Il Tirreno

INTERNET E POLITICA

I giovani di Facebook«Sindaco, aiutaci a non emigrare»

I giovani di Facebook«Sindaco, aiutaci a non emigrare»

Il social network «Massa non è una città per giovani» esce da Facebook, dove è nato, quest'estate, per protestare contro l'ordinanza del sindaco per la chiusura anticipata dei locali, e diventa «realtà» per cercare di un confronto con l'amministrazione comunale. L'obbiettivo principale del gruppo, che conta già 3.700 adesioni, è di avviare un dialogo con questa giunta

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA.Il social network «Massa non è una città per giovani» esce da Facebook, dove è nato, quest'estate, per protestare contro l'ordinanza del sindaco per la chiusura anticipata dei locali, e diventa «realtà» per cercare di un confronto con l'amministrazione comunale.

L'obbiettivo principale del gruppo, che conta già 3.700 adesioni, è di avviare un dialogo con questa giunta. «Nella speranza - hanno spiegato ieri alla stampa promotori dell'iniziativa - di poter superare tutti quei problemi che impediscono al nostro bellissimo territorio di evolversi e che costringono i giovani massesi ad emigrare verso altri lidi sia per trovare un lavoro sia per trovare spazi ludici, ricreativi e sportivi».

Il gruppo sì è presentato ufficialmente ieri mattina con una proposta diretta all'amministrazione comunale. «Vogliamo che venga istituito un tavolo di confronto permanente - ha spiegato Giuseppe Orofino uno dei promotori dell'iniziativa - sui temi dello sviluppo turistico, sportivo e ricreativo della città». Un tavolo al quale, oltre ai rappresentanti dell'amministrazione, dovranno sedere i rappresentanti delle associazioni di categoria, i balneari, gli albergatori e, soprattutto, una delegazione di «Massa non è una città per giovani».

«In un momento di grave crisi economica - ha aggiunto Giuseppe Pieretti - come quello che stiamo attraversando, disincentivare la fascia di popolazione giovanile massese e non, a fruire della città a 360º sarebbe un grave errore strategico che penalizzerebbe pesantemente l'economia cittadina».

Il gruppo punta sui giovani ma non è composto soltanto da giovani. «Raccogliamo adesioni da tutte le espressioni del territorio massese, giovani e meno giovani, che credono nella possibilità che questa città possa rinascere. Non abbiamo un colore politico - ha aggiunto Simone Rossi - auspichiamo che il confronto possa essere aperto e franco con pari dignità per tutti i partecipanti».

Il gruppo si sta organizzando ed è per questo che ha allestito anche un sito internet al cui interno è possibile inviare messaggi che poi vengono girati direttamente ai consiglieri, agli assessori e al sindaco. L'indirizzo è: www.massanonèunacittàpergiovani.it.

Intanto, il gruppo ha lanciato anche la raccolta di firme per ufficializzare la richiesta del tavolo di concertazione che verrà inviata al sindaco Roberto Pucci e alla sua maggioranza.

«Massa è la città del no e questo - ha proseguito Orofino - deve cambiare. Dobbiamo riuscire a tenere i nostri giovani a Massa e l'unico modo per farlo è investire nelle idee che molti di noi hanno».

Con il documento che si apprestano ad inviare ai politici locali questi cittadini massesi chiedono ai capigruppo in consiglio di tutti i partiti politici di accogliere le loro richieste, portandole come ordine del giorno urgente in consiglio. «Nella speranza - ha chiuso Sergio Pucciarelli - che dalla discussione possa uscire concretamente il tavolo auspicato, in modo da poter avviare velocemente il dialogo con una parte di cittadini che non vuole più essere spettatore».
R.L.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa