Attenzione
l'emergenza
In biblioteca fra crepe, calcinacci e buchi
Alessandra Vivoli
◗
Il muro incerottato in biblioteca e la sala di lettura MinervaCrepe larghe un palmo sulle pareti. Buchi sui muri. Libri accatastati sui tavoli, proprio nella stanza dove si riceve il pubblico, e coperti alla bell'e meglio con un telone di plastica. E, soprattutto, tanta paura: quella dei dipendenti della biblioteca comunale. Sono stati proprio gli impiegati della biblioteca a segnalarci ieri il loro disagio
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CARRARA. Crepe larghe un palmo sulle pareti. Buchi sui muri. Libri accatastati sui tavoli, proprio nella stanza dove si riceve il pubblico, e coperti alla bell'e meglio con un telone di plastica. E, soprattutto, tanta paura: quella dei dipendenti della biblioteca comunale.
Sono stati proprio gli impiegati della biblioteca, ma anche quelli dell'ufficio marmo l'hanno confermato, a segnalarci ieri il loro disagio. E la difficoltà a lavorare in quello che ha tutto l'aspetto di un cantiere aperto. Con verifiche strutturali in corso e tanto di «vetrini» per misurare la stabilità dell'edificio, già posizionati all'interno delle crepe più grosse. C'è anche chi ha pensato di mettersi in ferie, pur di allontanarsi dal posto di lavoro, negli uffici di quel maestoso palazzo rosso sotto osservazione. Un'emergenza che parte da lontano. È cominciata l'estate scorsa quando venne giù il calcinaccio in alcune parti del Palazzo rosso di via del Plebiscito. Rivelando le crepe, alcune ricordo del terremoto del 1995, e altre nuove di zecca. Già in quell'occasione c'era stata la segnalazione da parte dei dipendenti della biblioteca: che avevano evidenziati i loro timori.
A distanza di mesi i lavori di verifica sono cominciati. Un magazzino al terzo piano è stato svuotato e 10mila volumi hanno già traslocato in una stanza della sede del catasto., poco distante dalla biblioteca comunale, in via VII Luglio.
Ma dentro agli uffici si continua a lavorare e la sala da lettura Minerva (anch'essa con le sue belle crepe) è aperta al pubblico regolarmente.
I dipendenti hanno paura. Anche di avere problemi su lavoro. E per questo preferiscono non «metterci la faccia». Ma vogliono denunciare una situazione che va avanti ormai da mesi: anzi da quando sono cominciate le verifiche strutturali alcune pareti sono state ulteriormente «aperte» per consentire di studiare l'andamento delle crepe e il posizionamento dei vetrini.
«Noi qui non ci sentiamo tranquilli - dicono alcuni dipendenti - non capiamo perché, fino a che non saranno terminati i lavori non ci trasferiscono da un'altra parte. C0è ad esempio il museo di San Francersco che ormai è chiuso da tempo, perché non si pensa ad un trasloco temporaneo che garantirebbe maggiore tranquillità a tutti?»
L'assessore alla Cultura Giovanna Bernardini replica a distanza: «Non c'è assolutamente allarmismo, la struttura è sicura e dovranno essere effettuati dei lavori. È prematuro parlare di trasferimenti». Dell'emergenza di Palazzo rosso si è parlato anche nella seduta di giunta: «Le situazioni da risolvere per prime sono quelle dei pianti altri - afferma il direttore generale Marco Tonelli - dove si trovano gli uffici Ambiente e Marmo. La biblioteca è sotto controllo».
Sono stati proprio gli impiegati della biblioteca, ma anche quelli dell'ufficio marmo l'hanno confermato, a segnalarci ieri il loro disagio. E la difficoltà a lavorare in quello che ha tutto l'aspetto di un cantiere aperto. Con verifiche strutturali in corso e tanto di «vetrini» per misurare la stabilità dell'edificio, già posizionati all'interno delle crepe più grosse. C'è anche chi ha pensato di mettersi in ferie, pur di allontanarsi dal posto di lavoro, negli uffici di quel maestoso palazzo rosso sotto osservazione. Un'emergenza che parte da lontano. È cominciata l'estate scorsa quando venne giù il calcinaccio in alcune parti del Palazzo rosso di via del Plebiscito. Rivelando le crepe, alcune ricordo del terremoto del 1995, e altre nuove di zecca. Già in quell'occasione c'era stata la segnalazione da parte dei dipendenti della biblioteca: che avevano evidenziati i loro timori.
A distanza di mesi i lavori di verifica sono cominciati. Un magazzino al terzo piano è stato svuotato e 10mila volumi hanno già traslocato in una stanza della sede del catasto., poco distante dalla biblioteca comunale, in via VII Luglio.
Ma dentro agli uffici si continua a lavorare e la sala da lettura Minerva (anch'essa con le sue belle crepe) è aperta al pubblico regolarmente.
I dipendenti hanno paura. Anche di avere problemi su lavoro. E per questo preferiscono non «metterci la faccia». Ma vogliono denunciare una situazione che va avanti ormai da mesi: anzi da quando sono cominciate le verifiche strutturali alcune pareti sono state ulteriormente «aperte» per consentire di studiare l'andamento delle crepe e il posizionamento dei vetrini.
«Noi qui non ci sentiamo tranquilli - dicono alcuni dipendenti - non capiamo perché, fino a che non saranno terminati i lavori non ci trasferiscono da un'altra parte. C0è ad esempio il museo di San Francersco che ormai è chiuso da tempo, perché non si pensa ad un trasloco temporaneo che garantirebbe maggiore tranquillità a tutti?»
L'assessore alla Cultura Giovanna Bernardini replica a distanza: «Non c'è assolutamente allarmismo, la struttura è sicura e dovranno essere effettuati dei lavori. È prematuro parlare di trasferimenti». Dell'emergenza di Palazzo rosso si è parlato anche nella seduta di giunta: «Le situazioni da risolvere per prime sono quelle dei pianti altri - afferma il direttore generale Marco Tonelli - dove si trovano gli uffici Ambiente e Marmo. La biblioteca è sotto controllo».
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