Il Tirreno

MASSA

Monito della Montalcini«Servono le donnenelle stanze dei bottoni»

La senatrice Rita Levi Montalcini ospite a palazzo Ducale
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La senatrice Rita Levi Montalcini ospite a palazzo Ducale

Presentato il libro della scienziata: parla dell'Africa e dell'istruzione alle ragazze soldato Una missione possibile

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MASSA. «Se istruisci un bambino, istruisci una persona; se istruisci una bambina, istruisci una famiglia e un'intera nazione». È un proverbio africano che dà un senso alla visita di Rita Levi di Montalcini a Massa. La scienziata (premio Nobel nel 1986) ieri era a palazzo Ducale per presentare il libro che ha scritto insieme a Giuseppina Tripodi, "L'altra parte del mondo" (editore Rizzoli, 17 euro). La seconda volta della senatrice a vita ai piedi delle Apuane, la prima nel 2001 per partecipare a una tavola rotonda sul poeta Quasimodo e per scusarsi della mancata presenza al San Domenichino dell'anno prima (doveva ritirare il premio ma all'ultimo momento diede forfait).

Un ritorno che ha inorgoglito il sindaco di Massa, che alla chiusura della presentazione si è alzato in piedi e ha annunciato che alla scienziata verrà conferita la cittadinanza onoraria di Massa: «Porterò la proposta in consiglio comunale e verrà accolta senza problemi». Epilogo quello del primo cittadino a una serie di interventi della Montalcini, che hanno lasciato a bocca aperta le persone che affollavano la sala provinciale. A cento anni questa donna minuta ma tenace ha sbattuto in faccia una realtà che il mondo dovrà fare sua prima che sia troppo tardi: «Il futuro del mondo è al femminile». Parole che seguono i fatti, visto che con la sua fondazione la senatrice ha elargito ben undicimila borse di studio a ragazze africane che senza il suo aiuto sarebbero rimaste senza un'istruzione. Ottocentonovanta di queste i collaboratori del premio Nobel le hanno prese in un campo militare. Una di queste si sta per laureare.

Montalcini, Nobel per la medicina, per farci capire che uomo e donna pari sono e pari devono essere usa la scienza, quasi scusandosi. Lo fa parlando del cervello, emisfero sinistro ed emisfero destro. Uno ritenuto dominante nei decenni scorsi (il sinistro determina il linguaggio), l'altro meno importante. Studi successivi hanno fatto capire che entrambi sono importanti e allo stesso modo, hanno soltanto un approccio diverso alla risoluzione dei problemi o alla visione della vita. Proprio come uomo e donna. «La donna non è assolutamente inferiore all'uomo, solo la forza fisica fa la differenza».

Montalcini vuole dare un'opportunità soprattutto alle donne d'Africa, per questo la sua fondazione investe. E non solo denaro. «Dobbiamo farle studiare nel loro continente per farle radicare nel posto dove sono nate - le fa eco Tripodi-. Altrimenti poi lasciano la loro casa e non tornano più». Ma il libro più che altro sottolinea un altro aspetto: nel 2000, tutti i paesi del mondo, riuniti nell'assemblea generale dell'Onu, hanno sottoscritto un patto fissando otto "obiettivi di sviluppo del millennio", da raggiungere entro il 2015: sradicare la povertà estrema, garantire l'istruzione primaria, promuovere la parità dei sessi, ridurre la mortalità infantile e migliorare la salute materna, debellare l'Aids e le altre malattie, sviluppare un parternariato mondiale. In tutti è fondamentale il ruolo della donna. Il 2015 non è poi così lontano. Missione impossibile? Per la Montalcini la risposta è no.

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