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Tutto parte da Parma

Gomorra sbarca ai Ronchi

Gomorra sbarca ai Ronchi

Il complesso immobiliare è bello ed elegante. Con il suo colore beige e le bordature bianco panna è impossibile non notarlo ai Ronchi; ma, nonostante i cartelli che invitano a telefonare per acquistare uno degli otto lussuosi appartamenti, in via Firenze 29 di abitanti quelle case non ne vedranno per un bel pezzo

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MARINA. Puzzano di camorra e sono stati sequestrati dalla Dia di Napoli. Gli uomini della Dia che hanno sequestrato la palazzina ieri mattina hanno trovato gli operai della ditta che ha restaurato l'immobile - in via Firenze 29 fino a pochi anni fa c'era il vecchio hotel Colombo, un due stelle che offriva 18 stanze a prezzi contenuti - mentre stavano installando gli allacci per il gas. Chiavi in mano uno degli otto appartamenti dell'Antica Marina costava dai 380 ai 500mila euro, cifra che a pochi passi dal mare vale la pena. Anche perché le finiture - come promette il cartello dell'agenzia venditrice - sono di lusso. In agenzia - completamente all'oscuro ed estranea al giro che c'era dietro l'immobile - si poteva anche trattare privatamente l'acquisto dell'attico con mansarda vista mare. Nessun acquirente finora, ma nelle previsioni le vendite dovevano partire dal 2010. Anche perché le telefonate in questi mesi sono state decine. Del resto una casa con posto auto vicina al mare è il sogno di chiunque.

L'ex hotel Colombo era stato acquistato e poi ristrutturato. L'investimento era stato di tre milioni, soldi che secondo la Dia erano della camorra. La palazzina di via Firenze come gli altri immobili sequestrati a Cremona, Parma e Roma era intestata a Aldo Bazzini, suocero di Pasquale Zagaria, fratello del boss superlatitante Michele, e ai figli Paolo e Andrea, a Pasquale e alla moglie Francesca Linetti. La Direzione investigativa antimafia di Napoli per scoprirlo ha impiegato 4 mesi di indagini, coordinate dal capo centro Maurizio Vallone. Bazzini, condannato per associazione a delinquere di stampo mafioso e detenuto, è un imprenditore di Parma che ha rapporti d'affari con il gruppo Zagaria, una delle componenti del clan dei Casalesi, fin dagli anni Novanta. E secondo gli inquirenti Pasquale Zagaria è intervenuto con grosse somme di denaro a consolidare la fragilità dei conti bancari delle imprese di Bazzini.

Il blitz della Dia è scattato anche a Marina dopo che il tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha emesso il decreto di sequestro. Una delle società sequestrate si chiama Maisonette immobiliare, da cui il nome dell'operazione dell'antimafia partenopea. Era già stata destinataria di un provvedimento analogo nel 2006, ma il gup nel 2007 ne aveva disposto il dissequestro perché non c'era prova che fosse strumentale al clan. E Bazzini, forte di questo risultato, aveva lasciato un gran numero di beni, svuotando altre società.

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