Il Tirreno

ESSERE DISOCCUPATI

Falegname: sono disperato

Cinzia Carpita
Il mestiere del falegname: uno dei più antichi
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Il mestiere del falegname: uno dei più antichi

«I falegnami vanno a ruba? Lo dice la Confartigianato, ma io sono disoccupato da sei mesi. Ho mandato curriculum dappertutto, ho chiesto lavoro. Mi rispondono sempre: "aspettiamo gennaio, poi si vedrà"». Ilario Bilato, 54 anni, 800 euro al mese di sussidio, «ma a scalare», è iscritto alle liste di mobilità

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CARRARA. L'indagine di Confartigianato, fra le aziende, illustrata lunedì scorso, rileva che c'è grande richiesta di falegnami, oltre che di altre figure professionali, e che viene richiesta una qualifica o esperienza specifica nei settori. Secondo dati recentissimi raccolti dall'associazione, nel territorio servono 22 falegnami ma ne mancano 13: vorrebbe dire che sulla piazza non ci sono abbastanza addetti rispetto a quelli richiesti. Bilato è rimasto stupito nel leggere questo resoconto: da una parte è speranzoso («Ecco il mio numero di telefono: 333-7018223. Chi ha bisogno di un falegname?), dall'altra dubbioso.

Nativo di Padova, vive da dieci anni nella nostra città, con una compagna che ha un impiego. Ma lui ci tiene ad avere un reddito tutto suo: essere disoccupato da giugno gli pesa moltissimo. Ha bussato a tante porte di aziende, spiegando che ha esperienza come falegname e come carpentiere in legno. Per ora, dice, nulla da fare. «Vedremo...» è la risposta che si sente dire.

«Ho cominciato a lavorare in un laboratorio di falegnameria dell'Anffas di Padova - racconta - poi in un'altra falegnameria che faceva mobili per la Benetton. Mi sono trasferito in questa provincia, ho fatto il falegname a Massa e per 4 anni ho lavorato nel settore della nautica apuana. Finché, per motivi di ridimensionamento della ditta che mi aveva assunto, non avendo familiari a carico sono stato fra i primi ad essere lasciato a casa». Così da giugno è cominciato il suo calvario: l'iscrizione nelle liste di mobilità e la via crucis in vari cantieri del comprensorio, curriculum alla mano, per riavere un posto. «Tutti mi dicono che aspettano la ripresa economica. Poi ho letto dell'indagine fatta dalla Confartigianato e mi sono detto: allora c'è speranza. Io ho esperienza, capacità, come falegname. Se le imprese attingessero di più alle liste di collocamento, forse troverei lavoro anche io. Non sono maestro d'ascia, ma il falegname lo so fare bene usando i macchinari del mestiere. Nella nautica mi occupavo di allestimenti e carpenteria».

«Il sussidio di disoccupazione, che per quelli come me che hanno più di 50 anni, è di un anno, è attualmente di 800 euro mensili, ma andranno a scalare, fino a metà 2010. E poi?».

Nello studio effettuato dalla Confartigianato, ci sono anche descritte le modalità di reperimento della manodopera, così come sono state riferite dalle imprese interpellate dall'associazione (fra cui cinque del legno su un totale di 188 di vari settori dall'edilizia ai servizi): per la maggior parte vengono messe inserzioni sulla stampa, e Bilato dice che non se le fa scappare e si presenta con le sue credenziali lavorative, ma finora non ha avuto risposte. Dall'indagine "Manodopera cercasi" di Confartigianato, emerge che solo in minima parte le aziende si rivolgono alle agenzie di collocamento.

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