Gioco
Deserto dopo l’indulto del 2006
Carcere fantasma, celle vuoteagenti di guardia alle mura
Fabrizio Palagi
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L’esterno della casa di penaMolti progetti sul carcere, avvicendatisi negli ultimi anni, ma la struttura resta deserta. O meglio: all'interno di essa, soltanto pochi agenti di sorveglianza, dato che nelle celle non ci sono detenuti, mentre gli impiegati sono stati trasferiti negli uffici del carcere di Massa
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PONTREMOLI. Molti progetti sul carcere, avvicendatisi negli ultimi anni, ma la struttura resta deserta. O meglio: all'interno di essa, soltanto pochi agenti di sorveglianza, dato che nelle celle non ci sono detenuti, mentre gli impiegati sono stati trasferiti negli uffici del carcere di Massa.
«Nello scorso autunno è stato eseguito un sopralluogo tecnico nella struttura penitenziaria pontremolese, per avere maggiori dati su una sua possibile destinazione d'uso - dice il direttore della casa circondariale di Massa, da cui dipende il carcere lunigianese - dato che l'ultimo progetto in merito è quello di trasformarla in carcere minorile. Per quanto posso dire, la struttura è in buone condizioni e perciò adattarla a nuove esigenze non dovrebbe richiedere molto tempo. Posso affermare, ad esempio, che la cucina è a norma e inoltre che il carcere di Pontremoli dispone di ampi spazi al coperto, tipo saloni e altro».
Perciò dipende tutto dall'amministrazione penitenziaria su come gestire e usare una struttura che, finora, ha dei costi vivi, ma resta inutilizzata, pur con la cronica mancanza di spazi che assilla gli istituti di pena.
Fino a qualche anno fa la struttura lunigianese veniva usato per la detenzione femminile, iniziata nel 2003. Malgrado poche recluse, il carcere andava comunque avanti, occupando così gli agenti di custodia necessari, oltre agli impiegati amministrativi.
Poi, grazie all'indulto del 2006, le poche celle occupate vennero gradatamente svuotate. Poi definitivamente, dato che nessuna reclusa venne inviata a Pontremoli.
Dall'entrata in vigore dell'indulto, dunque, nel carcere cittadino restarono soltanto una dozzina di persone tra impiegati e guardie carcerarie.
Nello scorso novembre, infine, la notizia data dal consigliere comunale di Pontremoli, nonchè membro del consiglio regionale toscano, Jacopo Ferri: l'esponente del PdL dichiarò di aver discusso con i vertici della giustizia del settore, la possibilità che il carcere lunigianese potesse ospitare detenuti minorenni.
«In tempi in cui le città necessitano sempre più della presenza istituzionale - commenta Ferri - utilizzare il carcere diventa una priorità, in modo che, accanto a tribunale, comando di compagnia carabinieri e distaccamento della Stradale, ci sia anche questa realtà».
«Nello scorso autunno è stato eseguito un sopralluogo tecnico nella struttura penitenziaria pontremolese, per avere maggiori dati su una sua possibile destinazione d'uso - dice il direttore della casa circondariale di Massa, da cui dipende il carcere lunigianese - dato che l'ultimo progetto in merito è quello di trasformarla in carcere minorile. Per quanto posso dire, la struttura è in buone condizioni e perciò adattarla a nuove esigenze non dovrebbe richiedere molto tempo. Posso affermare, ad esempio, che la cucina è a norma e inoltre che il carcere di Pontremoli dispone di ampi spazi al coperto, tipo saloni e altro».
Perciò dipende tutto dall'amministrazione penitenziaria su come gestire e usare una struttura che, finora, ha dei costi vivi, ma resta inutilizzata, pur con la cronica mancanza di spazi che assilla gli istituti di pena.
Fino a qualche anno fa la struttura lunigianese veniva usato per la detenzione femminile, iniziata nel 2003. Malgrado poche recluse, il carcere andava comunque avanti, occupando così gli agenti di custodia necessari, oltre agli impiegati amministrativi.
Poi, grazie all'indulto del 2006, le poche celle occupate vennero gradatamente svuotate. Poi definitivamente, dato che nessuna reclusa venne inviata a Pontremoli.
Dall'entrata in vigore dell'indulto, dunque, nel carcere cittadino restarono soltanto una dozzina di persone tra impiegati e guardie carcerarie.
Nello scorso novembre, infine, la notizia data dal consigliere comunale di Pontremoli, nonchè membro del consiglio regionale toscano, Jacopo Ferri: l'esponente del PdL dichiarò di aver discusso con i vertici della giustizia del settore, la possibilità che il carcere lunigianese potesse ospitare detenuti minorenni.
«In tempi in cui le città necessitano sempre più della presenza istituzionale - commenta Ferri - utilizzare il carcere diventa una priorità, in modo che, accanto a tribunale, comando di compagnia carabinieri e distaccamento della Stradale, ci sia anche questa realtà».
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