Il Tirreno

EMERGENZA CRIMINALITÀ

«Hanno sparato per uccidermi»

Fabrizio Palagi
Il alto il punto del parcheggio dove è stato trovato il bossolo del proiettile sparato dai ladri durante la concitata fuga a lato il giovane protagonista dell’inseguimento mentre mostra dove erano piazzati i malviventi
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Il alto il punto del parcheggio dove è stato trovato il bossolo del proiettile sparato dai ladri durante la concitata fuga a lato il giovane protagonista dell’inseguimento mentre mostra dove erano piazzati i malviventi

«Quando ho visto la pistola puntata contro di me, pronta a far fuoco, ho agito d'istinto: un attimo prima dello sparo mi sono gettato a terra, riparandomi tra alcune auto in sosta. Il proiettile mi è sibilato sopra la testa e per un attimo ho temuto che il ladro sparasse di nuovo. Invece si è dato alla fuga, assieme ai suoi due complici, puntando verso una Bmw

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FOSSONE. «Quando ho visto la pistola puntata contro di me, pronta a far fuoco, ho agito d'istinto: un attimo prima dello sparo mi sono gettato a terra, riparandomi tra alcune auto in sosta. Il proiettile mi è sibilato sopra la testa e per un attimo ho temuto che il ladro sparasse di nuovo. Invece si è dato alla fuga, assieme ai suoi due complici, puntando verso una Bmw messa di traverso nel parcheggio davanti casa. Di nuovo mi sono lanciato al loro inseguimento, ma ormai l'auto stava partendo a tutta birra e quindi mi sono arreso».

Il racconto del ragazzo si interrompe un attimo e poi riprende: «Solo in seguito mi sono reso conto dello scampato pericolo: pochi centimetri più in basso è il proiettile mi avrebbe centrato. Mi sento un miracolato».

Di certo fortunato quanto coraggioso il poco più che 20enne che chiameremo Marco, protagonista di un accanito inseguimento ai tre malviventi che, la sera della vigilia dell'Epifania, si sono introdotti nell'abitazione di famiglia, in via Cavaiola, sotto le prime pendici di Monteverde, rubando quanto capitato loro sotto mano.

Attorno alle 18,30 di martedì scorso, infatti, nella villetta a due piani dove risiedono due nuclei familiari (nonni al pianterreno, figlio e nipote a quello soprastante), è accaduto di tutto, come racconta lo stesso coraggioso giovane.

«Mia nonna mi ha telefonato dicendo che sentiva dei rumori al piano superiore - racconta Marco - si era spaventata perche sapeva che in casa, a quell'ora, non c'era nessuno. Subito ho lasciato il nostro negozio a Marina di Carrara, puntando a razzo verso casa. Pochi minuti di auto e sono arrivato. Per prima cosa sono salito dalle scale esterne al piano superiore, dove abita la mia famiglia. Ho notato che una persiana del pianerottolo era stata forzata e qundi, cautamente, sono entrato in casa, trovando tutto a soqquadro. Armato di una mazza da baseball sono tornato di sotto per tranquillizzare mia nonna. A questo punto ho visto alcuni sconosciuti nel parcheggio davanti casa: mi è bastato un attimo per capire che dovevano essere i ladri e quindi mi sono lanciato verso di loro. Poi è accaduto tutto in un attimo: parlando una lingua sconosciuta, forse slava, due dei tre uomini sono fuggiti, mentre il terzo mi si parava davanti».

Il ragazzo si ferma per riprendere fiato: sono trascorsi ormai due giorni ma è chiaro che quella immagine ancora lo turba. Poi il racconto riprende: «Stavo per lanciarmi contro allo sconosciuto, quando ho sentito scorrere il carrello di armamento della pistola che, come per incanto, era apparsa nelle sue mani. Questione di attimi: mi sono gettato di lato e lui ha sparato. Era buio e pioveva, ma quella scena l'ho vista bene. Poi, mentre ero a terra, i tre sono tornati sui loro passi per raggiungere la Bmw parcheggiata poco distante. Mi sono rialzato e, con tanta rabbia in corpo, li ho rincorsi fino alla macchina con la quale sono però scappati, il tutto mentre uno di loro, sporto dal finestrino, mi teneva sotto tiro della pistola che impugnava. Ho anche visto che stavano per investire un nostro vicino di casa che a quell'ora stava rientrando. Poi la Bmw, sgommando, si è dileguata».

Mentre riassume la drammatica sequenza di eventi, Marco indica le zone del parcheggio dove si è svolto il tutto, compreso il punto in cui la polizia ha ritrovato il bossolo del proiettile sparato dal malvivente. Indicando le villette circostanti, il giovane afferma che in quella zona di Fossone non è certo la prima volta che ladri spericolati e senza paura penetrino all'interno delle abitazioni, malgrado la presenza, in tanti casi, degli stessi residenti.

L'altra sera, il raid ladresco ha fruttato circa 150 euro in contanti, un giubbotto di pelle di proprietà dello stesso ragazzo e, cosa ancora più importante, una pistola Beretta calibro 7,65.

«Non sono certo in grado di affermare, o meno, se quel malvivente mi abbia sparato con la pistola rubataci oppure no. Penso che, ladri così tanto "disinvolti" siano armati di loro prima di assaltare le case. Sta di fatto che mi ha sparato puntando l'arma ad altezza d'uomo, non certo per intimidirmi».

Sul fatto sono in corso le indagini del commissariato di polizia di Carrara, il cui dirigente, dottor Giuseppe Mariani, comunica che il servizio di controllo nelle zone periferiche è stato con notevoli sforzi potenziato, dato che le forze a disposizione non sono proprio abbondanti.

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