Gioco
mare e dintorni
Oltre 630mila presenzeI campeggi: siamo noi la colonna del turismo
Claudio Figaia
Siamo noi l'ossatura portante del turismo apuano, noi che facciamo i grandi numeri, noi che soddisfiamo i bisogni di vacanza a prezzo accessibile. Mostrano i muscoli, i campeggiatori di Partaccia e di Casone
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MARINA DI MASSA. Convocano la stampa e snocciolano cifre e grafici per rimarcare che sono loro, quelli del «settore extra-alberghiero» a rappresentare l'80% e più dell'offerta turistica del territorio.
I numeri sono eloquenti: nella zona di costa, su 28.833 posti letto censiti nel 2009 (tra aprile-settembre), solo 5.600 sono forniti da alberghi e hotel. Gli altri 23.233 da strutture extra alberghiere E di questi ben 19.328 si trovano nei campeggi (gli altri sono in ostelli, case vacanze, agriturismi, affittacamere). E sono posti quasi sempre occupati da turisti. Scordatevi canadesi e tende-famiglia, però. Il camping, oggi, è una specie di villaggio, si dorme in bungalows con aria condizionata, ci sono bar, ristorante, piscina, servizi igienici («più di mille e tutti ben organizzati», ci tengono a sottolinearlo i campeggiatori per allontanare l'idea del camping dove bisogna far la coda per lavarsi e fare pipì). Si offrono pacchetti a mezza pensione come in un albergo, l'animazione non manca quasi mai, le convenzioni con le spiagge di Partaccia garantiscono ai clienti un posto al sole compreso nel prezzo.
Siamo una forza, dicono dunque i campeggiatori. E siamo in salute: «Quest'anno di crisi abbiamo registrato 71.520 persone (una città) arrivate nelle nostre 34 strutture, che si sono fermate per un totale di 630.822 presenze. Con un incremento degli arrivi del 24,5% e delle presenze del 12% e con un solo dato negativo: i turisti stranieri sono scesi del 12,4% nelle presenze.
Non c'è voglia di polemica nella giornata di presentazione di questi dati che Ageparc e Sindacato Campeggi illustrano assieme all'assessore provinciale al Turismo Sara Vatteroni e al direttore dell'Apt Arnaldo Tonarelli. «Della nostra opposizione al porto turistico, riparleremo un'altra volta», dice Marco Lucetti di Ageparc. Ma il senso dell'iniziativa di pubblicizzazione del loro potenziale turistico appare chiaro. Far sapere che il turismo massese non è solo ville da ricchi a Poveromo, alberghi a tre e più stelle, maxi progetti per nuovi hotel al posto delle (vicine) ex colonie. No, il turismo è anche vacanze in bungalow, target medio-basso. Che deve essere tutelato.
«Siamo operatori capaci - spiegano quelli di Ageparc e Sindacato con un trasparente riferimento a possibili stravolgimenti delle destinazioni di quelle aree - che con le nostre sole forze, reinvestendo nelle nostre attività, abbiamo creato posti di lavoro, conservato intatte spiagge e storiche pinete, salvaguardato il pregio ambientale di questo territorio».
Per questo, i campeggiatori si sentono in diritto di avanzare richieste alle amministrazioni e alla politica locali: «Vi chiediamo di credere a questo turismo e di collaborare con noi per allungare la stagione turistica, per migliorare spiagge libere e la pulizia. E, soprattutto, per discutere dei grandi progetti a venire come porticciolo e colonie.
I numeri sono eloquenti: nella zona di costa, su 28.833 posti letto censiti nel 2009 (tra aprile-settembre), solo 5.600 sono forniti da alberghi e hotel. Gli altri 23.233 da strutture extra alberghiere E di questi ben 19.328 si trovano nei campeggi (gli altri sono in ostelli, case vacanze, agriturismi, affittacamere). E sono posti quasi sempre occupati da turisti. Scordatevi canadesi e tende-famiglia, però. Il camping, oggi, è una specie di villaggio, si dorme in bungalows con aria condizionata, ci sono bar, ristorante, piscina, servizi igienici («più di mille e tutti ben organizzati», ci tengono a sottolinearlo i campeggiatori per allontanare l'idea del camping dove bisogna far la coda per lavarsi e fare pipì). Si offrono pacchetti a mezza pensione come in un albergo, l'animazione non manca quasi mai, le convenzioni con le spiagge di Partaccia garantiscono ai clienti un posto al sole compreso nel prezzo.
Siamo una forza, dicono dunque i campeggiatori. E siamo in salute: «Quest'anno di crisi abbiamo registrato 71.520 persone (una città) arrivate nelle nostre 34 strutture, che si sono fermate per un totale di 630.822 presenze. Con un incremento degli arrivi del 24,5% e delle presenze del 12% e con un solo dato negativo: i turisti stranieri sono scesi del 12,4% nelle presenze.
Non c'è voglia di polemica nella giornata di presentazione di questi dati che Ageparc e Sindacato Campeggi illustrano assieme all'assessore provinciale al Turismo Sara Vatteroni e al direttore dell'Apt Arnaldo Tonarelli. «Della nostra opposizione al porto turistico, riparleremo un'altra volta», dice Marco Lucetti di Ageparc. Ma il senso dell'iniziativa di pubblicizzazione del loro potenziale turistico appare chiaro. Far sapere che il turismo massese non è solo ville da ricchi a Poveromo, alberghi a tre e più stelle, maxi progetti per nuovi hotel al posto delle (vicine) ex colonie. No, il turismo è anche vacanze in bungalow, target medio-basso. Che deve essere tutelato.
«Siamo operatori capaci - spiegano quelli di Ageparc e Sindacato con un trasparente riferimento a possibili stravolgimenti delle destinazioni di quelle aree - che con le nostre sole forze, reinvestendo nelle nostre attività, abbiamo creato posti di lavoro, conservato intatte spiagge e storiche pinete, salvaguardato il pregio ambientale di questo territorio».
Per questo, i campeggiatori si sentono in diritto di avanzare richieste alle amministrazioni e alla politica locali: «Vi chiediamo di credere a questo turismo e di collaborare con noi per allungare la stagione turistica, per migliorare spiagge libere e la pulizia. E, soprattutto, per discutere dei grandi progetti a venire come porticciolo e colonie.
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