Attenzione
Massa
Morì dopo l'operazione: è un giallo
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L’ospedale di Vittorio VenetoEra un imprenditore noto in città, un uomo vivace e pieno di vita. Alessandro Pallucca, 75 anni, titolare dell'omonima carrozzeria, è morto tre mesi fa. Se n'è andato l'8 settembre, all'ospedale di Vittorio Veneto. «Una morte - racconta il figlio Angelo - che fin da subito ha destato in noi un dubbio»
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MASSA. Era un imprenditore noto in città, un uomo vivace e pieno di vita. Alessandro Pallucca, 75 anni, titolare dell'omonima carrozzeria, è morto tre mesi fa. Se n'è andato l'8 settembre, all'ospedale di Vittorio Veneto. «Una morte - racconta il figlio Angelo - che fin da subito ha destato in noi un dubbio».
«Il dubbio - prosegue - che qualcosa durante l'operazione per l'asportazione di un carcinoma alla tonsilla destra non fosse andato bene». Tanto che i figli del carrozziere si affidano ad un legale, l'avvocato Paolo Bertoncini, e tramite lui il 15 ottobre presentano un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Treviso. Insomma, dopo la morte, qualche interrogativo nella mente dei figli di Pallucca c'è. Ad alimentarli arrivano alcune telefonate anonime. Le riceve Angelo, il più grande dei tre figli. «Qualcuno - spiega l'avvocato Bertoncini - con voce travisata, ha contattato Pallucca dicendogli che il padre non sarebbe morto per una crisi cardiaca, ma per un errore medico». È a quel punto che gli eredi del carrozziere si rivolgono alla Procura. «Hanno presentato - chiarisce il legale - esposto per omicidio colposo contro chiunque si sia reso responsabile dell'accaduto». Ma non è finita qui. Perché dopo alcuni giorni dalla presentazione dell'esposto, ad Angelo Pallucca sarebbe arrivata anche una lettera anonima. «Qualcuno ha inviato i risultati dell'esame istologico - chiarisce Bertoncini - e sul retro del documento ha scritto alcune considerazioni. Accusa i medici di aver operato senza avere in mano i risultati dell'esame istologico da cui non risulterebbe un carcinoma, ma un meno grave linfoma e insinua il dubbio che l'uomo sia morto a causa di una tracheotomia non riuscita». Tanto che il 6 novembre l'avvocato decide di integrare il precedente esposto con la lettera anonima. «Ora - prosegue Bertoncini - è partita l'indagine, è stata sequestrata la cartella clinica di Pallucca e sono state sentite le persone informate dei fatti». Alessandro Pallucca è stato ricoverato l'8 settembre scorso e alle 8 e un quarto del mattino è entrato in sala operatoria. L'intervento - si legge nell'esposto - «è terminato a mezzogiorno e 10 con esito apparentemente positivo. Nella fase post-operatoria - prosegue il documento - si manifestavano complicazioni che determinavano difficoltà nell'attività respiratoria, riferita dallo stesso paziente, tale da indurre i medici ad effettuare un secondo intervento chirurgico in emergenza. Tale secondo intervento aveva inizio alle 14,20 e termine alle 14,55 con il decesso del paziente». Un decesso che nell'esposto viene definito «del tutto inatteso» e che «impone di esaminare se l'operato dei sanitari che hanno a vario titolo partecipato agli interventi chirurgici o che hanno prestato la loro assistenza nel periodo compreso tra i due interventi sia in linea con leges artis». Insomma, i figli vogliono capire se il padre è morto per cause naturali o se, come quella voce senza nome ha insinuato, qualcuno ha commesso un errore. Ad accertarlo sarà la magistratura.
«Il dubbio - prosegue - che qualcosa durante l'operazione per l'asportazione di un carcinoma alla tonsilla destra non fosse andato bene». Tanto che i figli del carrozziere si affidano ad un legale, l'avvocato Paolo Bertoncini, e tramite lui il 15 ottobre presentano un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Treviso. Insomma, dopo la morte, qualche interrogativo nella mente dei figli di Pallucca c'è. Ad alimentarli arrivano alcune telefonate anonime. Le riceve Angelo, il più grande dei tre figli. «Qualcuno - spiega l'avvocato Bertoncini - con voce travisata, ha contattato Pallucca dicendogli che il padre non sarebbe morto per una crisi cardiaca, ma per un errore medico». È a quel punto che gli eredi del carrozziere si rivolgono alla Procura. «Hanno presentato - chiarisce il legale - esposto per omicidio colposo contro chiunque si sia reso responsabile dell'accaduto». Ma non è finita qui. Perché dopo alcuni giorni dalla presentazione dell'esposto, ad Angelo Pallucca sarebbe arrivata anche una lettera anonima. «Qualcuno ha inviato i risultati dell'esame istologico - chiarisce Bertoncini - e sul retro del documento ha scritto alcune considerazioni. Accusa i medici di aver operato senza avere in mano i risultati dell'esame istologico da cui non risulterebbe un carcinoma, ma un meno grave linfoma e insinua il dubbio che l'uomo sia morto a causa di una tracheotomia non riuscita». Tanto che il 6 novembre l'avvocato decide di integrare il precedente esposto con la lettera anonima. «Ora - prosegue Bertoncini - è partita l'indagine, è stata sequestrata la cartella clinica di Pallucca e sono state sentite le persone informate dei fatti». Alessandro Pallucca è stato ricoverato l'8 settembre scorso e alle 8 e un quarto del mattino è entrato in sala operatoria. L'intervento - si legge nell'esposto - «è terminato a mezzogiorno e 10 con esito apparentemente positivo. Nella fase post-operatoria - prosegue il documento - si manifestavano complicazioni che determinavano difficoltà nell'attività respiratoria, riferita dallo stesso paziente, tale da indurre i medici ad effettuare un secondo intervento chirurgico in emergenza. Tale secondo intervento aveva inizio alle 14,20 e termine alle 14,55 con il decesso del paziente». Un decesso che nell'esposto viene definito «del tutto inatteso» e che «impone di esaminare se l'operato dei sanitari che hanno a vario titolo partecipato agli interventi chirurgici o che hanno prestato la loro assistenza nel periodo compreso tra i due interventi sia in linea con leges artis». Insomma, i figli vogliono capire se il padre è morto per cause naturali o se, come quella voce senza nome ha insinuato, qualcuno ha commesso un errore. Ad accertarlo sarà la magistratura.
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