Sicurezza
Il forno di Mirteto
Ore in piedi, tra urne e bareper assistere alla cremazione
Mirteto senza pace. Mentre si attendono gli sviluppi dell'inchiesta sulle cremazioni e quando, con il riavvio del forno, tutto sembrava tornato alla normalità, ecco un altro problema. Quello delle condizioni in cui i parenti sono costretti a seguire la cremazione dei congiunti
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MASSA. Mirteto senza pace. Mentre si attendono gli sviluppi dell'inchiesta sulle cremazioni e quando, con il riavvio del forno, tutto sembrava tornato alla normalità, ecco un altro problema. Quello delle condizioni in cui i parenti sono costretti a seguire la cremazione dei congiunti.
A sollevare la questione, è una cittadina. La quale racconta così la sua esperienza al Mirteto: «Martedì scorso, quando, io e i miei famigliari siamo andati a cremare mio babbo, ci hanno messo in una sala da cui assistere, tramite monitor, le operazioni di cremazione. Ebbene, in quella sala, dove siamo rimasti tre ore, in piedi, si trovavano contemporaneamente sette salme e tre urne con ceneri. La cosa non mi sembra legale dal momento che siamo stati in compagnia di salme e urne, da soli, per ben più di tre ore e potevamo fare di tutto senza alcun controllo. Ma, soprattutto, è stata una desolazione, una mancanza di rispetto verso persone che in quel momento avevano bisogno di stare raccolti nel loro dolore in un luogo adeguato, magari sedute. E' stato veramente vergognoso».
Certo, non siamo di fronte a uno scandalo come quello delle cremazioni horror che portò all'arresto di 12 persone ma, stando a questa lettera, siamo comunque di fronte a un problema.
La signora - potenza dei videocellulari - ha anche scattato alcune fotografie la scomoda veglia al Mirteto e poi ha chiesto aiuto a Stefano Benedetti, consigliere della Destra. Il quale ha subito preparato un'interpellanza in consiglio comunale, in cui riporta la denuncia della cittadina, agggiunge che «dalle foto che la signora mi ha mostrato si nota anche una palese mancanza di sicurezza dell'impianto elettrico: cavi a penzoloni, spine volanti e fili intrecciati» e chiede al sindaco Pucci cosa intende fare l'amministrazione civica per risolvere questo problema.
«Come è possibile - chiede Benedetti - che un gruppo di persone venga lasciato solo, in piedi, per più di tre ore, in una sala piena di salme e urne con le ceneri? Non aveva dichiarato, l'assessore Gabrielli, che prima di riaprire il forno crematorio, intendeva accertarsi della perfezione della struttura, proprio per garantire ai cittadini una buona qualità dei servizi? E, allora, perchè il servizio reso all'utenza è del tutto scadente?»
A sollevare la questione, è una cittadina. La quale racconta così la sua esperienza al Mirteto: «Martedì scorso, quando, io e i miei famigliari siamo andati a cremare mio babbo, ci hanno messo in una sala da cui assistere, tramite monitor, le operazioni di cremazione. Ebbene, in quella sala, dove siamo rimasti tre ore, in piedi, si trovavano contemporaneamente sette salme e tre urne con ceneri. La cosa non mi sembra legale dal momento che siamo stati in compagnia di salme e urne, da soli, per ben più di tre ore e potevamo fare di tutto senza alcun controllo. Ma, soprattutto, è stata una desolazione, una mancanza di rispetto verso persone che in quel momento avevano bisogno di stare raccolti nel loro dolore in un luogo adeguato, magari sedute. E' stato veramente vergognoso».
Certo, non siamo di fronte a uno scandalo come quello delle cremazioni horror che portò all'arresto di 12 persone ma, stando a questa lettera, siamo comunque di fronte a un problema.
La signora - potenza dei videocellulari - ha anche scattato alcune fotografie la scomoda veglia al Mirteto e poi ha chiesto aiuto a Stefano Benedetti, consigliere della Destra. Il quale ha subito preparato un'interpellanza in consiglio comunale, in cui riporta la denuncia della cittadina, agggiunge che «dalle foto che la signora mi ha mostrato si nota anche una palese mancanza di sicurezza dell'impianto elettrico: cavi a penzoloni, spine volanti e fili intrecciati» e chiede al sindaco Pucci cosa intende fare l'amministrazione civica per risolvere questo problema.
«Come è possibile - chiede Benedetti - che un gruppo di persone venga lasciato solo, in piedi, per più di tre ore, in una sala piena di salme e urne con le ceneri? Non aveva dichiarato, l'assessore Gabrielli, che prima di riaprire il forno crematorio, intendeva accertarsi della perfezione della struttura, proprio per garantire ai cittadini una buona qualità dei servizi? E, allora, perchè il servizio reso all'utenza è del tutto scadente?»
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