Attenzione
Barriere architettoniche
Disabili in rivolta: città a ostacoli
Barbara Monaco
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Il corteo organizzato dai disabili in cittàCirca 30 disabili, ieri mattina, in corteo da Piazza Sacco e Vanzetti hanno raggiunto il municipio per avere un incontro col sindaco. Obiettivo: abbattere le barriere architettoniche. Impossibile per un disabile salire con la carrozzella nel ridotto del teatro Animosi, nell'Accademia, nella biblioteca cittadina
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CARRARA. Circa 30 disabili, ieri mattina, in corteo da Piazza Sacco e Vanzetti hanno raggiunto il municipio per avere un incontro col sindaco. Obiettivo: abbattere le barriere architettoniche. Impossibile per un disabile salire con la carrozzella nel ridotto del teatro Animosi, nell'Accademia, nella biblioteca cittadina. Tanti ostacoli nel tessuto urbano, anche per gli ipovedenti.
Dopo un primo contatto con l'assessore Vannucci, che ha dichiarato massima apertura da parte dell'amministrazione, a un confronto sulle barriere architettoniche nel territorio, hanno ottenuto la piena attenzione di Zubbani. Il presidente dell'associazione nazionale "Privi della vista ed Ipovedenti", Fabio Basile, si è detto soddisfatto della disponibilità dell'amministrazione, ad aprire un tavolo di lavoro cui parteciperanno i disabili, per evidenziare le criticità maggiori ed avviare un dialogo serrato col Comune e giungere ad una soluzione.
Ieri erano presenti anche la Federazione regionale "Senza Barriere" Onlus, membri della Consulta Anziani e l'Associazione radicale "La Conca".
«sistono situazioni di difficile comprensione per le persone che non le vivono sulla propria pelle, ma che incidono fortemente sulla qualità della vita di un disabile - afferma Basile, - per quanto mi riguarda, come ipovedente, l'assenza di semafori sonori e la presenza di pali che sorgono sui marciapiedi, rende particolarmente avventurosa anche una semplice passeggiata o il raggiungimento del luogo di lavoro, senza contare i mancati annunci sonori all'interno degli autobus che, ad ogni fermata, mi permetterebbero di sapere dove mi trovo esattamente, consentendomi di scendere nel posto giusto». I disabili motori invece, hanno pochissime possibilità di prendere l'autobus, perché la maggior parte dei mezzi del Cat non sono dotati di pedane per le carrozzine. E ciò colpisce anche chi ha problemi di vista o semplicemente un anziano con difficoltà di locomozione. Secondo il consigliere Lanmarco Laquidara, non tutte le pedane sui bus sarebbero funzionanti. «Altro enorme ostacolo sono poi le scale che, nei nostri antichi palazzi cittadini, rappresentano una barriera insormontabile per i disabili». Viene chiesta maggiore attenzione durante la costruzione di nuovi marciapiedi, per far sì che si rendano accessibili.
E ancora aperta resta la questione relativa alla stazione di Avenza: da quando le assi di legno per l'attraversamento del binario sono state tolte da Trenitalia, i disabili non possono più accedere liberamente al 2º binario e, malgrado le richieste all'azienda anche da parte dell'amministrazione, ancora nessuna risposta è pervenuta e, l'arrivo e la partenza dal 2º binario sono ancora "proibiti" a chi non ha la fortuna di avere un paio di robusti accompagnatori, in grado di sollevare sedia e trasportato.
Dopo un primo contatto con l'assessore Vannucci, che ha dichiarato massima apertura da parte dell'amministrazione, a un confronto sulle barriere architettoniche nel territorio, hanno ottenuto la piena attenzione di Zubbani. Il presidente dell'associazione nazionale "Privi della vista ed Ipovedenti", Fabio Basile, si è detto soddisfatto della disponibilità dell'amministrazione, ad aprire un tavolo di lavoro cui parteciperanno i disabili, per evidenziare le criticità maggiori ed avviare un dialogo serrato col Comune e giungere ad una soluzione.
Ieri erano presenti anche la Federazione regionale "Senza Barriere" Onlus, membri della Consulta Anziani e l'Associazione radicale "La Conca".
«sistono situazioni di difficile comprensione per le persone che non le vivono sulla propria pelle, ma che incidono fortemente sulla qualità della vita di un disabile - afferma Basile, - per quanto mi riguarda, come ipovedente, l'assenza di semafori sonori e la presenza di pali che sorgono sui marciapiedi, rende particolarmente avventurosa anche una semplice passeggiata o il raggiungimento del luogo di lavoro, senza contare i mancati annunci sonori all'interno degli autobus che, ad ogni fermata, mi permetterebbero di sapere dove mi trovo esattamente, consentendomi di scendere nel posto giusto». I disabili motori invece, hanno pochissime possibilità di prendere l'autobus, perché la maggior parte dei mezzi del Cat non sono dotati di pedane per le carrozzine. E ciò colpisce anche chi ha problemi di vista o semplicemente un anziano con difficoltà di locomozione. Secondo il consigliere Lanmarco Laquidara, non tutte le pedane sui bus sarebbero funzionanti. «Altro enorme ostacolo sono poi le scale che, nei nostri antichi palazzi cittadini, rappresentano una barriera insormontabile per i disabili». Viene chiesta maggiore attenzione durante la costruzione di nuovi marciapiedi, per far sì che si rendano accessibili.
E ancora aperta resta la questione relativa alla stazione di Avenza: da quando le assi di legno per l'attraversamento del binario sono state tolte da Trenitalia, i disabili non possono più accedere liberamente al 2º binario e, malgrado le richieste all'azienda anche da parte dell'amministrazione, ancora nessuna risposta è pervenuta e, l'arrivo e la partenza dal 2º binario sono ancora "proibiti" a chi non ha la fortuna di avere un paio di robusti accompagnatori, in grado di sollevare sedia e trasportato.
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