Il Tirreno

Allarme tumori

Mille casi di tumore l'anno

Alessandra Vivoli
Il primario Maurizio Cantore e il monoblocco ospedaliero: il reparto è al quarto piano
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Il primario Maurizio Cantore e il monoblocco ospedaliero: il reparto è al quarto piano

Seimila malati di tumore. Tanti ne ha visti il primario di oncologia dell'ospedale di Carrara, Maurizio Cantore, da quando sei anni e tre mesi fa si è insediato nel suo studio, al quarto piano del monoblocco

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CARRARA. Seimila malati di tumore. Tanti ne ha visti il primario di oncologia dell'ospedale di Carrara, Maurizio Cantore, da quando sei anni e tre mesi fa si è insediato nel suo studio, al quarto piano del monoblocco.
Più di mille ammalati l'anno, negli ultimi cinque anni sono aumentati.
Quasi un record. Solo di cancro al pancreas ogni anno da Carrara passano 80 casi (e parecchi in età giovane), dieci volte di più rispetto alle attese per un ospedale delle dimensioni del nostro.
Un dato significativo, in parte legato al fatto che il reparto di Carrara, con il pianoforte a coda e le tende colorate proprio nel bel mezzo delle corsie (i posti letti sono 13), richiama tanti malati da fuori provincia. E non solo pazienti che - come è sempre avvenuto in passato - dal Sud salgono al Nord. No, nell'oncologia del monoblocco, arrivano anche da Milano, Varese, Torino, insomma dalla città alla provincia, seguendo il modello Cantore. Ma al di là di questo i numeri fanno pensare.
Perché mille tumori l'anno sono troppi. E una cosa è certa, nella nostra provincia ci si ammala tanto. Parecchio. Con dati che vanno oltre la media nazionale.
E non è un caso, ci spiega il dottor Cantore che «la provincia di Massa-Carrara dal 1986 è inserita nelle aree a elevato rischio di crisi ambientale».
Insomma tutti quei veleni, ricordo della grande industria, i loro effetti li hanno sortiti. E continuano a farlo. A far morire la gente. Anche se, e questo è bene precisarlo, il primario di oncologia di collegamenti diretti non ne fa. Parlano i dati. Quello che è successo in ospedale negli ultimi anni.
«L'impatto ambientale c'è ancora - sottolinea il dottor Cantore - e non è ancora cessato l'effetto domino legato ai periodi di massimo inquinamento. Senza dimenticare che i periodi di latenza, per i tumori polmonari, possono essere davvero molto lunghi: per il cancro dell'amianto possono passare anche trent'anni».
E non è solo questo che dovrebbe preoccuparci. «Quello che è più grave, per quel che riguarda i tumori legati all'impatto ambientale - continua Cantore - è che un minor impatto con le sostanze cancerogene, ma continuativo, è il più dannoso di tutti».
Insomma respirare per anni i veleni, anche solo quello che è rimasto nell'aria e nei terreni dopo la deindustrializzazione, paradossalmente può fare più danni «dell'esposizione diretta quando c'è stato l'incidente alla Farmoplant».
Il quadro è drammatico ma il dottor Cantore non fa allarmismi e soprattutto non fa alcun collegamento diretto tra l'incidenza dei tumori e l'inquinamento. «Non sta a me farlo, io posso parlare soltanto di quello che ho visto nel mio reparto. Per il resto ci sono gli epidemiologi, ci sono le istituzioni».
Ma ad alzare il tasso dei tumori non è solo l'ambiente. C'è un dato che deve far riflettere: «Negli ultimi anni è aumentata la morte delle donne per il tumore al polmone - spiega Cantore - questo perché le donne hanno cominciato a fumare più tardi, ma ora hanno superato gli uomini per i quali negli ultimi 15 anni il cancro al polmone è diminuito». «Oggi si vedono delle cose assurde - continua - ad esempio la mattina mi capita di vedere mamme che accompagnano i bimbi a scuola in macchina, con la sigaretta accesa: quella è una camera a gas».
E a fare ammalare di cancro è anche lo stile di vita. «Una volta il tumore al pancreas si diagnosticava dai 65 anni in su, era un tipo di cancro che colpiva le persone anziane - dice Cantore - adesso abbiamo ammalati di 35 anni». L'alimentazione fa la sua parte: «La verdura e la frutta dovrebbero essere introdotte nell'educazione alimentare dei bambini, negli asili e nelle scuole - spiega Cantore - e poi non servono i dietisti, bisogna mangiare meno, alzarsi da tavola senza essere sazi. E i dolci? Lasciamoli solo alle occasioni di festa. Il panettone, ad esempio, mangiamolo solo a Natale, non cominciamo a metterlo in tavola due mesi prima solo perchè al supermercato è in offerta». Stesso discorso per la carne rossa: «Mangiamola ogni tanto, meglio un bel piatto di cavoli«. E a dover fare i conti con il sovrappeso, questa volta non per l'estetica ma per problemi ben più seri sono le donne: «Ad elevare il rischio del tumore alla mammella sono gli estrogeni - conclude Cantore - e nelle donne obese alcune sostanze si convertono e formano più facilmente proprio gli estrogeni».

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