Finanza
Se la scuola e' sott'accusa
Bocciata, chiesto maxi-indennizzo
Corrado Benzio
◗
Una professoressa durante una lezione e sopra il comm. Andrea VinchesiL'avvocato di famiglia ha chiesto 600mila euro di danni. I 2/3 per la ragazzina, il resto per la madre separata. Perché quella bocciatura le ha portato, già disabile psichica, un aggravamento delle condizioni di salute. Da qui il ricorso al Tar ma anche la denuncia che parte da Andrea Vinchesi
3 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Perchè il caso non è un fatto privato fra un istituto superiore massese dove si boccia (a settembre) una studentessa con handicap psichico, ma diventa un caso politico.
A sollevarlo è Andrea Vinchesi, consigliere comunale a Carrara, ma in questo caso presidente dell'associazione provinciale che raccoglie i vari enti e onlus che si occupano di disabilità. Il ricorso al Tar della Toscana (l'udienza c'è stata giovedì 3 dicembre) riguarda l'annullamento della bocciatura, ma anche la richiesta danni.
Vinchesi ne fa un caso politico in un altro modo. «Al di là della questione amministrativa, chiediamo alle autorità scolastica di appurare se c'è stata nei confronti di questa ragazzina una sorta di accanimento, di antipatia che ha portato non solo alla bocciatura ma anche ad un aggravarsi delle condizioni della ragazza. Che quando ricorda quanto è successo piange e ha dovuto anche cambiare indirizzo nella stessa scuola. Sono pronto ad andare davanti il dirigente scolastico provinciale. Il problema non riguarda un insegnante o un istituto, ma la scuola nel suo complesso. Capire se è in grado di difendere sempre e comunque i più deboli».
Non citeremo la ragazzina, la chiameremo Francesca, nè l'istituto dove è avvenuto l'episodio per evitare la possibilità del riconoscimento.
Di sicuro la scuola è in subbuglio, come spiega l'avvocato Sandro Castro, legale della famiglia e docente universitario proprio in materia di pubblica ammnistrazione e di scuola.
Castro ha presentato ricorso al Tar dopo che un primo esposto della madre alla scuola aveva comunque sortito un effetto.
«L'istituto superiore cittadino - spiega il legale - ha ricevuto la visita di un ispettore inviato dal Ministero. Noi abbiamo acquisito la relazione ai fini del ricorso - continua Castro - e abbiamo trovato riscontro a certe nostre accuse. Nel rapporto dell'ispettore si parla di eccessiva severità da parte di questa insegnante e si accenna al fatto che sul fronte degli esami e dei voti non ci sia stata la necessaria trasparenza».
Il ricorso contesta che le motivazioni sulla bocciatura della ragazza (rinviata in italiano e storia) siano vaghe. Soprattutto si accusa la scuola di non avere un eguale metro di giudizio.
L'aspetto giudiziale del caso, con quella richiesta di risarcimento-monstre, sarà esaminato dalla giustizia amministrativa. Ma Andrea Vinchesi chiederà ufficialmente spiegazioni alla politica.
«Ho già investito del caso - spiega l'esponente del Pd - la commissione provinciale sulla pubblica istruzione. Non c'è l'ho con la singola professore, nè con il preside, ma con la scuola nel suo complesso. A me il preside, ad esempio, mi ha riferito che non sapevano del ritardo mentale lamentato dalla studentessa. Ma io mi sono informato e la scuola media da cui proveniva aveva passato la cartella medica alla scuola superiore».
Una vicenda dai vari risvolti che potrebbe avere effetti dirompenti. Guardando soprattutto la decisione usata da Vinchesi.
«Che mi arriva da una fatto: la rabbia che ho provato dopo avere parlato con la ragazzina e con sua madre».
A sollevarlo è Andrea Vinchesi, consigliere comunale a Carrara, ma in questo caso presidente dell'associazione provinciale che raccoglie i vari enti e onlus che si occupano di disabilità. Il ricorso al Tar della Toscana (l'udienza c'è stata giovedì 3 dicembre) riguarda l'annullamento della bocciatura, ma anche la richiesta danni.
Vinchesi ne fa un caso politico in un altro modo. «Al di là della questione amministrativa, chiediamo alle autorità scolastica di appurare se c'è stata nei confronti di questa ragazzina una sorta di accanimento, di antipatia che ha portato non solo alla bocciatura ma anche ad un aggravarsi delle condizioni della ragazza. Che quando ricorda quanto è successo piange e ha dovuto anche cambiare indirizzo nella stessa scuola. Sono pronto ad andare davanti il dirigente scolastico provinciale. Il problema non riguarda un insegnante o un istituto, ma la scuola nel suo complesso. Capire se è in grado di difendere sempre e comunque i più deboli».
Non citeremo la ragazzina, la chiameremo Francesca, nè l'istituto dove è avvenuto l'episodio per evitare la possibilità del riconoscimento.
Di sicuro la scuola è in subbuglio, come spiega l'avvocato Sandro Castro, legale della famiglia e docente universitario proprio in materia di pubblica ammnistrazione e di scuola.
Castro ha presentato ricorso al Tar dopo che un primo esposto della madre alla scuola aveva comunque sortito un effetto.
«L'istituto superiore cittadino - spiega il legale - ha ricevuto la visita di un ispettore inviato dal Ministero. Noi abbiamo acquisito la relazione ai fini del ricorso - continua Castro - e abbiamo trovato riscontro a certe nostre accuse. Nel rapporto dell'ispettore si parla di eccessiva severità da parte di questa insegnante e si accenna al fatto che sul fronte degli esami e dei voti non ci sia stata la necessaria trasparenza».
Il ricorso contesta che le motivazioni sulla bocciatura della ragazza (rinviata in italiano e storia) siano vaghe. Soprattutto si accusa la scuola di non avere un eguale metro di giudizio.
L'aspetto giudiziale del caso, con quella richiesta di risarcimento-monstre, sarà esaminato dalla giustizia amministrativa. Ma Andrea Vinchesi chiederà ufficialmente spiegazioni alla politica.
«Ho già investito del caso - spiega l'esponente del Pd - la commissione provinciale sulla pubblica istruzione. Non c'è l'ho con la singola professore, nè con il preside, ma con la scuola nel suo complesso. A me il preside, ad esempio, mi ha riferito che non sapevano del ritardo mentale lamentato dalla studentessa. Ma io mi sono informato e la scuola media da cui proveniva aveva passato la cartella medica alla scuola superiore».
Una vicenda dai vari risvolti che potrebbe avere effetti dirompenti. Guardando soprattutto la decisione usata da Vinchesi.
«Che mi arriva da una fatto: la rabbia che ho provato dopo avere parlato con la ragazzina e con sua madre».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
