Il Tirreno

Sicurezza

Fossone chiede più controlli

Alessandra Vivoli
A sinistra Bruno Angelini Cosetta Venturini e Lorenzo Baruzzo di Fossone sicuro a destra la via dove si è verificata la rapina
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A sinistra Bruno Angelini Cosetta Venturini e Lorenzo Baruzzo di Fossone sicuro a destra la via dove si è verificata la rapina

Non chiamatele ronde. Quello del comitato Fossone sicuro è un servizio di «vigilanza mobile itinerante» a cui aderiscono 120 famiglie su circa un migliaio: troppo poche secondo l'associazione. Ma l'autotassazione non basta. Fossone chiede più controlli delle forze dell'ordine

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CARRARA. Non chiamatele ronde. Quello del comitato Fossone sicuro è un servizio di «vigilanza mobile itinerante» a cui aderiscono 120 famiglie su circa un migliaio: troppo poche secondo l'associazione. Ma l'autotassazione non basta. Fossone chiede più controlli delle forze dell'ordine. Perchè i malviventi hanno cambiato orario: non agiscono più la notte ma al pomeriggio.

«Il paese non è più quello di prima». La rapina in villa, con sparatoria, ha lasciato il segno. Lo si legge nei volti di chi, adesso, non ha voglia di parlare. Perché qui, in queste case ben curate ai piedi delle colline, la gente ora ha paura.
«Ora ci vengono a sparare in casa, non solo ti portano via tutto ma ti puntano pure la pistola contro»: dicono i vecchi radunati davanti ai due bar.
«Il paese è cambiato, ci sono troppe facce nuove e troppi stranieri - insistono - alcuni di loro lavorano e filano dritti, ma c'è chi non fa nulla dalla mattina alla sera, e li vediamo tutti ronzare qui intorno».
Ma nessuno dice di più. Nessuno vuole metterci la faccia. Perché qui la gente ha case, negozi e macchine parcheggiate: «e non vorremo avere brutti scherzi».
Il clima che si respira è questo. E la sensazione, da parte della gente del posto, che quello dell'ultima volta non è stato un furto come gli altri. Ma qualcosa di molto più grave. Che fa paura.

«Ora vogliamo le telecamere». L'associazione Fossone sicuro, che da tre anni opera sul territorio, riparte da qui. Dal nuovo allarme scoppiato in paese. Per chiedere di portare a termine il progetto sicurezza di cui si era parlato con l'amministrazione ormai più di un anno fa.
È già stato richiesto un incontro con il sindaco, e dovrebbe essere in programma all'inizio della prossima settimana. Intanto è stato formato il nuovo consiglio direttivo dell'associazione: Cosetta Venturini è la presidente; Marco Meconi, vicepresidente; Lorenzo Baruzzo consigliere e segretario. I consiglieri sono: Bruno Angelini, Tiziana Angelini, Carlo Corsi, Sara Agnese Corsi, Lorenzo Giannoni, Enzo Poggetti.
E le priorità sono fissate in agenda, pronte per essere snocciolate al concittadino illustre, il sindaco Zubbani appunto.
«Da tempo noi abbiamo chiesto una maggiore illuminazione - dice Lorenzo Baruzzo - Qui appena fa buio ci sono zone che rimangono davvero in difficoltà, come ad esempio la strada del campo sportivo, ma anche via Roccatagliata, via Fosseone Basso e Cavaiola. Non si vede quasi nulla e questo certo non contribuisce a creare sicurezza».
«Non solo - incalza la presidente Cosetta Venturini - Da tempo abbiamo chiesto un sistema di telecamere in alcuni punti del territorio: ebbene ora andremo a sentire in Comune a che punto è il progetto che doveva essere curato dall'Amia».

«Poche adesioni al progetto vigilanza». Uno dei nodi da scioglier, e secondo l'associazione Fossone sicuro, è proprio questo. Che hanno siglato i contratti con l'istituto di vigilanza «I pretoriani» (presieduto da Alessandro Barbieri) solo 120 famiglie. «Eppure - sostiene il consigliere Bruno Angelini - noi siamo andati a fare il porta a porta con i nostri volantini. Si tratta anche di una spesa contenuta, rimasta invariata in questi 3 anni, di 10 euro al mese». Eppure non tutto il paese ha dato l'ok e fra gli assenti ci sono i grandi industriali della zona: «Non facciamo nomi- dicono dall'associazione - ma certe persone sono irraggiungibili, non hanno aderito neppure alla richeista dell'istituto di vigilanza di collegare il loro sistema di allarme alla centrale».
«Un numero più elevato di adesioni - continua la presidente Venturini - sarebbe molto importante perché coi consentirebbe di intensificare i passaggi della vigilanza e prevedere anche un servizio pomeridiano».

Assemblee pubbliche tutti i giovedì. E intanto per dare un segnale e stimolare la partecipazione (e l'autotassazione) al sistema di sorveglianza privato, da quest'anno Fossone sicuro ha una sede, presso l'ex scuola elementare Pascoli, e al giovedì ha in programma tutta una serie di riunioni aperte al pubblico. Vere e proprie assemblee con l'intero paese, in cui raccogliere disagi, paure e problemi: e, soprattutto le segnalazioni di chi vive quotidianamente sul territorio.
«Se qualcuno vede una macchina sospetta in giro, o qualcosa di strano, ad esempio - dicono dall'associazione - deve venire a dirlo».

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