Il Tirreno

La lettera di un 25enne

Babbo Natale, ti chiedo lavoro...

Francesco D.
Un babbo Natale operaio
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Un babbo Natale operaio

Ha letto che gli artigiani non trovano manodopera e mestieranti. E allora ha pensato bene di prendere carta e penna per scrivere questa singolare lettera a Babbo Natale. E' il racconto di un giovane volenteroso che al di là del lavoro stagionale non riesce a trovare un'occupazione se non fissa almeno decorosa. Ma ecco la sua lettera

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MASSA. Caro Babbo Natale, sono passati ormai 15 inverni dall'ultima volta che ti ho scritto, è vero. Ma ormai sono un uomo di 25 anni che ha per la testa ben altri pensieri che le Festività. Sai caro Babbino, in questi ultimi 5 anni i miei genitori si sono separati ed io per ragioni troppo lunghe da spiegarti mi sono trovato fuori di casa senza un soldo e senza un lavoro stabile. Ho lavorato l'estate negli alberghi e sopravvivo facendo l'inverno qualche lavoretto di manutenzione o giardinaggio quando capita, ma sai caro Babbino io davvero non ce la faccio più. Mi trovo a dover pagare un affitto di 400 euro + 200 di bollette ogni mese, senza contare il dover mangiare e il comune "vivere" che implica tante altre piccole spese... purtroppo non posso fare affidamento su nessuno, perché come ti ho detto, sui miei genitori non posso proprio contare.

Come lo scorso inverno alla fine della stagione è finita anche la pacchia, questa estate ho lavorato per pagare i debiti dell'anno prima e praticamente sono rimasto di nuovo senza un soldino. Ogni giorno invio decine di curriculum. Mica solo a Massa: sto cercando anche a Roma o altre città taaaanto lontane.

Finora mi hanno chiamato solo per un paio di colloqui, senza esito. In questi anni caro Babbino ho imparato due lingue straniere, mi sono diplomato dirigente di comunità e ho preso le patenti per il camion e per il rimorchio, inoltre ho imparato ad usare bene bene il computer. Eppure sembra che non basta, ho chiesto aiuto anche al sindaco per ben due volte, ho chiesto aiuto all'assessore e agli assistenti sociali. Mica gli ho chiesto soldi: gli ho chiesto un lavoro piccolo piccolo anche se c'era da sporcarsi le mani e spaccarsi la schiena. Tante promesse, tante parole ma nulla di fatto ed Io non so più davvero come andare avanti... Possibile che nessuno sia disposto a prendere a lavorare un giovane alto e forte e con tante belle doti? Possibile che le autorità preposte mi rispondano che se ero immigrato mi davano subito la casa, se ero anziano un sussidio, se ero disabile una pensione? Cosa devo fare? Prendere la residenza all'estero e ripresentarmi al Comune? Spaccarmi una gamba o invecchiare precocemente? Mha... Caro babbino io tento l'ultima carta, ovvero ti scrivo per chiederti quest'anno il regalo più bello che potresti fare per ridare il sorriso a un bimbo cresciuto. Un uomo adulto nel corpo ma ancora fanciullo nel cuore... Fai che quest'ano anche io possa trovare sotto l'albero un lavoro, anche piccolo piccolo. Ti ringrazio fino adesso con sincero affetto...

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