Il Tirreno

IN MONTAGNA SU DUE RUOTE

Corse clandestine, è giallo

Un tratto della via per Arni e il consigliere Simone Ortori
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Un tratto della via per Arni e il consigliere Simone Ortori

A rimettere in moto, è proprio il caso di dirlo, le polemiche, è stata un'interpellanza del consigliere comunale Simone Ortori. Nuova interpellanza per un problema vecchio: domenica mattina, cielo azzurro e decine di giovani e meno giovani in sella alla loro moto. Destinazione: il passo del Vestito

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MASSA. Decine di curve alla volta della Garfagnana e motociclisti, spesso un po' imprudenti, lungo la strada provinciale n.4, la Massa-Antona- Arni. Certo non una strada cittadina, ma il problema è che per arrivare in quota c'è da attraversare i paesi, passando, lungo via dei Colli, da San Carlo, Altagnana e Antona. E quei potenti motori su due ruote fanno paura. Tanto più che ora fa la sua comparsa l'ipotesi che lungo quella strada si svolgano vere e proprie corse. Insomma, tra i monti come in circuito? Ma questa volta a farsi avanti non sono, come avvenuto la scorsa estate, i residenti in quelle frazioni montane, ma proprio loro, i centauri. Hanno ascoltato la discussione sull'alta velocità di qualche giorno fa in consiglio comunale e sono andati su tutte le furie. Non è sfuggito loro quel sostantivo: corse. Aldo Bertozzi è un appassionato di motociclismo, oltre che titolare del negozio "Motonois", ha seguito il dibattito consiliare e ci tiene a mettere qualche puntino sulle "i". «Si è parlato di corse, scommesse e vedette, pronte ad avvisare nel caso arrivi la polizia. Sono rimasto basito». Non fa polemica Bertozzi e non usa toni forti, preferisce chiarire «perché la gente capisca cos'è il motociclismo. Esiste un topos, un luogo comune su chi ama la moto che non corrisponde al vero». Nega che sulla strada per Arni siano mai state fatte corse. «Non facciamo terrorismo e non etichettiamo i motociclisti. Non ci sono assolutamente gruppi organizzati per le corse, ma solo alcuni amici che trascorrono insieme la mattinata e spesso scollinano in lucchesia per una mangiata». Anche il consigliere Ortori è prudente sulla questione: «Io non ho parlato di scommesse, ma di corse clandestine nel senso che non sono state autorizzate. Non ho attaccato chi va in moto, ma mi sono fatto portavoce delle segnalazioni dei cittadini della zona. Per questo ho fatto un'interpellanza all'assessore al traffico Vivoli». Che preferisce non commentare: «Se i motociclisti hanno qualcosa da dirmi, lo facciano, mi scrivano, sono disponibile».

Aldo Bertozzi non solo nega che si facciano corse, ma sottolinea che il motociclismo è uno sport. «Se Valentino Rossi è un campione osannato, perché non riconoscere che chi va in moto è uno sportivo? Qualsiasi sport ha i suoi spazi, il nostro no. Certo riconosco che realizzare una pista è cosa complessa, ma nessuno per questo si sente giustificato a organizzare corse clandestine per strada». La polizia tra i monti c'è stata. Anche questa estate e le multe sono scattate: marmitte non omologate, targhe troppo inclinate e poco visibili, velocità eccessiva. «Ma niente corse clandestine» ribadisce ancora Bertozzi. Poi un appello a chi ama la moto: «Attraversiamo i paesi a velocità moderata e soltanto dopo le frazioni l'andatura può essere più allegra». E al consigliere Ortori, con tono ironico: «Venga a veder lui stesso, gli daremo un pass perché le vedette non lo fermino».
C.S.

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