La protesta
«Non c’è informazione»
«Io e l'Aids: 265 euro di pensionee non mi fanno più lavorare»
Barbara Monaco
◗
Mario Frattoni«In Italia si parla di Aids solo il 1º dicembre, giornata mondiale dedicata alla patologia, poi, per gli altri 364 giorni dell'anno sembra che questo virus sparisca dalla circolazione e, con lui, tutti coloro che ne sono affetti»
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CARRARA. La denuncia è di Mario Frattoni che, circa 8 anni fa si accorse di aver contratto la malattia, già, peraltro giunta al 3º livello, quello che si dice Aids conclamato.
È una protesta portata avanti ormai da tempo questa, da parte di uno che, della sua condizione non si è mai vergognato e che, anzi, proprio di questa ha fatto il suo cavallo di battaglia, per praticare, con la sua usuale ironia, una campagna di sensibilizzazione al problema, che porti una popolazione italiana, che definisce «Schiava di un moralismo cristiano fuori luogo e male interpretato», a fare i conti con una realtà che non riguarda solo le cosiddette categorie a rischio, come si è soliti chiamare omosessuali e tossicodipendenti.
«Come l'ho contratto io? Un bel colpo di sfortuna! - afferma sorridendo - ma non è questo il punto, o meglio, forse lo è, proprio perché rappresento una categoria tanto normale da far riflettere tutti coloro che si ostinano a non prevedere l'educazione sessuale nelle scuole, la promozione dell'uso del preservativo e quella della pratica del test per l'Hiv».
Sì, perché il test è anonimo e gratuito ma non se ne parla mai, mentre rappresenta l'unica arma per accorgersi del proprio stato e correre ai ripari con cure mirate che, all'attuale stato della ricerca scientifica (che tra l'altro ha allungato le aspettative di vita, anche per chi raggiunge la terza fase, di 20-30 anni), permettono di vivere una vita praticamente normale, scongiurando che il virus si faccia aggressivo e giunga all'ultimo livello; inoltre, e non per ultimo, solo così si evita che il proprio partner contragga la malattia.
MANCA L'INFORMAZIONE; NON SI FA PREVENZIONE. «Nel resto d'Europa la situazione è ben diversa - prosegue Frattoni - nelle metropolitane parigine sono affissi manifesti che dipingono l'uso del preservativo come un grande atto d'amore e, mentre all'aeroporto di Malpensa i cartelloni pubblicitari parlano di influenza aviaria, quelli del sud est asiatico parlano di Hiv e di rapporti sessuali protetti».
E se si vuole approfondire la tematica legata all'invalidità (perché un malato di Aids è considerato invalido al 100%), la situazione italiana non è certo rose e fiori: «Percepisco una pensione di 265 euro mensili e sono iscritto nelle liste di collocamento ma... non posso lavorare!», sottolinea Frattoni.
UNA PENSIONE DA 265 EURO. Già perché se sei sieropositivo non puoi svolgere mansioni che potrebbero mettere a rischio le persone con cui vieni in contatto e, tutte le altre, che solitamente prevedono esposizione all'aria aperta, ti sono precluse perché potrebbero aggravare il tuo stato di salute. Quindi?
«Quindi devi vivere con 265 euro e basta - commenta Frattoni - io integro creando bigiotteria, che poi vendo ai mercatini dell'artigianato, ma è qualcosa che ho sempre fatto, pensiamo invece a chi si trova improvvisamente in una situazione come questa senza la possibilità di lavorare e 265 euro al mese... e poi dicono che bisogna reagire positivamente alla malattia!».
Ma addentrandoci nel locale, l'ignoranza denunciata da Frattoni si fa tangibile: risale all'anno scorso infatti una sua esperienza con un dentista di Pontremoli: «Io dico sempre di essere affetto da Aids prima di subire interventi, per assicurarmi che i medici prendano le precauzioni adeguate, e così ho fatto con questo dentista. Saputa la notizia non ha saputo far altro che rifiutarsi di curarmi, mentre sarebbe stato sufficiente che adottasse le solite misure che un dentista deve prendere mettendo le mani in bocca ad un qualsiasi paziente».
È infatti il caso di ricordare che l'Aids non si contrae per via aerea ma soltanto tramite rapporti sessuali e a contatto diretto col sangue, prima che questo sia esposto all'aria, ferita a contatto con ferita insomma. «La denuncia al tribunale del malato con esposto alla Procura è stata immediata da parte mia», afferma Frattoni.
Il suo appello agli altri sieropositivi è comunque quello di cercare di viversela come sta facendo lui, con pienezza, non abdicando mai, come tutti noi, alla ricerca della felicità.
È una protesta portata avanti ormai da tempo questa, da parte di uno che, della sua condizione non si è mai vergognato e che, anzi, proprio di questa ha fatto il suo cavallo di battaglia, per praticare, con la sua usuale ironia, una campagna di sensibilizzazione al problema, che porti una popolazione italiana, che definisce «Schiava di un moralismo cristiano fuori luogo e male interpretato», a fare i conti con una realtà che non riguarda solo le cosiddette categorie a rischio, come si è soliti chiamare omosessuali e tossicodipendenti.
«Come l'ho contratto io? Un bel colpo di sfortuna! - afferma sorridendo - ma non è questo il punto, o meglio, forse lo è, proprio perché rappresento una categoria tanto normale da far riflettere tutti coloro che si ostinano a non prevedere l'educazione sessuale nelle scuole, la promozione dell'uso del preservativo e quella della pratica del test per l'Hiv».
Sì, perché il test è anonimo e gratuito ma non se ne parla mai, mentre rappresenta l'unica arma per accorgersi del proprio stato e correre ai ripari con cure mirate che, all'attuale stato della ricerca scientifica (che tra l'altro ha allungato le aspettative di vita, anche per chi raggiunge la terza fase, di 20-30 anni), permettono di vivere una vita praticamente normale, scongiurando che il virus si faccia aggressivo e giunga all'ultimo livello; inoltre, e non per ultimo, solo così si evita che il proprio partner contragga la malattia.
MANCA L'INFORMAZIONE; NON SI FA PREVENZIONE. «Nel resto d'Europa la situazione è ben diversa - prosegue Frattoni - nelle metropolitane parigine sono affissi manifesti che dipingono l'uso del preservativo come un grande atto d'amore e, mentre all'aeroporto di Malpensa i cartelloni pubblicitari parlano di influenza aviaria, quelli del sud est asiatico parlano di Hiv e di rapporti sessuali protetti».
E se si vuole approfondire la tematica legata all'invalidità (perché un malato di Aids è considerato invalido al 100%), la situazione italiana non è certo rose e fiori: «Percepisco una pensione di 265 euro mensili e sono iscritto nelle liste di collocamento ma... non posso lavorare!», sottolinea Frattoni.
UNA PENSIONE DA 265 EURO. Già perché se sei sieropositivo non puoi svolgere mansioni che potrebbero mettere a rischio le persone con cui vieni in contatto e, tutte le altre, che solitamente prevedono esposizione all'aria aperta, ti sono precluse perché potrebbero aggravare il tuo stato di salute. Quindi?
«Quindi devi vivere con 265 euro e basta - commenta Frattoni - io integro creando bigiotteria, che poi vendo ai mercatini dell'artigianato, ma è qualcosa che ho sempre fatto, pensiamo invece a chi si trova improvvisamente in una situazione come questa senza la possibilità di lavorare e 265 euro al mese... e poi dicono che bisogna reagire positivamente alla malattia!».
Ma addentrandoci nel locale, l'ignoranza denunciata da Frattoni si fa tangibile: risale all'anno scorso infatti una sua esperienza con un dentista di Pontremoli: «Io dico sempre di essere affetto da Aids prima di subire interventi, per assicurarmi che i medici prendano le precauzioni adeguate, e così ho fatto con questo dentista. Saputa la notizia non ha saputo far altro che rifiutarsi di curarmi, mentre sarebbe stato sufficiente che adottasse le solite misure che un dentista deve prendere mettendo le mani in bocca ad un qualsiasi paziente».
È infatti il caso di ricordare che l'Aids non si contrae per via aerea ma soltanto tramite rapporti sessuali e a contatto diretto col sangue, prima che questo sia esposto all'aria, ferita a contatto con ferita insomma. «La denuncia al tribunale del malato con esposto alla Procura è stata immediata da parte mia», afferma Frattoni.
Il suo appello agli altri sieropositivi è comunque quello di cercare di viversela come sta facendo lui, con pienezza, non abdicando mai, come tutti noi, alla ricerca della felicità.
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