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Tutti i sì al porto turistico

Tutti i sì al porto turistico

In contemporanea a Massa e Carrara ieri è stato portato in consiglio comunale il protocollo d’intesa per il piano regolatore del porto di Marina di Carrara e del nuovo porto turistico al Lavello

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MASSA. In contemporanea a Massa e Carrara ieri è stato portato in consiglio comunale il protocollo d’intesa per il piano regolatore del porto di Marina di Carrara e del nuovo porto turistico al Lavello. Un atto importante, ha ricordato il sindaco Roberto Pucci: dà il via ad un processo di sviluppo dell’intero territorio. Un progetto che inizia a raccogliere i consensi anche dei balneari che accogliendo un invito del primo cittadino sono pronti ad investire nella realizzazione del nuovo porto da 600 posti-barca.
«Non abbiamo la stessa convinzione che ha Roberto Pucci - ha spiegato il presidente dei balneari Roberto Aliboni - sul fatto che il Porto Turistico faccia bene alla nostra spiaggia, me lo auguro per lui, per noi e per la nostra città. Però non possiamo non sottolineare dati positivi che sono emersi dalle parole del sindaco, tra questi mi sento di segnalarne alcuni, la nostra presenza all’interno del gruppo di lavoro che andrà a realizzare il progetto del porto e anche la confidenza che il sindaco ci ha fatto nella nostra chiacchierata privata e che prevede l’istituzione di un fondo annuo di un milione di euro per interventi di urgenza sulla costa, come danni e ripascimento». Questi dati hanno spinto i balneari a dare la loro disponibilità ad investire risorse sul porto. «Siamo pronti a raccogliere la richiesta fatta dal sindaco Pucci e potremo anche costituire un consorzio di balneari pronti a investire soldi su questa nuova infrastruttura». Balneari presenti in consiglio, assenti invece i campeggiatori ma il sindaco ha parlato anche a loro: «Qualcuno continua a chiamarli campeggi - ha sottolineato Pucci - ma sappiamo tutti che non è proprio così visto che ci sono piazzole che vengono affittate anno per anno e forse ora è arrivato il il momento di pensare a qualcosa di diverso e di provare a valorizzare anche questa zona sempre che gli imprenditori abbiano la voglia di investire». Pucci ha comunque cercato di tranquillizzare tutti spiegando che l’area dei campeggi non verrà toccata. Altro dato importante uscito dal consiglio comunale di ieri è la modifica apportata al protocollo d’intesa e che porterà probabilmente al voto positivo anche il Pd (la discussione era in corso fino a notte tarda). Spariscono dalla parte relativa agli impegni che i due comuni si assumono le colonie. Al punto 6 di pagina sei del protocollo sparisce il punto c in cui si leggeva «riqualificare le aree retro portuali di Marina di Carrara e quelle dell’area campeggistica e delle colonie di Marina di Massa».
Su questo passaggio il Pd con voce del capogruppo Uilian Berti si è espersso così. «Abbiamo fatto stralciare ogni riferimento alle ex-colonie, che poco hanno a che vedere con questo protocollo. Colonie che riteniamo debbano essere riqualificate mantenendo la loro naturale vocazione, cioè quella turistico ricettiva. Ci opporremo con tutte le nostre forze a disegni immobiliari di matrice speculativa che intendono aggredire anche quest’ultima fetta del territorio ispirati dalla sola logica del profitto». La relazione del sindaco Roberto Pucci è stata lunga ed articolata. Si è partiti ripercorrendo la storia del litorale massese, passando per i soldi e gli studi fatti sull’erosione.«Nel 2001 abbiamo speso 2 miliarfi di vecchie lire per effettuare studi sulla situazione dell’erosione, studi che sono stati valutati positivamente dai migliori studiosi del mondo. Grazie ai nostri studi effettuati nel 2001 è stato possibile mettere in moto un sistema che ha portato al nostro territorio 31 milioni di euro dalla Regione che sono i soldi che stiamo spendendo. Dal 2001 siamo arrivati al 2009 e sono molto arrabbiato per questo: abbiamo perso moltissimo tempo arrivando alla situazione disastrosa in cui siamo». Pucci ha poi spiegato l’importanza economica di questo progetto che ampia il porto commerciale che serve a mantenere il lavoro dell’unica grande azienda ancora presente sul nostro territorio che è il Pignone. «Notizia positiva di oggi è che il Pignone ha preso una nuova importante commessa - ha spiegato Pucci - con la quale potranno lavorare a pieno ritmo per i prossimi tre anni e forse presto ne prenderanno anche un’altra. La seconda realtà che non possiamo non considerare e che ha bisogno delle giuste infrastrutture è la cantieristica: non possiamo perdere altro tempo, quando la crisi passerà, se non avremo gli strumenti giusti le aziende andranno ad investire in altre città». Dopo il sì al protocollo, a marzo 2010 verrà messo sù il tavolo di lavoro che prevede la partecipazione di tutti i soggetti partendo dalla Regione».

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