanto a Mirteto, stando all'indagine della procura succedeva «di tutto» nello "smaltimento" delle salme. E sempre in tema, il regolamento stabilisce che agli ingressi principali dei cimiteri vengano installate telecamere collegate al comando di polizia municipale per controllare violazioni e illeciti, soprattutto al di fuori degli orari consentiti.
Infine, due prescrizioni curiose: le lapidi di chiusura di loculi e ossari dovranno essere in marmo bianco; le epigrafi devono essere scritte in italiano o altre lingue, purché il testo contenga anche la traduzione in italiano.

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