Il Tirreno

Carrara

Zubbani: liberate la nave

Alessandra Vivoli
Zubbani: liberate la nave

Il futuro di Nca? «Nella navalmeccanica. Un cambio di pelle in questo momento non lo vedo possibile». La conclusione della vertenza? «È presto per dirlo ma una cosa è certa questa vicenda ha messo in discussione tutto, anche il management del cantiere». Il blocco del varo? «Non è più un elemento di forza ma di debolezza». Parole del sindaco Angelo Zubbani

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CARRARA. Il futuro di Nca? «Nella navalmeccanica. Un cambio di pelle in questo momento non lo vedo possibile». La conclusione della vertenza? «È presto per dirlo ma una cosa è certa questa vicenda ha messo in discussione tutto, anche il management del cantiere». Il blocco del varo? «Non è più un elemento di forza ma di debolezza». Parole del sindaco Angelo Zubbani.

«Liberate la nave». Il sindaco non ha dubbi: il blocco del varo non deve andare avanti. «Penso che a questo punto mantenere la nave in ostaggio finirà per fare il vuoto attorno a Nca, sia a livello di governo che di cantieristica non avremo più alleanze».
«Sono stati i lavoratori a decidere il blocco - continua - e spetta a loro l'ultima parola. Ma una cosa è certa: le istituzioni in questo momento credono che questo atteggiamento diventi un punto di debolezza per Nca. Anche perché nell'incontro di Roma del 18 dicembre dobbiamo giocare a viso scoperto, senza farci rinfacciare nulla».
Il sindaco «bacchetta» Mor. Nessuna accusa diretta. Ma il messaggio è molto chiaro. Insomma i problemi di Nca non stanno solo - come ha detto il ministro Scajola - nel danno d'immagine legato al blocco del varo dell'ultima nata dell'armatore Grimaldi. Ma qualcosa nella gestione manageriale non ha funzionato. «Questa difficile partita legata alla cantieristica ha messo in discussione tutto - spiega il sindaco - la politica, questo senz'altro, ma anche gli assetti organizzativi del cantiere stesso». Un discorso a parte è riservato ai manager (e naturalmente all'amministratore delegato di Nca, Luigi Mor). «Vorrei non sentirmi sempre ripetere, ai tavoli con il governo - sottolinea Zubbani - che il nostro cantiere è in perdita costante. Questo è un dato su cui riflettere: in discussione, per quel che riguarda il futuro che verrà ridisegnato per Nca, c'è anche il management».

Le nuove commesse. «Non so quali nuove commesse potrà metterci sul piatto il governo nell'incontro del 18 dicembre - spiega il sindaco - l'aspettativa è quella di piattaforme Eni e carceri galleggianti, lavori che potrebbero risollevare i destini di Nca. Ama anche la partecipazione ai lavori di ristrutturazione della flotta Toremar acquistata dalla Regione Toscana».
«Una cosa è certa - continua Zubbani - ad oggi solo con l'ombrello pubblico di Fincantieri si può pensare a un futuro del cantiere. Se il governo decide di non mantenere quella vocazione si giocherà tutta un'altra partita (quella dei privati ndc), ma in questo momento è la soluzione più remota». Anche perché, secondo il sindaco, è proprio lo stesso governo a remare in un'altra direzione.

«Si continua a ripetere, da Roma, che la cantieristica è un settore strategico - dice Zubbani - e allora perché noi dobbiamo esser relegati a fare il brutto anatroccolo della situazione?»
L'apertura alla nautica. Per il momento, questo Zubbani lo ha ripetuto più volte, di far cambiare pelle (e mission produttiva) a Nca non se ne parla. «Ma questo non significa - precisa il sindaco - che non vogliamo la nautica nel nostro territorio. Anzi proprio stamani (ieri per chi legge ndc) ho avuto un incontro con i rappresentanti del Club nautico, quelli del circolo della Pesca e il presidente dell'Autorità portuale Luigi Guccinelli, per il travel lift». Ossia per quel «ascensore per le barche» che dovrebbe essere creato molto prima del via al progetto del porto turistico. «Il settore della nautica è un'opportunità per il territorio che non vogliamo certo trascurare - conferma il sindaco - ma al momento il futuro di Nca è legato alla navalmeccanica: la partita che stiamo giocando è solo su questo fronte». Almeno per ora».

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