La manifestazione
Truffa
Arrestati marito e moglie
Gestivano agenzia di intermediazione finanziaria, in pieno centro a Marina, in via Maggiani: ma, secondo la polizia svolgevano l’attività in modo non legale. Così due coniugi, S.M. di 50 anni e la moglie F.B. di 42 (la Polizia ha fornito solo le iniziali), sono stati arrestati con pesanti accuse
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MARINA DI CARRARA. Gestivano agenzia di intermediazione finanziaria, in pieno centro a Marina, in via Maggiani: ma, secondo la polizia svolgevano l’attività in modo non legale. Così due coniugi, S.M. di 50 anni e la moglie F.B. di 42 (la Polizia ha fornito solo le iniziali), sono stati arrestati con pesanti accuse: circonvenzione di incapace ed esercizio abusivo della professione di promotore finanziario.
L’operazione è stata compiuta dalla squadra anticrimine del commissariato guidato dal dottor Giuseppe Mariani ed è stata coordinata dal sostituto procuratore di Massa, dottor Federico Manotti. Secondo le indagini, iniziate a primavera, dopo una denuncia, i due coniugi svolgevano attività di intermediazione finanziaria ma senza l’iscrizione all’albo dei mediatori presso l’Ufficio Italiano Cambi. S.M., ha spiegato Mariani, ha precedenti per traffico internazionale di droga (e un periodo di latitanza in Spagna dopo un mandato di cattura). Anche la donna, avrebbe trascorsi giudiziari. Per tali motivi i due non avrebbeo potuto ottenere l’iscrizione all’Albo. L’impianto accusatorio. La squadra anticrimine, nel corso degli accertamenti, ha utilizzato anche apparecchiature sofisticate «raccogliendo - ha detto Mariani - prove schiaccianti» a carico dei coniugi, che gestivano l’agenzia che in precedenza si chiamava “F e F. Finanza e Futuro” e ora denominata “F.B.” perchè Finanza e Futuro è un noto marchio di Deutsche Bank che aveva diffidato la coppia. Da quanto emerso dalle indagini, i coniugi si rivolgevano a «soggetti deboli e di limitate capacità mentali, inducendoli a contrarre finanziamenti e prestiti di cui non avevano alcun bisogno». Secondo il modus operandi, ricostruito dalla polizia, i coniugi, destinatari del provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dalla magistratura (contro il rischio di reiterazione del reato), i due «intascavano - sostengono gli inquirenti - ingenti commissioni e in diversi casi utilizzando artifizi e facendo leva sulle attenunate capacità mentali dei soggetti circuiti, si appropriavano dell’intero importo dei finanziamenti, lasciando a questi ultimi l’onere di pagare poderose rate per rimborsare alle società finanziarie le somme erogate ma mai avute nella propria disponibilità».
I due, erano già stati oggetto di indagini da parte del commissariato, per episodi «ai danni di persone deboli e indifese». Episodi che hanno portato a diversi procedimenti penali «tuttora pendenti a carico dei due indagati per reati analoghi a quelli per cui si procede, nonché per truffe a danno di società finanziarie». La denuncia. L’operazione che ha portato all’arresto dei coniugi è partita dopo che un familiare di una delle “vittime” ha sporto denuncia segnalando la situazinoe in cui si era venuto a trovare un giovane carrarese con limitata capacità di intendere e volere (ci sarebbe una perizia medico legale in proposito): il giovane, spiegano in commissariato, «si era dovuto accollare un prestito di circa 13 mila euro e la conseguente restituzione di 120 rate per un rimborso totale di quasi 23 mila euro». Secondo la polizia a convincerlo a contrarre quel prestito sarebbero stati i coniugi «i quali si erano fatti consegnare con una scusa metà della somma erogata». L’epilogo delle indagini. Sulla base degli indizi raccolti nelle indagini, per le quali gli agenti si sono avvalsi anche di una microtelecamera con microfono per filmare le trattative, Manotti ha inoltrato la documentazione al gip dottor Giuseppe Laghezza, che ha emesso a carico dei coniugi un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, e il decreto di sequestro preventivo dell’agenzia, in via Maggiani 52, dove sono stati apposti i sigilli. Perquisizioni nell’abitazione dei due arrestati e nell’agenzia, hanno portato al sequestro di documenti. C.C.
L’operazione è stata compiuta dalla squadra anticrimine del commissariato guidato dal dottor Giuseppe Mariani ed è stata coordinata dal sostituto procuratore di Massa, dottor Federico Manotti. Secondo le indagini, iniziate a primavera, dopo una denuncia, i due coniugi svolgevano attività di intermediazione finanziaria ma senza l’iscrizione all’albo dei mediatori presso l’Ufficio Italiano Cambi. S.M., ha spiegato Mariani, ha precedenti per traffico internazionale di droga (e un periodo di latitanza in Spagna dopo un mandato di cattura). Anche la donna, avrebbe trascorsi giudiziari. Per tali motivi i due non avrebbeo potuto ottenere l’iscrizione all’Albo. L’impianto accusatorio. La squadra anticrimine, nel corso degli accertamenti, ha utilizzato anche apparecchiature sofisticate «raccogliendo - ha detto Mariani - prove schiaccianti» a carico dei coniugi, che gestivano l’agenzia che in precedenza si chiamava “F e F. Finanza e Futuro” e ora denominata “F.B.” perchè Finanza e Futuro è un noto marchio di Deutsche Bank che aveva diffidato la coppia. Da quanto emerso dalle indagini, i coniugi si rivolgevano a «soggetti deboli e di limitate capacità mentali, inducendoli a contrarre finanziamenti e prestiti di cui non avevano alcun bisogno». Secondo il modus operandi, ricostruito dalla polizia, i coniugi, destinatari del provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dalla magistratura (contro il rischio di reiterazione del reato), i due «intascavano - sostengono gli inquirenti - ingenti commissioni e in diversi casi utilizzando artifizi e facendo leva sulle attenunate capacità mentali dei soggetti circuiti, si appropriavano dell’intero importo dei finanziamenti, lasciando a questi ultimi l’onere di pagare poderose rate per rimborsare alle società finanziarie le somme erogate ma mai avute nella propria disponibilità».
I due, erano già stati oggetto di indagini da parte del commissariato, per episodi «ai danni di persone deboli e indifese». Episodi che hanno portato a diversi procedimenti penali «tuttora pendenti a carico dei due indagati per reati analoghi a quelli per cui si procede, nonché per truffe a danno di società finanziarie». La denuncia. L’operazione che ha portato all’arresto dei coniugi è partita dopo che un familiare di una delle “vittime” ha sporto denuncia segnalando la situazinoe in cui si era venuto a trovare un giovane carrarese con limitata capacità di intendere e volere (ci sarebbe una perizia medico legale in proposito): il giovane, spiegano in commissariato, «si era dovuto accollare un prestito di circa 13 mila euro e la conseguente restituzione di 120 rate per un rimborso totale di quasi 23 mila euro». Secondo la polizia a convincerlo a contrarre quel prestito sarebbero stati i coniugi «i quali si erano fatti consegnare con una scusa metà della somma erogata». L’epilogo delle indagini. Sulla base degli indizi raccolti nelle indagini, per le quali gli agenti si sono avvalsi anche di una microtelecamera con microfono per filmare le trattative, Manotti ha inoltrato la documentazione al gip dottor Giuseppe Laghezza, che ha emesso a carico dei coniugi un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, e il decreto di sequestro preventivo dell’agenzia, in via Maggiani 52, dove sono stati apposti i sigilli. Perquisizioni nell’abitazione dei due arrestati e nell’agenzia, hanno portato al sequestro di documenti. C.C.
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