Sicurezza
Festa della Toscana
I giovani oltre la crisi:ecco chi "ce l'ha fatta"e chi ci sta provando
Serena Bongiorni
Creare un futuro per i giovani, "perché è là che andremo ad abitare". Quest'anno la Festa della Toscana diventa l'occasione per celebrare le giovani eccellenze, toccando temi come integrazione, dialogo interculturale, solidarietà e tolleranza. Con tanto di testimonianze di chi "ce l'ha fatta" e premiazioni ai diplomati
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MASSA. Creare un futuro per i giovani, "perché è là che andremo ad abitare". Quest'anno la Festa della Toscana diventa l'occasione per celebrare le giovani eccellenze, toccando temi come integrazione, dialogo interculturale, solidarietà e tolleranza. Con tanto di testimonianze di chi "ce l'ha fatta" e premiazioni ai diplomati.
«Il consiglio è valido»: così il presidente Marco Andreani apre la seduta straordinaria del consiglio comunale nell'aula magna dell'istituto alberghiero Minuto in occasione della Festa della Toscana. E' la seconda volta che il consiglio viene convocato all'esterno (l'anno scorso si tenne all'Opa). Quest'anno la scelta è caduta sull'Alberghiero, una fucina di giovani talenti (emblematico il racconto del sindaco Roberto Pucci dell'incontro con un ex alunno del Minuto a Tokyo, dove il giovane ha aperto un ristorante) che diventa quindi teatro di un dibattito sui giovani e sul loro futuro.
E in questo contesto le testimonianze di chi si è buttato, è partito da un paese lontano con un sogno in tasca o semplicemente ha passato anni sui libri, diventano un momento di condivisione e di riflessione collettiva. Addolcito, va detto, da una splendida ricostruzione dell'istituto interamente fatta di zucchero, realizzata dai ragazzi di terza e dagli insegnanti che per tre settimane hanno lavorato a sfornare questo capolavoro di architettura culinaria.
E' la vicepresidente del consiglio Laura Mignani, organizzatrice concreta dell'iniziativa, a presentare "le eccellenze", sottolineando «l'importanza del dialogo interculturale e la necessità di puntare sui giovani e sulla loro creatività». Mignani sollecita l'attenzione della classe politica affinché possa aiutare i giovani a comprendere che «il futuro non è una minaccia», nonostante crisi e precariato, ma un qualcosa da costruire, tutti insieme.
E allora ecco sfilare i racconti e le tesimonianze dei giovani. Quelle emblematiche e straordinarie di Diouf, senegalese che è riuscito ad aprire un suo laboratorio nella nostra città; o di Doriela, da Tirana all'Opa, come medico anestesista. E quelle, forse più «normali», ma altrettanto sognificative di altri, italiani e non, giovani e meno giovani, che "ce l'hanno fatta" e si sono costruiti un futuro. Ma anche di persone che il futuro se lo stanno ancora costruendo, che sono state cambiate da un viaggio, persone che non hanno intenzione di mollare, che cercano ancora la loro strada.
Anche perché le eccellenze sono sì importanti (e vanno premiate, come è accaduto ieri agli studenti più bravi delle scuole superiori della città), ma è altrettanto importante far emergere «tutti i ragazzi in quanto tali», sottolinea la coordinatrice della Rete studentesca Angelica Gatti.
«Il consiglio è valido»: così il presidente Marco Andreani apre la seduta straordinaria del consiglio comunale nell'aula magna dell'istituto alberghiero Minuto in occasione della Festa della Toscana. E' la seconda volta che il consiglio viene convocato all'esterno (l'anno scorso si tenne all'Opa). Quest'anno la scelta è caduta sull'Alberghiero, una fucina di giovani talenti (emblematico il racconto del sindaco Roberto Pucci dell'incontro con un ex alunno del Minuto a Tokyo, dove il giovane ha aperto un ristorante) che diventa quindi teatro di un dibattito sui giovani e sul loro futuro.
E in questo contesto le testimonianze di chi si è buttato, è partito da un paese lontano con un sogno in tasca o semplicemente ha passato anni sui libri, diventano un momento di condivisione e di riflessione collettiva. Addolcito, va detto, da una splendida ricostruzione dell'istituto interamente fatta di zucchero, realizzata dai ragazzi di terza e dagli insegnanti che per tre settimane hanno lavorato a sfornare questo capolavoro di architettura culinaria.
E' la vicepresidente del consiglio Laura Mignani, organizzatrice concreta dell'iniziativa, a presentare "le eccellenze", sottolineando «l'importanza del dialogo interculturale e la necessità di puntare sui giovani e sulla loro creatività». Mignani sollecita l'attenzione della classe politica affinché possa aiutare i giovani a comprendere che «il futuro non è una minaccia», nonostante crisi e precariato, ma un qualcosa da costruire, tutti insieme.
E allora ecco sfilare i racconti e le tesimonianze dei giovani. Quelle emblematiche e straordinarie di Diouf, senegalese che è riuscito ad aprire un suo laboratorio nella nostra città; o di Doriela, da Tirana all'Opa, come medico anestesista. E quelle, forse più «normali», ma altrettanto sognificative di altri, italiani e non, giovani e meno giovani, che "ce l'hanno fatta" e si sono costruiti un futuro. Ma anche di persone che il futuro se lo stanno ancora costruendo, che sono state cambiate da un viaggio, persone che non hanno intenzione di mollare, che cercano ancora la loro strada.
Anche perché le eccellenze sono sì importanti (e vanno premiate, come è accaduto ieri agli studenti più bravi delle scuole superiori della città), ma è altrettanto importante far emergere «tutti i ragazzi in quanto tali», sottolinea la coordinatrice della Rete studentesca Angelica Gatti.
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