Il Tirreno

MARE

Erosione, crolla il bagno Palmo

Erosione, crolla il bagno Palmo

Il mare ha vinto. Sull’uomo e sui suoi tentativi di limitarne la forza e l’imprevedibilità. E sotto la potenza delle onde, la casa di legno del bagno Palmo, a Ronchi, cede. Le fondamenta si sbriciolano e la terrazza crolla. Del pavimento in legno, all’esterno, neanche l’ombra

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MASSA. Il mare ha vinto. Sull’uomo e sui suoi tentativi di limitarne la forza e l’imprevedibilità. E sotto la potenza delle onde, la casa di legno del bagno Palmo, a Ronchi, cede. Le fondamenta si sbriciolano e la terrazza crolla. Del pavimento in legno, all’esterno, neanche l’ombra.

Il parcheggio, la piscina, le aiuole: tutto è come prima, ma a pochi passi dal mare, invece è l’inferno. Uno scalino di oltre un metro e le onde che scavano sotto la struttura e mettono a nudo le assi portanti, i tubi, le lunghe aste di ferro. La casetta sta cedendo, basta guardarne il profilo: la parte verso monti regge, si àncora, seppur a fatica sulla sabbia, quella verso mare, cede, sotto la forza della corrente. La linea della riva si è spostata sotto la costruzione in legno. Porzioni di pavimento, anche se in cemento, se ne sono andate, le onde le portano via. Sono anni che il Palmo e tutto Ronchi fanno i conti con l’erosione, ma mai la situazione è stata così drammatica.

È il silenzio di Enzo Sermattei, titolare del Palmo, a confermarlo. Dall’entrata del suo stabilimento guarda verso l’orizzonte e l’unica frase che riesce a ripetere, sempre la stessa, è: «È tutto finito, è tutto finito». Con le mani sul volto si dispera, in silenzio, per un futuro che non vede più. È un parente che di fronte ad un bagno che rischia di scomparire, inghiottito tra le onde, grida e impreca perché «qui c’è un mutuo da pagare e ci sentiamo soli». Quel bagno, però - spiegano i tecnici - è di circa 40 metri più avanzato rispetto agli altri stabilimenti. Quaranta metri fatali. A poca distanza anche il bagno Europa fa i conti con l’erosione. Le fondamenta messe a nudo e il mare che avanza. A nulla è servito il geotubo, parallelo alla riva, proprio di fronte all’Europa: ha fallito nel tentativo di bloccare le onde. A mettere in ginocchio Ronchi è stata la mareggiata nella notte tra martedì e mercoledì. Il vento ha alzato la corrente e ieri mattina i bagni si sono trovati l’acqua alle porte. Le polemiche. Brutta sorpresa sotto l’albero per i balneari. E con la mareggiata arrivano le polemiche. Al Palmo ieri mattina ha fatto visita anche il sindaco Pucci che sull’argomento preferisce non rilasciare dichiarazioni perché «la competenza è della Provincia. Sono stato chiamato - l’unica cosa che racconta - e sono andato sul posto, visto che lì ancora non c’era nessuno». Poi è arrivata la Provincia e mentre si mettevano in moto i camion per tentare il salvataggio del Palmo, sui lavori di ripascimento sono piovute critiche pesanti. Nel mirino il cantiere aperto lungo il Frigido, il primo previsto dal grande progetto per combattere l’erosione. «Scogliere troppo lunghe e vasche chiuse a ponente hanno peggiorato la situazione di Ronchi» grida qualcuno. Insomma, i lavori alla foce del fiume avrebbero accentuato il fenomeno erosivo in dizione Viareggio mettendo in ginocchio Ronchi. L’interrogativo nella mente dei concessionari è sempre lo stesso: «Come mai non sono stati aperti due cantieri contemporaneamente?». Perché l’idea di fondo è che se qualche intervento fosse già stato realizzato anche a Ronchi, l’effetto erosivo non sarebbe stato così dirompente. Roberto Aliboni, presidente di Riviera Apuana, nel progetto antierosione (da milioni di euro) ha sempre creduto, ma non per questo si nasconde dietro un dito: «Si interviene sempre in ritardo, per gestire il dopo.

Adesso verrà realizzata una scogliera per proteggere il Palmo, non poteva essere fatta prima? Anche perché domani arriverà una forte mareggiata e l’erosione metterà in grave crisi lo stabilimento accanto al Palmo e sarà necessario un nuovo intervento di emergenza». Parla la Provincia. L’assessore provinciale ai lavori pubblici Loris Rossetti, il responsabile dei lavori, Giuliano Arrighi e persino il presidente Osvaldo Angeli finiscono con i piedi nella sabbia per vedere la situazione con i loro occhi. Dalla tarda mattinata arrivano i camion: complesse manovre lungo il viale a mare ed entrano nell’area accanto al Palmo, già predisposta per i lavori. Da lì scaricano tonnellate di sassi, poi li spianano per raggiungere il Palmo e mettere in sicurezza le fondamenta. E l’intenzione è quella di smorzare i toni «non c’entrano nulla i lavori al Frigido, lì stiamo ripristinando scogliere che esistono da 30 anni, non è vero che le abbiamo allungate». Anche l’assessore Rossetti ricorda che Ronchi «è da sempre una delle zone maggiormente colpite dall’erosione: in due anni abbiamo fatto due ripascimenti.

Nella zona del Frigido abbiamo solo modellato le barriere e a breve anche il cantiere di Ronchi per i lavori anti erosione aprirà i battenti». E aggiunge: «i lavori già fatti possono avere solo leggermente accentuato il fenomeno». Perché, il concetto è chiaro, gli interventi fatti hanno lo scopo di mettere in sucurezza la zona e se il versante a ponente è protetto, è chiaro che l’erosione si sposti in direzione Viareggio».

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