Il Tirreno

IL LITORALE CHE CAMBIA

Campeggi schierati contro il nuovo porto

Chiara Sillicani
<strong>LITORALE.</strong> Per i campeggiatori il porto turistico aumenterà l’erosione e metterà in ginocchio le attività turistiche
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LITORALE. Per i campeggiatori il porto turistico aumenterà l’erosione e metterà in ginocchio le attività turistiche

Che ai campeggiatori il porto turistico non piaccia non è una novità. Lo dicono da anni e lo hanno più volte sottolineato a chiare lettere. Ma adesso è il momento di ribadire il "no" e di mettere qualche puntino sulle "i". È il momento giusto perché domani di porto turistico se ne parlerà in consiglio comunale e non solo a Massa, ma anche a Carrara

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MARINA. Che ai campeggiatori il porto turistico non piaccia non è una novità. Lo dicono da anni e lo hanno più volte sottolineato a chiare lettere. Ma adesso è il momento di ribadire il "no" e di mettere qualche puntino sulle "i". È il momento giusto perché domani di porto turistico se ne parlerà in consiglio comunale e non solo a Massa, ma anche a Carrara. Qualcosa di più di una discussione consiliare. Le assise approveranno il protocollo di intesa per il piano regolatore del porto di Marina di Carrara e per il discusso porticciolo. I campeggiatori non si nascondono dietro un dito: sanno che quel protocollo probabilmente otterrà la maggioranza dei voti favorevoli, ma ribadiscono la loro contrarietà ai nuovi posti barca. Per loro il porticciolo porterà non pochi problemi al nostro litorale, già messo a dura prova dall'erosione. E senza spiaggia addio turismo e addio campeggi.

Gli uomini dei camping guardano avanti: «se il documento sarà approvato, noi chiediamo di sedere ai tavoli in cui si deciderà il da farsi». Insomma il futuro della nostra costa, vogliono disegnarlo anche loro.

Ad un giorno dai fatidici consigli comunali, Gianni Mussi, presidente del sindacato campeggi e Marco Luccetti, alla guida dell'Ageparc (associazione campeggi) accettano di fare una chiacchierata con la stampa.
Ma cosa cambierà con l'approvazione del protocollo? Per Luccetti si tratta di «una scelta di tipo politico, più che amministrativo», ma la preoccupazione resta. A mettere in allarme i proprietari di campeggi è il fatto che nel documento si preveda che ad elaborare il progetto per la realizzazione del porto turistico e per l'ampliamento di quello commerciale, sia l'Autorità Portuale. «Non sappiamo nulla sull'impatto ambientale - aggiunge Luccetti, non abbiamo mai visto la bozza di un progetto».

Eppure nel protocollo in questione si parla di due studi, uno del 1999 e uno di due anni dopo, voluti dall'Autorità. Il primo finalizzato a valutare la fattibilità di ampliamento delle opere portuali. E il secondo concentrato sugli eventuali effetti imputabili alle nuove opere sul litorale, fino a Marina di Massa. Bene, da quegli studi e da altri, così si dice nella bozza, risulterebbe che le opere «previste nel piano regolatore portuale del 2001 avrebbero un'influenza complessivamente positiva sulla dinamica del litorale». I campeggiatori non ne sono convinti. «Esiste una relazione - puntualizza il presidente dell'Ageparc - del'91, firmata dal professore Cortemiglia, in cui le posizioni sono diverse, tanto che esiste un decreto ministeriale che vieta di costruire opere a mare a levante del Carrione».

Si parla di porticciolo il giorno prima della discussione in consiglio e dopo gli interventi di Andrea Rigoni e Adriano Tongiani, per una svolta nella politica di gestione del nostro litorale. Ma i campeggiatori ci tengono a sottolineare che la loro è una posizione di «totale autonomia - come la definisce Gianni Mussi - espressa da anni, pur nel rispetto di tutto i settori economici e produttivi».

Insomma, il messaggio è chiaro: ripensiamo al turismo in chiave nuova, ma non intraprendiamo una guerra contro la nautica o contro il futuro sviluppo nautico dell'area retroportuale. Perché i campeggiatori cercano il dialogo: «Ci sono stati incontri informali, chiacchierate - spiega il sindacalista Mussi - spero che siederemo ai tavoli in cui si deciderà il futuro della costa per portare il nostro contributo di esperienza e volontà». Luccetti, però aggiunge che «la categoria si unirà perché come associazione dobbiamo garantirci». Adesso tutto si gioca in consiglio e alla seduta di domani i campeggiatori ci saranno. «Ascolteremo pacati - assicura Luccetti - come abbiamo sempre fatto, cercando il confronto e la discussione». Insomma, se il porticciolo si farà, i campeggiatori vogliono almeno dire la loro sul "come".

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