Il Tirreno

EMERGENZA EROSIONE

Il mare si porta via un altro bagno

Chiara Sillicani
Il mare si porta via un altro bagno

Succede come nelle vecchie case: metti mano al tetto e cede il solaio, ripari la cantina e la cucina ha bisogno di restyling. Fin quando ti convinci che non è più tempo di fare toppe: serve un intervento definitivo. Solo che questa volta non si parla di case, ma della sorte del nostro litorale

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MARINA. Succede come nelle vecchie case: metti mano al tetto e cede il solaio, ripari la cantina e la cucina ha bisogno di restyling. Fin quando ti convinci che non è più tempo di fare toppe: serve un intervento definitivo.

Solo che questa volta non si parla di case, ma della sorte del nostro litorale, dopo che ieri ha detto addio ad un altro stabilimento. A finire in acqua questa volta è stato l'Ida, un piccolo bagno, a pochi metri dal Magliano, dopo l'incrocio tra viale della Repubblica e il Lungomare, in direzione Viareggio.

Ida Manfredi, proprietaria dello stabilimento e dell'omonima pensione, a Ronchi, si mette le mani tra i capelli. «Guardate - ci dice - è un disastro».

Il crollo.
Da quelle parti le cose non sono mai andate alla grande: da anni il mare avanza. Ma non ci sia aspettava il crollo di ieri notte. Sulla spiaggia, davanti a quello che rimane del bagno, tra le nuvole si fa spazio l'arancio intenso del sole che va a dormire. A destra, in lontananza, i profili delle ruspe che stanno lavorando, nella zona della Conca d'oro. A sinistra, invece, la grande strada di massi eretta per salvare il bagno Palmo.
In mezzo l'Ida con le fondamenta erose, il piano doccia traballante, i massi di cemento della veranda finiti in acqua. Soltanto l'ombra di quello che era uno stabilimento.
Il mare è riuscito ad insinuarsi sotto la casetta di legno e ha divorato il cemento. Quello che c'era sopra è crollato.
Ma c'è di più: perché ad impressionare è il fatto che l'acqua si sia mangiata ogni granello di sabbia: ha portato alla luce quello che si nascondeva sotto la spiaggia, una sorta di via argillosa, massi e qualche mattone. Rimangono cemento e acqua. Niente altro. Difficile pensare di affrontare, in quelle condizioni, la stagione turistica. Tanto più che quello stabilimento era, per la famiglia Manfredi, una carta su cui puntare anche per richiamare clienti alla pensione di via Ronchi.

Il canale.
È quasi una processione quella dei balneari: arrivano all'Ida e danno un'occhiata e il pensiero che passa nella loro mente è facilmente deducibile: «Non toccherà anche a me la stessa sorte?». E uno di loro guarda all'orizzonte, verso i lavori in corso e si lascia sfuggire: «Quelli sono il problema». E propone una spiegazione: «Davanti a questi stabilimenti la corrente forma naturalmente una sorta di canale che gli interventi alla Conca d'Oro stanno progressivamente modificando, con gravi danni per il litorale di Ronchi».

La scogliera.
Ipotesi da dimostrare però. Anche se un'altra cosa, che i balneari mettono in luce, si può verificare ad occhio nudo. E questa volta si tratta della scogliera di sassi a difesa del Palmo. Tutti d'accordo che servisse, «ma perché non i geotubi?» è la domanda dei balneari. E, in effetti, il mare arriva a lambire la scogliera e forma un canale, insomma scava aumentando la profondità dei fondali. Basta fare due passi e a cinque metri dalla strada di massi si scopre che la riva è molto più indietro. «Sarà un problema con cui dovremo fare i conti - spiega Roberto Aliboni, presidente di Riviera Apuana - quando la scogliera verrà rimossa. A parte i sassi sulla spiaggia, il mare rimarrà avanzato e fin dalla battigia le profondità saranno significative».

I timori.
Anche il bagno vicino all'Ida, Il Delfino, è in pessime condizioni e il rischio è che a quello stabilimento tocchi la stessa sorte.

Riunione.
Ieri, nel tardo pomeriggio, i balneari si sono incontrati con l'assessore provinciale ai lavori pubblici Loris Rossetti, i tecnici e la ditta che sta realizzando il progetto antierosione. E la finalità è quella di stabilire in via definitiva l'inizio del cantiere a Ronchi. Nella speranza che anche su quel tratto di arenile possa tornare sdraio e ombrelloni.

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